Il rapporto tra Valentino e il cinema è stato un dialogo lungo oltre sessant'anni, fatto di abiti, primi piani e amicizie autentiche. Dopo la notizia della morte dello stilista, l'omaggio più intenso è arrivato proprio da chi ha condiviso quella storia dall'interno: Sophia Loren, icona e complice di una vita.
Il saluto di Sophia Loren e il ricordo dell'"Imperatore della moda"
Alla notizia della scomparsa di Valentino Garavani, il cordoglio si è diffuso rapidamente tra star, addetti ai lavori e istituzioni. Ma il messaggio di Sophia Loren ha avuto il peso emotivo della memoria e della gratitudine: "Mio caro Valentino, la notizia della tua scomparsa mi addolora profondamente. Con te ho condiviso momenti di grande affetto e di sincera stima reciproca. Avevi un animo gentile, ricco di umanità. Sei stato un amico e la tua arte e la tua passione resteranno per sempre fonte di ispirazione. È stato un privilegio conoscerti e ti porterò sempre con me".
Parole, queste, che raccontano l'uomo prima del mito. Non è un caso se Valentino veniva spesso definito "l'ultimo imperatore della moda": non solo per l'eleganza e il celebre rosso che porta il suo nome, ma per quell'aura di educazione e misura che affascinava chiunque lo incontrasse.
Il messaggio di Loren chiudeva con un abbraccio esteso anche a Giancarlo Giammetti - compagno di vita e di lavoro dello stilista - e alla famiglia, a sottolineare ancora una volta quanto il legame fosse radicato ben oltre le passerelle.
Se Loren ha scelto parole intime, molti hanno preferito ricordare Valentino attraverso ciò che ha lasciato nel mondo: una genealogia di look che hanno attraversato l'immaginario di Hollywood, i festival internazionali, gli Oscar, Cannes e perfino il musical cinematografico contemporaneo.
Sei decenni di moda nel cinema: da Liz Taylor a Zendaya
Il "sistema Valentino" ha intrecciato i suoi fili con la settima arte sin dagli anni Sessanta, quando Elizabeth Taylor fu la prima diva hollywoodiana a scegliere un suo abito - un bianco bordato di piume - per l'anteprima romana di Spartacus. Da lì nacque un rapporto personale oltreché sartoriale: lo stilista la vestì per film, Oscar e persino per il matrimonio con Larry Fortensky nel 1991.
Poi arrivò l'amicizia con Audrey Hepburn, che in Sciarada (1963) sfoggiò un completo après-ski firmato Valentino. E ancora Monica Vitti, Jane Fonda, Jessica Lange, Julia Roberts, Cate Blanchett, fino alle generazioni più recenti, comprese Zendaya, Florence Pugh, Dakota Johnson, Anne Hathaway e Jennifer Lopez.
Le immagini sono entrate nella storia degli Oscar: Jane Fonda nel 1981 per ritirare la statuetta del padre, Jessica Lange nel 1983, Julia Roberts nel 2001 in un abito vintage del 1992, Cate Blanchett nel 2005 con il suo iconico giallo alla vittoria per The Aviator.
E non mancavano le incursioni ironiche: Valentino apparve in due cameo, in Il diavolo veste Prada (2006) - accanto a Meryl Streep - e in Zoolander 2 (2016), divertito e autoironico.
Il capitolo Loren merita una nota a sé. L'attrice indossò Valentino anche sul palco degli Oscar del 1991, quando ricevette la statuetta alla carriera: un punto di incontro perfetto tra due icone italiane capaci di conquistare il mondo senza alzare la voce.
Oggi quell'intreccio tra cinema e moda resta come un atlante visivo che racconta come si costruisce lo stile: non solo con ago e filo, ma con fiducia, relazioni e rispetto. È questo, forse, ciò che Loren intendeva quando ha promesso: "Ti porterò sempre con me".