Star Wars: 10 cose che (forse) non sapete sulla saga creata da George Lucas

In occasione dell'uscita di Rogue One, ecco qualche curiosità sul fortunatissimo franchise fantascientifico.

George Lucas e Alec Guinness sul set di Guerre Stellari

Oggi si fa forse un po' fatica a crederci, ma quarant'anni fa era tutt'altro che scontato che Guerre stellari si tramutasse nel fenomeno mondiale che tutti conosciamo ed amiamo. Persino il distributore, 20th Century Fox, e i colleghi/amici del regista George Lucas dubitarono dell'efficacia artistica e commerciale di un progetto spudoratamente rétro, ambientato tanto tempo fa in una galassia lontana lontana (inizialmente doveva essere un vero e proprio adattamento cinematografico di materiale preesistente, i fumetti di Flash Gordon, ma Lucas non riuscì ad ottenere i diritti). Eppure il giovane cineasta la ebbe vinta e da quel primo episodio (ribattezzato successivamente Episodio IV - Una nuova speranza) è nata una saga che da quasi quattro decenni incanta spettatori di tutte le età.

Dal 2012 i diritti del franchise sono in mano alla Disney, che ha saputo rilanciare con successo l'universo lucasiano con Star Wars: Il risveglio della forza e adesso continua su questa nuova strada con Rogue One: A Star Wars Story, il primo dei cosiddetti film "antologici" che raccontano storie autoconclusive al di fuori degli episodi principali. Per l'occasione abbiamo voluto rivisitare la saga tramite alcune curiosità.

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Peter Mayhew, Alec Guinness, Mark Hamill e Harrison Ford in Guerre Stellari

1. Ispirazione nipponica

È ben noto che Lucas si sia ispirato in gran parte ai film seriali d'avventura e di fantascienza che andavano di moda quando lui era un ragazzino (da lì nacque anche l'idea per Indiana Jones). Ma nell'universo di Star Wars c'è anche un sentito omaggio al grande regista giapponese Akira Kurosawa, di cui Lucas arrivò persino ad essere produttore (vedi Kagemusha - L'ombra del guerriero). Nello specifico, C-3PO e R2-D2 sono basati sui due contadini che commentano le vicende ne La fortezza nascosta e c'è anche un parziale elemento samurai nell'iconografia e filosofia dei Jedi. Non a caso, per la parte di Obi-Wan Kenobi il regista pensò inizialmente a Toshirô Mifune, attore feticcio di Kurosawa.

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2. I know that voice!

Una delle notizie accolte con maggiore entusiasmo dai fan durante la lavorazione di Rogue One è stato l'annuncio del ritorno di James Earl Jones come voce di Darth Vader, ruolo che l'attore ha ricoperto nella trilogia originale e, non accreditato, in Star Wars ep. III - La vendetta dei Sith. Fu affidata a lui la voce di Vader perché l'attore che lo interpretava fisicamente, l'inglese David Prowse, aveva un accento poco compatibile con l'aura minacciosa dell'antagonista (se avete il cofanetto DVD della prima trilogia è possibile sentire Prowse sul set nel Making Of). Jones fu scelto perché il candidato originale, un certo Orson Welles, era troppo costoso. Anche nella seconda trilogia si è verificata una cosa simile: la voce di Darth Maul non appartiene a Ray Park (troppo scozzese), bensì a Peter Serafinowicz.

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3. Questione di credits

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana: l'incipit del primo Star Wars

Oggi è perfettamente normale, ma negli anni Settanta era praticamente un'aberrazione non collocare i credits principali all'inizio dei film, in base al regolamento del Directors Guild of America, il sindacato dei registi. Per Guerre stellari chiusero un occhio, dato che Lucas era alle prime armi o quasi, ma lo multarono in occasione dell'uscita de L'impero colpisce ancora, diretto dal ben più importante Irvin Kershner. Infastidito, Lucas si dimise dal sindacato in modo da poter continuare a realizzare la propria saga senza interferenze di alcun tipo. O quasi...

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4. Regista, dove sei?

George Lucas sul set de Guerre stellari: Il ritorno dello Jedi

Per Il ritorno dello Jedi Lucas aveva pensato al sodale e amico Steven Spielberg, ma non fu possibile ingaggiarlo proprio per motivi sindacali (Spielberg rimane tuttora un membro di punta del DGA). Furono quindi considerati anche David Lynch, David Cronenberg e Paul Verhoeven. Il cineasta olandese, a quanto pare, arrivò molto vicino ad ottenere l'incarico, finché la 20th Century Fox vide il suo film più recente: Spetters, un dramma ad alto contenuto violento e (omo)erotico. Alla fine la spuntò il gallese Richard Marquand, più facile da controllare per Lucas.

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5. Dialoghi profetici

Il bacio tra la principessa Leia e Han Solo

A differenza di Mark Hamill e Carrie Fisher, che avevano firmato per tre film, Harrison Ford era sotto contratto solo per un lungometraggio alla volta, il che comportò una modifica drastica alla scena dove Leia dichiara il proprio amore a Han Solo: nella prima stesura del copione lui doveva risponderle "Ricordatelo, perché tornerò". Fu lo stesso Ford a suggerire di sostituirlo con il più efficace "Lo so", visto che all'epoca non era sicuro di voler firmare anche per Il ritorno dello Jedi. A convincerlo a tornare fu uno dei produttori, con il quale aveva legato sul set de I predatori dell'arca perduta.

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6. La verità scomoda

David Prowse e Mark Hamill in una scena de L'impero colpisce ancora

Oggi, nell'era di internet, sarebbe quasi impossibile realizzare un film come L'impero colpisce ancora senza rischiare che il colpo di scena finale venga svelato in anticipo. Un pericolo che in realtà esisteva già durante le riprese del film, poiché alcuni attori partecipavano a convention di Star Wars e svelavano dettagli della trama. Per evitare una fuga eccessiva di notizie, Lucas fece in modo che pochissime persone fossero al corrente del rapporto di parentela tra Luke Skywalker e Darth Vader. Per l'esattezza, lo sapevano lo stesso Lucas, Irvin Kershner, lo sceneggiatore Lawrence Kasdan e Mark Hamill (il quale fu informato subito prima di girare la scena). Da notare che quando James Earl Jones lesse per la prima volta la vera battuta di Vader, era convinto che il personaggio stesse mentendo.

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7. Tanto tempo fa, su schermi lontani...

Rogue One - A Star Wars Story: la Morte Nera nel teaser trailer del film

Dopo l'uscita de La vendetta dei Sith fu annunciata la produzione di uno spin-off televisivo, con attori in carne ed ossa, ambientato tra gli episodi III e IV (uno dei produttori descrisse il progetto come "Deadwood nello spazio"). Questa idea fu poi accantonata, lasciando il posto alle serie animate Star Wars: le guerre dei Cloni e Star Wars Rebels, ma oggi è possibile vedere al cinema un residuo dello show: nel 2005, mentre stavano completando il capitolo finale della trilogia prequel, il supervisore degli effetti speciali John Knoll propose come possibile storyline catodica quello che poi è divenuto Rogue One.

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8. Il volto nuovo dell'Imperatore

Star Wars - Episodio III: Palpatine in una scena

Oggi è impossibile pensare all'Imperatore Palpatine senza associarlo al suo interprete Ian McDiarmid, ma nella versione originale de L'impero colpisce ancora il perfido dittatore galattico aveva le fattezze (parziali) di una donna. Per l'esattezza, il volto era un incrocio tra uno scimpanzé e la moglie del celebre truccatore Rick Baker, mentre la voce apparteneva a Clive Revill. Una volta assunto McDiarmid, Lucas ha rimaneggiato la sequenza in due occasioni: nel 1997, per l'uscita delle edizioni speciali della prima trilogia, l'attore scozzese ha ridoppiato le battute di Revill, e nel 2003, durante la lavorazione de La vendetta dei Sith, ha interpretato Palpatine anche fisicamente per l'edizione DVD (in questo caso sono stati parzialmente modificati i dialoghi).

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9. Everything is digital!

Ewan McGregor in una scena di Star Wars ep. III - La vendetta dei Sith

I fan hanno reagito con gioia quando J.J. Abrams ha annunciato che Il risveglio della forza sarebbe stato girato con tecniche artigianali e location vere, ritornando alle origini della saga dopo l'eccesso digitale dei tre prequel. In particolare, La vendetta dei Sith è (tristemente) noto per essere l'unico film del franchise girato interamente con il green screen, senza scene in esterni. In realtà non doveva essere così: durante le riprese di Star Wars ep. II - L'attacco dei cloni, Lucas approfittò della location tunisina usata per Tatooine per girare, con qualche anno di anticipo, la scena dove Obi-Wan Kenobi (Ewan McGregor) affida il piccolo Luke Skywalker allo zio Owen Lars (Joel Edgerton). Peccato che, col senno di poi, il regista si sia reso conto che era meglio rigirare il finale sostituendo Owen con la di lui moglie Beru, e che non avesse affatto voglia di tornare in Africa per farlo.

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10. Presenza record

Tenendo conto solo degli episodi ufficiali, Anthony Daniels (C-3PO) è l'unico attore, ad oggi, ad essere apparso in tutti i film della saga. Il suo amico e collega Kenny Baker, scomparso quest'anno, è stato R2-D2 nei primi sei capitoli, mentre ne Il risveglio della forza è menzionato nei credits come consulente. Frank Oz (Yoda) è apparso in cinque film, mentre James Earl Jones, Ewan McGregor e Ian McDiarmid vantano quattro episodi ciascuno (nel caso di McGregor la quarta apparizione è un cameo audio nell'Episodio VII), con la postilla che McDiarmid è stato poi incluso retroattivamente ne L'impero colpisce ancora. Infine, seppure con un numero inferiore di film, Warwick Davis è l'unico, oltre a Daniels, ad essere apparso in tre trilogie diverse, per l'esattezza negli episodi VI, I e VII (e tornerà anche per Star Wars: Episode VIII).

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