Samuel L. Jackson: 'Con Glass dimostro che non interpreto sempre lo stesso ruolo"

Al Comic-Con di San Diego Samuel L. Jackson ha raccontato il suo amore per il personaggio che torna ad interpretare nel film Glass. James McAvoy assente per ragioni di salute.

Angelica Vianello
Glass: il poster del film

Samuel L. Jackson scherza spesso sul fatto di essere stato ingaggiato per lo stesso tipo di ruoli durante tutta la sua carriera di oltre quarant'anni, ed è tornato a commentare questo fatto anche durante il Comic-Con, dove si trovava con Bruce Willis ed il resto del cast del film di M. Night Shyamalan Glass.

Nel film, Samuel L. Jackson riprenderà il personaggio di Elijah Price/Mr. Glass, già visto in Split e Unbreakable - Il predestinato, che, a detta dell'attore, è un'ottima chance per dimostrare al mondo la sua versatilità: "Ho amato la complessità di Elijah", ha detto, mentre indossava una maglietta viola con l'immagine del suo personaggio in sedia a rotelle. "Amo che la madre capisca che persona sia lui. Amo il fatto che sia un personaggio fortissimo in un corpo fragile... e che ha una fede più forte di qualsiasi attacco possano muovergli contro. Quindi adoro essere lui. Ed è tranquillo. È raro vederlo - non interpreto tutte le volte lo stesso figlio di p...! Mi piacciono quelli vistosi, è vero!"

Jackson, Willis, Sarah Paulson e Anya Taylor-Joy erano presenti al panel insieme al regista: mancava solo James McAvoy, protagonista di Split, che con il suo Kevin Wendell Crumb dalle 24 personalità tornerà anche nel capitolo conclusivo della trilogia iniziata diciotto anni fa. Della sua assenza dalla Hall H di San Diego, Shyamalan ha detto: "Mi spiace che James non sia qui perché lui ha quella capacità "alla Robin Williams" di entrare nei personaggi con piena empatia". Il motivo dell'assenza di McAvoy non è tanto il fatto che stia girando un film in Canada, ma che sia "molto, molto malato" per un "motivo serio".

Shyamalan ha poi commentato quanto sia strano per lui tornare al Comic-Con: quando infatti uscì Unbreakable nel 2000, le reazioni che ottenne furono così contrastanti che "fu un po' scoraggiante, perché pensavo che fosse una cosa davvero figa: un cinecomic thriller". All'epoca, ha rivelato, la Disney (che produceva il film attraverso la Touchstone) gli disse anche di non menzionare mai le parole "fumetti, supereroi" "perché era troppo di nicchia, con quelle persone che vanno alle conventions... ed io risposi 'Oh'. 'Eviteremo di menzionare quelle parole nella campagna pubblicitaria'. Per cui dissi 'Ma è di questo che parla il film'. Fu uno di quei momenti strani in cui mi chiedevo se ciò che stavo realizzando potesse mai interessare il grande pubblico".

Ma il regista non deve preoccuparsi: ormai le storie tratte dai fumetti sono state ampiamente sdoganate, e la reazione ottenuta dal pubblico del Comic-Con per il trailer di Glass è stata a dir poco entusiasta. Il film uscirà a gennaio prossimo negli USA, e non si conosce ancora la data di uscita in Italia.

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