Quentin Tarantino è stato costretto a smentire la bufala sulla sua presunta morte circolata nelle scorse ore sui social media. Il regista sarebbe vivo e vegeto, come ha garantito il suo portavoce, e la notizia della morte in un attacco missilistico in Israele sarebbe totalmente infondata, come ha assicurato il Daily Mail.
Perché è stata diffusa la fake news sulla morte di Tarantino?
A diffondere la falsa notizia della morte di Quentin Tarantino e della sua famiglia a Israele per via di un missile iraniano è stato l'account @TheWapplehouse, che vanta oltre 150.000 follower, che ha indicato come fonte la testata americana Deadline. Il post ha ricevuto oltre 1.500 "Mi piace" ed è diventato prontamente virale.
Poco dopo Deadline ha smentito, spiegando di essere stata citata erroneamente come fonte. L'origine della notizia è legata al fatto che la moglie di Tarantino, l'attrice Daniela Pick, è israeliana. Dalla nascita dei due figli, il regista di pulp Fiction si divide tra gli Stati Uniti e Tel Aviv, dove si è insediata la famiglia. In un'intervista del 2021, Tarantino ha affermato che Tel Aviv è come una versione più piccola di Los Angeles, con "magnifici ristoranti, bar e locali alla moda".
La smentita ufficiale da parte del portavoce di Quentin Tarantino
A seguito dei rumor su X, una fonte vicina a Quentin Tarantino ha dichiarato a TMZ che "Quentin è vivo e vegeto e anche la sua famiglia sta bene", nonostante le speculazioni secondo cui sarebbe saltato in aria durante un attacco missilistico iraniano su Israele.
Deadline è stato il primo magazine a riportare il falso post sui social media sulla morte di Quentin. A peggiorare la situazione, su X sono emerse anche diverse immagini create con l'intelligenza artificiale che presumibilmente mostravano Quentin in un rifugio antiaereo in Israele, ma anche queste immagini sono false.
A generare il rumor è stata la drammatica situazione internazionale. Nel fine settimana, Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi contro l'Iran, uccidendo la Guida Suprema, l'Ayatollah Ali Khamenei, insieme ad altri alti funzionari governativi. L'Iran ha reagito lanciando missili balistici contro basi israeliane e americane in tutto il mondo.
Circa 600 persone sono state uccise in tutto l'Iran dall'inizio degli attacchi, come ha dichiarato lunedì la Mezzaluna Rossa iraniana.
I servizi di soccorso israeliani hanno dichiarato che nove persone sono state uccise e 28 ferite in un attacco che ha colpito una sinagoga nella città centrale di Beit Shemesh, portando il bilancio complessivo delle vittime nel paese a 11. Altre 11 persone risultano ancora disperse dopo l'attacco, ha dichiarato la polizia.
Nel frattempo, Donald Trump ha affermato che la guerra potrebbe continuare per le prossime quattro settimane. Ieri, il Presidente ha dichiarato al Daily Mail: "È sempre stato un processo di quattro settimane. Immaginavamo che ci sarebbero volute circa quattro settimane quindi - per quanto forte sia l'Iran, essendo un paese grande, ci vorranno quattro settimane, o anche meno".