Molly Ringwald ha partecipato alla première del suo nuovo film Run Amok, presentato al Sundance Film Festival a Park City, nello Utah. Nel corso di un'intervista, l'attrice ha parlato delle sue esperienze nei film di John Hughes.
La star, molto nota per i film a cui partecipò negli anni '80, ha ricordato che il compianto produttore e regista non sarebbe affatto stato d'accordo con i remake dei suoi film e lei stessa è convinta che i film di John Hughes non dovrebbero essere rifatti.
Molly Ringwald contro i remake dei film di John Hughes
"Non possono essere [rifatti] perché non possono essere realizzati senza il permesso del [defunto] John Hughes, e lui non voleva che i film venissero rifatti" ha ricordato Ringwald "E non credo nemmeno io che dovrebbero esserlo davvero".
John Hughes morì per un attacco di cuore nel 2009 all'età di 59 anni e fu la mente creativa dietro alcuni dei film adolescenziali più amati e acclamati degli anni '80, tra cui Bella in rosa, Breakfast Club e Sixteen Candles. Ma se uno dei film di John Hughes dovesse essere per forza girato nuovamente dovrebbe essere Breakfast Club, a suo parere il più rilevante, anche se non realizzerebbe un vero e proprio remake: "Sento che se qualcuno dovesse fare qualcosa, preferirei che facesse qualcosa... che prenda spunto da Breakfast Club e poi costruisca su quello, rappresentando i problemi di questa generazione, piuttosto che cercare di ricreare qualcosa che apparteneva a un'altra epoca".
Il nuovo progetto di Molly Ringwald
L'attrice ha parlato anche del suo ultimo progetto, Run Amok. Il film è la storia di una studentessa delle superiori iper-performante che decide di lavorare ad un musical sulla sparatoria avvenuta nella sua scuola dieci anni prima. Molly Ringwald ora recita in un film per ragazzi ma si rivolge ad una generazione completamente differente.
"Ho degli adolescenti. Ho due figli di 16 anni e uno di 22" ha raccontato "E quindi sento di essere molto in sintonia con questa generazione, e loro affrontano problemi completamente diversi rispetto a quelli con cui si confrontava la mia generazione. Per questo penso che questo film sia davvero valido, perché è raccontato dal punto di vista degli adolescenti, non diversamente dai film che ho fatto io".