Rosso Volante: stasera su Rai 1 il film che racconta la storia vera del campione Eugenio Monti

A un giorno dalla chiusura delle Olimpiadi Invernali 2026, su Rai 1 va in onda, in prima visione, il film Rosso Volante, che racconta la storia vera di Eugenio Monti, uno dei più grandi bobbisti della storia

Giorgio Pasotti è Eugenio Monti in Rosso Volante

Rivive stasera su Rai 1, in prima serata, la storia del campione olimpico Eugenio Monti nel film Rosso Volante, diretto da Alessandro Angelini e intepretato da Giorgio Pasotti, anche co-aoutore della sceneggiatura. Il film per la TV, coprodotto da Rai Fiction, Wonder Film e Wonder Project, è liberamente ispirato al libro di Stefano Rotta Rosso ghiaccio: Eugenio Monti, dietro la leggenda.

Rosso Volante: la trama completa del film con Giorgio Pasotti

Rosso Volante Giorgio Pasotti Foto
Rosso volante: Giorgio Pasotti in una foto

Nel 1964 Eugenio Monti, campione di bob, ha 36 anni, ha vinto quasi tutto, ma gli manca l'oro olimpico ed è deciso a conquistarlo ai Giochi Olimpici invernali di Innsbruck del 1964. Monti realizza un tempo eccezionale, ma durante la gara si accorge che il rivale Tony Nash ha perso un bullone. Senza pensarci un attimo, gli dà il suo.

Un gesto di grande lealtà sportiva che permette agli inglesi di vincere l'oro, mentre l'Italia deve accontentarsi del bronzo. Per il suo eccezionale esempio di fair play, il Comitato Olimpico Internazionale premia Monti con il trofeo Pierre De Coubertin, considerato la più alta onorificenza per un atleta.

L'episodio del bullone è il punto di partenza di un racconto che ripercorre i quattro anni che portano Eugenio Monti a vincere l'agognata medaglia d'oro alle Olimpiadi di Grenoble nel 1968. Quattro anni di tenacia, cadute e speranze di un campione di grande talento che ha sempre sfidato la vita. Una storia di sport, amore, amicizia, coraggio.

La storia vera di Eugenio Monti: dagli sci al mito olimpico del bob

Eugenio Monti
Il vero Eugenio Monti che posa accanto al suo bob con le medaglie d'oro di Grenoble 1968 al collo

Nato a Dobbiaco il 23 gennaio 1928 e morto a Belluno il 1° dicembre 2003, Eugenio Monti è stato uno dei più grandi bobbisti della storia, e il più grande bobbista italiano: nove titoli mondiali, sei medaglie olimpiche e due ori a Grenoble 1968. È ricordato anche per il gesto di fair play a Innsbruck 1964, quando prestò un pezzo del proprio bob agli avversari britannici, rinunciando di fatto alla possibilità di vincere l'oro.

La sua carriera sportiva iniziò nello sci alpino. All'inizio degli anni Cinquanta era tra le promesse più brillanti del panorama italiano: vinse il titolo nazionale nello slalom gigante e nello slalom speciale, arrivando a battere in gara Zeno Colò. Ma un brutto incidente durante un allenamento, il 23 gennaio 1951, e un secondo infortunio l'anno successivo posero fine definitivamente alla carriera sugli sci. Fu allora che scoprì il bob.

Nel 1957, insieme a Renzo Alverà, vinse il primo di sette titoli mondiali nel bob a due. A questi si aggiunsero due ori nel bob a quattro. Alla fine degli anni Cinquanta Monti era considerato il miglior bobbista del mondo. Gli mancava però l'oro olimpico.

I successi olimpici e il ritiro

Alle Olimpiadi di Innsbruck 1964, Monti aveva 36 anni. Durante la gara, l'equipaggio britannico formato da Tony Nash e Robin Dixon ruppe un bullone fondamentale del bob. Senza quel componente non avrebbero potuto competere. Monti smontò un bullone dal proprio mezzo e lo consegnò agli avversari. I britannici gareggiarono e vinsero l'oro. L'Italia chiuse con il bronzo.

Fortemente criticato per quel gesto, Monti rispose così alle provocazioni: "Nash non ha vinto grazie al bullone che gli ho prestato: ha vinto perché era il più forte". Proprio grazie a quel gesto, però, il Rosso Volante fu anche il primo atleta a ricevere il Pierre de Coubertin World Trophy, massimo riconoscimento internazionale per lo spirito sportivo.

Quattro anni dopo, alle Olimpiadi di Grenoble 1968, Monti, a 40 anni, completò la sua carriera, vincendo non soltanto l'agognato oro nel bob a due con Luciano De Paolis, ma anche l'oro nel bob a quattro con De Paolis, Roberto Zandonella e Mario Armano.

Si ritirò dalla carriera agonistica dopo quell'Olimpiade. Negli successivi fu tecnico della nazionale di bob e presidente di società di impianti di risalita.

Se la vita professionale fu segnata dalla fatica ma anche dai successi, quella privata fu invece più difficoltosa, con la separazione dalla moglie, la partenza della figlia per gli Stati Uniti, il morbo di Parkinson e la morte del figlio per overdose. Il 1° dicembre 2003 scelse di togliersi la vita con un colpo di pistola alla testa.

Perchè il soprannome di "Rosso Volante"?

Rosso Volante Giorgio Pasotti Immagine
Rosso volante: Giorgio Pasotti in un'immagine

Fu un nomignolo che gli attribuì, nel 1947, il giornalista Gianni Brera (che nel film è interpretato da Andrea Pennacchi), ed era legato al colore dei capelli, ma soprattutto all'impeto agonistico del giovane atleta e alla sensazione di grande velocità che riusciva a trasmettere. Rosso era anche il colore del suo bob, e quel soprannome lo accompagnò per tutta la carriera.

Dove vedere Rosso Volante

Rosso Volante Giorgio Pasotti Scena
Rosso volante: Giorgio Pasotti in una scena del film

Il film dedicato a Eugenio Monti sarà trasmesso lunedì 23 febbraio su Rai 1 alle 21:50. Per tutti coloro che non riusciranno a seguirlo durante la messa in onda televisiva: il TV Movie sarà naturalmente disponibile anche in streaming, su RaiPlay, per la visione on demand.
Il film dura 11o minuti, terminerà alle 23:40, quando andrà in onda la nuova puntata di XXI Secolo.