Sarà il cast, sarà una certe tenerezza di fondo, ma 2 cuori e 2 capanne è il miglior film di Massimiliano Bruno dai tempi (remoti) di Gli ultimi saranno ultimi. In qualche modo, abbandonando i toni della commedia tout court della saga di Non ci resta che il crimine e quelli amarissimi (anche troppo) de I migliori giorni, il regista romano nonché autore e pure attore torna a un equilibrio tonale che, alla lunga, funziona, strappando sorrisi sinceri.
Qua e là, pure diversi spunti di riflessione (niente di assoluto, ma il materiale narrativo corre in aiuto), ad arricchire una sceneggiatura - firmata da Bruno insieme ad Andrea Bassi, Damiano Bruè, Lisa Riccardi - che, nella prima parte, appare radicata nei più stretti dei luoghi comuni. Una scelta consapevole per quanto rischiosa, ma sicuramente funzionale al risultato finale.
2 cuori e 2 capanne: Claudia Pandolfi ed Edoardo Leo, coppia all'opposto
La trama ufficiale di 2 cuori e 2 capanne inizia così: "lei odia gli uomini, lui odia le complicazioni". Da una parte la coloratissima Alessandra, femminista convinta, libera e indipendente, dall'altra il monocolore Valerio, il più classico dei maschi eterobasici, tradizionalista e rigoroso. A interpretarli Claudia Pandolfi ed Edoardo Leo. Si incontrano per caso, si piacciono, finiscono a letto.
L'equazione però viene stravolta la mattina dopo: entrambi lavorano nella stessa scuola. Lui preside che costruisce i campetti di padel invece che spendere il budget per "l'educazione sentimentale"; lei insegnante appena assunta, visionaria e liberale. E non finisce qui: Alessandra, per suo grande stupore, scopre di essere incinta, nonostante Valerio le avesse giurato di essere (quasi) sterile.
Oltre i luoghi comuni
Come detto, Max Bruno infila nel film un po' tutto: maschilismo inconsapevole e femminismo estremo; la difficoltà nello stabilire legami e rapporti (uno spunto di fortissima attualità, acuito dalla paura verso i sentimenti); un contrappunto generazionale che riflette sulla libertà - a volte estremamente idealizzata - dei giovanissimi (spesso sviliti dalla retorica di certi politicanti) che non hanno sovrastrutture, animando la seconda parte del film; arrivando poi a beccare i dogmi di certe ottiche ultra-tradizionali, che appaiono sempre più vetuste. L'abbiamo scritto tutto d'un fiato, ponendo la stessa equazione che pone Bruno: forse per abbattere i luoghi comuni basterebbe tornare al sano confronto, senza annullarsi a vicenda.
Parentesi cast: Claudia Pandolfi, funziona (e non è certo una novità), e funziona in feat. con Edoardo Leo; una coppia inedita e splendidamente accessibile, portando avanti con bravura e credibilità due ruoli disegnati seguendo i profili dei più classici (e abusati) cliché.
Tuttavia, come detto, l'enorme quantità di luoghi comuni finisce per agitare una commedia romantica che si muove sulle corde di un cinema dichiaratamente popolare, ben lontano (finalmente) da certe costruzioni iper-borghesi. A proposito di corde: leggera e giusta la colonna sonora di Roberto Lobbe Procaccini (e c'è pure una performance voce e chitarra di Giulia Mei). Nei suoi estremi, Bruno finisce per colpire e tratteggiare una commedia-contenitore in cui l'impegno emotivo si lega a una leggerezza tutt'altro che banale, andando a scaldare il pubblico con una storia riconoscibile, e quindi coinvolgente (ma dieci minuti in meno avrebbero aiutato).
Una buona commedia popolare
Questione soprattutto di scrittura, a dimostrazione di quanto le commedie italiane funzionino meglio se allontanate dal solito "equivoco" che, per anni, ha inficiato negativamente sul nostro cinema "medio". Ecco, 2 cuori e 2 capanne - nonostante tutto - non cade nella faciloneria, ma anzi dimostra una certa intelligenza nella ri-lettura di una realtà molto più sfumata e interscambiabile di quanto certi retaggi vorrebbero far credere. E non è mica un caso che Bruno, con lungimiranza, chiuda il film con le immagini di una piazza gremita, tra striscioni e slogan che incitano alla bellezza e mai all'odio.
Conclusioni
2 cuori e 2 capanne di Massimiliano Bruno è una rom-com popolare che - nonostante diversi limiti - funziona. Una scrittura che parte dai luoghi comuni (forse troppi) rivisti per leggere con tiepida leggerezza una società che sembra aver smesso di credere nei sentimenti. Due poli opposti che si respingono attirandosi, una sottotrama generazionale e, infine, una sceneggiatura ben retta dalla prova di Claudia Pandolfi ed Edoardo Leo.
Perché ci piace
- Claudia Pandolfi ed Edoardo Leo funzionano.
- La seconda parte, più rodata.
- La sottotrama "scolastica".
Cosa non va
- I luoghi comuni sono davvero tanti.
- Dieci minuti in meno avrebbero aiutato.