Chris Pratt torna al cinema nel nuovo lungometraggio di Amazon MGM, Mercy: Sotto Accusa, in cui interpreta un agente di polizia che ha a disposizione soltanto 90 minuti di tempo per dimostrare ad un giudice IA di non aver ucciso sua moglie.
L'attore del Marvel Cinematic Universe ha dichiarato che lavorare al film diretto da Timur Bekmambetov, è stato uno dei periodi più complessi della sua carriera perché si è trattata di una performance particolarmente intensa.
Chris Pratt e la scena legato alla sedia in Mercy
"Non avevo mai interpretato un personaggio come questo prima" ha dichiarato nell'intervista Chris Pratt "in un genere come questo". Il personaggio deve affrontare un'accusa gravissima e ha poco tempo per dimostrare la propria innocenza.
Un ruolo molto diversi da quelli più scanzonati ai quali ha abituato il suo pubblico: "Non potevo fare affidamento su ciò che di solito porto nei ruoli, cioè essere un po' goffo e ingenuo. Qui è tutto serio". Una scena in particolare è stata difficile: quella in cui il suo personaggio è legato ad una sedia.
Lui stesso ha proposto questa dinamica, rimanendo immobilizzato per 50 minuti: "Pensavo che questo avrebbe aiutato la performance e restituito sensazioni di claustrofobia e di essere intrappolato. Stavo sudando, quindi se mi prudeva la faccia non potevo grattarmi, e non potevo alzarmi".
Il ruolo insolito per Chris Pratt
Nel film, Chris Pratt interpreta il detective Chris Raven in un futuro prossimo, in cui la giustizia penale viene affidata ad un sistema di intelligenza artificiale per cercare di ridurre drasticamente il crimine. Raven si risveglia legato ad una sedia da esecuzione, accusato dell'omicidio della moglie.
Raven non ricorda cosa sia successo e ha soltanto 90 minuti di tempo per dimostrare la propria innocenza davanti a Mercy, il tribunale governato dall'IA. Niente giurie né appelli: il processo si svolge tra filmati di sorveglianza e brevi telefonate con testimoni. Se la percentuale di colpevolezza supera il 92% viene eseguita immediatamente la condanna a morte. Il detective si ritrova a dover ricostruire i fatti, mettendo in discussione un sistema che promette sicurezza ma che cancella completamente il concetto di presunzione di innocenza.