Spider-Man: Homecoming

2017, Azione

Spider-Man: Homecoming: i 10 momenti che lo rendono una perfetta commedia

Il nuovo Spider-Man targato Marvel Studios e Sony ci offre un approccio più leggero al personaggio, risultando un action-comedy che ha proprio nella sua anima più divertente i suoi momenti migliori.

Spider-Man: Homecoming, una nuova foto del film

Sono passati 15 mesi dal nostro primo sguardo al nuovo Spider-Man nato dall'accordo tra Marvel Studios e Sony in un trailer di Civil War; un anno e passa da quel primo brevissimo frammento, passando poi per il suo ruolo nella guerra civile del Marvel Cinematic Universe e finalmente protagonista di un film tutto suo, Spider-Man: Homecoming. Un ritorno a casa importante per il personaggio e per l'universo Marvel, che proprio in questa integrazione trova uno dei suoi principali punti di forza: non parliamo soltanto della presenza di un mentore del calibro di Tony Stark, ma di quei tanti dettagli sparsi qua e là che rappresentano un notevole valore aggiunto.

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Un altro aspetto essenziale del nuovo film, però, è il tono scelto per la terza incarnazione del personaggio in quindici anni, l'approccio leggero, il tono da commedia scolastica alla John Hughes, l'abbondante dose di ironia ed i tanti momenti divertenti che lo rendono, a conti fatti, una vera e propria action-comedy che trova nella sua componente da commedia i suoi momenti più riusciti. Per questo, nella nostra usuale panoramica delle scene migliori di Spider-Man: Homecoming, abbiamo deciso di soffermarci su queste, evitando di aggiungere alla lista le sequenze più adrenaliniche o epiche, come il salvataggio del Washington Memorial o quello sul traghetto.

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Spier-Man: Homecoming: Tom Holland nel nuovo trailer del film

1. Un film di Peter Parker

Spider-Man: Homecoming, Tom Holland in una scena del film

Il tono di Spider-Man: Homecoming è già tutto presente nelle prime battute del film, in quel vlog di Peter Parker composto da tanti frammenti registrati nel corso della sua trasferta berlinese in occasione della Civil War. Nel film di Peter Parker è presente l'ironia, la leggerezza, l'entusiasmo e la capacità di Tom Holland di rendere tutto ciò ed integrarsi, allo stesso tempo, in un contesto già avviato e consolidato. La chimica con l'Happy di Jon Favreau è subito evidente, la verve da quattordicenne (ops, quindicenne) è ben resa ed il dietro le quinte di quanto abbiamo visto un anno fa è bello e servito.

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2. L'amichevole Spider-Man di quartiere

Spider-Man: Homecoming, Tom Holland in un momento del film

A quell'entusiasmo segue, però, la delusione di essere messo da parte, in stand-by, e doversi accontentare della semplice routine quotidiana. Che è fatta di scuola, ovviamente, di quell'orologio che non arriva mai a fine giornata, e di ronde di quartiere che non vanno molto oltre il ladruncolo di biciclette e l'assistenza agli anziani, quando non ci si ritrova a sventare furti non reali ed essere insultati dalla gente del quartiere che osserva dalle proprie finestre di casa, tra i quali figura anche il genio dietro la Casa delle Idee, Stan Lee in persona nel suo immancabile cameo. Non resta che appollaiarsi su un cornicione, mangiare il churro ricevuto come ricompensa per i propri sforzi e tempestare di messaggi il telefono di Happy.

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3. "Sei un Avenger?!"

Spider-Man: Homecoming, Tom Holland e Jacob Batalon in una scena del film

Il ritorno a casa, un momento prezioso per lo Spider-Man di Marvel e Sony, ma delicato per il personaggio nel contesto del film: bisogna infilarsi in camera dalla finestra, stare attenti a non farsi notare da zia May e togliersi il costume senza essere visti. Tutto molto più difficile se il proprio miglior amico è in camera che aspetta, armato di Morte Nera Lego da completare. Così Ned, il paffuto amico del nuovo Peter Parker scopre l'identità dell'Uomo Ragno e diventa l'unico custode di questo delicato segreto, in una scena che evidenzia la chimica tra i due ragazzi e che si trascina per tutte le sequenze successive, in cui Ned tempesta l'amico di domande più o meno sensate sulla sua attività di supereroe (domanda già cult: "deponi le uova?"). La scena suggerisce anche un ulteriore spunto interessante: lo Spider-Man del Marvel Cinematic Universe non ha ancora sviluppato il suo senso di ragno che gli avrebbe permesso di percepire la presenza dell'amico ed il pericolo?

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4. Tony l'indiano

Spider-Man: Homecoming, Robert Downey Jr. in una scena del film

Tutti vorremmo un mentore come Tony Stark, anche se può essere ingombrante e scomodo... oltre che severo. Non manca occasione a Stark in Spider-Man: Homecoming per fare una bella lavata di capo alla sua giovanissima nuova recluta, la prima delle quali addirittura a distanza dopo averlo salvato da un possibile annegamento. E Peter non può far altro che ringraziare la presenza della wi-fi nel corso della trasferta indiana di Tony Stark! Un primo faccia a faccia meno amichevole che ci mostra quanto e come Iron Man sia presente nella vita di Peter, che si sentiva invece abbandonato a sé stesso dai silenzi di Happy, come una figura paterna che cerca di dare spazio e libertà, ma pronta ad intervenire in caso di necessità.

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5. Lady Costume

Spider-Man: Homecoming, Tom Holland in azione in una scena del film

Disattivata la modalità triciclo inserita da Stark per permettere Peter di familiarizzare col nuovo costume prima di accedere a tutte le sue funzioni, Spider-Man si trova a poter gestire un mondo di nuove feature avanzatissime tutte da scoprire e con le quali doversi praticamente scontrare. Perché Stark ha effettivamente esagerato con le centinaia di tipi di ragnatele che può lanciare, l'ascolto a distanza, gli infrarossi ed alcune modalità inquietanti come uccisione istantanea. Per fortuna Peter ha molto tempo per scoprirne mentre intrappolato in un deposito del Damage Control e, soprattutto, un'alleata, la voce del software del costume, che ci appare molto più comprensiva e paziente dello Jarvis di Iron Man. Una Lady Costume presto ribattezzata Karen.

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6. Un bacio mancato

Spider-Man: Homecoming: Il salvataggio del Washington Memorial

Abbiamo detto che non avremmo parlato di sequenze come quella del Washington Memorial... beh, un po' abbiamo mentito! Perché, seppur in modo tangente e sottile, dobbiamo citarla: non ci interessa la scalata dell'obelisco, il volo oltre l'elicottero ed il salvataggio in sé, per quanto emozionante. Ci interessa quel brevissimo momento che segue a tutto ciò, quello in cui Spider-Man è appeso a testa in giù ed al cospetto della sua fiamma Liz appena salvata da morte certa, una situazione che richiama letteralmente quel memorabile bacio tra Tobey Maguire e Kirsten Dunst in Spider-Man, che viene evocato e poi dissolto dalla tela che cede e fa precipitare il nuovo Uomo Ragno.

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7. Modalità interrogatorio

Funzionalità utilissima del nuovo costume made in Stark è la modalità interrogatorio per mettere sulla graticola i propri interlocutorio e strappare le informazioni necessarie. Ma una voce minacciosa non basta a volte, bisogna saper condurre la conversazione, risultare minacciosi in tutto e per tutto, sicuri di sé e decisi. Cose che il giovane Peter non è ancora in grado di padroneggiare e risulta evidente in una delle scene più divertenti del film, quella che lo vede faccia a faccia con un altro giovane attore lanciatissimo come Donald Glover che finisce per metterlo sulla strada giusta per simpatia piuttosto che per timore. Una parte del lavoro che richiede ancora un po' di pratica!

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8. L'uomo sulla sedia

Spider-Man: Homecoming, Michael Keaton in una scena del film

Tutti i grandi eroi hanno un sidekick di spessore. Lo sa Ned in quanto nerd, che una volta scoperto il segreto del suo miglior amico sogna di poterlo assistere nelle sue missioni, ricoprendo il ruolo chiave di uomo sulla sedia, quello che guida e assiste a distanza l'eroe in azione. Un sogno che sembra proibito fin quando Peter si trova in difficoltà una volta perso il costume tecnologico realizzato da Stark ed ha bisogno di un aiuto esterno per poter completare la missione più difficile e fermare il piano dell'Avvoltoio. Inutile dire che Ned si farà valere, destreggiandosi tra diversi monitor e fornendo il giusto supporto a Peter. Capace anche di trovare la scusa giusta una volta scoperto da un'insegnante della scuola: "Io... stavo guardando un porno"

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9. Un incontro nel bagno

Spider-Man: Homecoming, Robert Downey Jr., Tom Holland e Jon Favreau in una scena del film

Siamo quasi all'epilogo del nostro articolo, e del film. Peter viene convocato nel bagno della scuola da un messaggio anonimo e ci trova Happy, incaricato di condurlo "a nord" da Tony. Quella che seguirà sarà una visita intensa alla nuova sede degli Avengers, che presumibilmente sarà centrale tra meno di un anno, durante la Infinity War, là dove Stark potrà etichettare Peter con la magnifica definizione di "eroe spingsteeniano della classe operaia". Ma prima di questo viaggio c'è tempo per un momento di totale imbarazzo, mentre i due si trovano faccia a faccia nei bagni della scuola ed attendono pazientemente che un altro studente finisca le sue attività e li lasci soli. Il futuro degli Avengers inizia da qui, da un bagno del liceo di Peter Parker.

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10. Il valore della pazienza

Chiudiamo con le ultimissime immagini del film, quelle che arrivano al termine dei titoli di coda, per una scena post-credits che potrà deludere chi in questo espediente cerca indizi del futuro del Marvel Cinematic Universe. Non ne troverà nel sorriso di Captain America, nella sua figura stagliata sul fondo bianco mentre registra l'ennesimo messaggio per gli studenti, che già avevamo visto nel corso del film e che rappresentano un ulteriore, intelligente legame con il MCU: nel messaggio conclusivo, Steve Rogers parla a noi che abbiamo aspettato (inutilmente) fino alla fine dei titoli, sottolineando l'importanza della pazienza in quanto qualità fondamentale di qualunque soldato o studente. La nostra pazienza che non è stata premiata, ma felice di esser stata presa in giro!

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