L'ultima indiscrezione di Matt Belloni nel podcast The Town conferma quello che molti sospettavano: Narnia: Il nipote del mago di Greta Gerwig è diventato il buco nero (economicamente parlando) più ambizioso di Netflix. Parliamo di una cifra che mette i brividi, oltre 320 milioni di dollari, polverizzando i record precedenti di The Electric State e facendo sembrare quasi "economico" il kolossal di Scorsese, The Irishman. Ma la vera notizia non è solo l'assegno staccato.
Addio Londra vittoriana: la Narnia post-bellica che non ti aspetti
La Gerwig ha puntato i piedi per il suo Narnia: o il cinema o niente. E Netflix, davanti a un investimento del genere, ha dovuto abbassare la cresta. Il film non scivolerà via nel catalogo dopo tre giorni, ma godrà di una finestra esclusiva nei cinema di 49 giorni a partire dal 12 febbraio 2027.
Una follia tattica, se ci pensate, visto che cadrà proprio nel weekend del Super Bowl, quando l'America media pensa a tutto tranne che a chiudersi in una sala. Ma forse è proprio questo il punto: trasformare il film nell'unico evento per chi vuole scappare dal rumore dello stadio.
Dimenticate la polvere della Londra di C.S. Lewis. La Gerwig ha deciso di rimescolare le carte, trascinando il racconto negli anni '50 post-bellici. È una scelta visiva pesante, che spiega in parte dove siano finiti quei 300 e passa milioni. Significa ricostruire un'epoca da zero, con una cura maniacale per il dettaglio che solo un occhio come quello di Seamus McGarvey (fotografo di Atonement e The Avengers) poteva gestire.
Il cast del nuovo Narnia, oltre alla fantasia
Non è solo fantasy, è ricostruzione storica che si fonde con un uso brutale e raffinato dei VFX. Per dare un'anima a questo sfarzo, la colonna sonora è stata affidata al duo Mark Ronson e Andrew Wyatt: gente che sa come far vibrare le corde giuste. Netflix sta giocando d'azzardo, sperando che il prestigio di nomi come Meryl Streep, Daniel Craig e Carey Mulligan basti a riportare la gente al cinema.
Accanto a loro, i giovanissimi David McKenna e Beatrice Campbell dovranno reggere il peso di un'opera che vanta nel cast anche Emma Mackey e Ciarán Hinds.
Se questo esperimento funzionerà, la porta delle sale potrebbe aprirsi anche per altri giganti, come il Cliff Booth di David Fincher, ma per ora Greta resta l'unica regina capace di far tremare le certezze di Sarandos.