Nuovo capito del conflitto tra Roberto Burioni e Le Iene e questa volta per via del sequestro, disposto in maniera preventiva dal Tribunale di Milano, di alcuni servizi del programma Mediaset sul presunto conflitto d'interessi di del virologo. "Una disposizione troppo invasiva" hanno commentato Le Iene.
La guerra tra Roberto Burioni e Le Iene è iniziata lo scorso giugno, quando il programma di Davide Parenti ha mandato in onda una serie di servizi sul presunto conflitto d'interessi del virologo: secondo le Iene i suoi interventi televisivi incentrati sul Covid-19 erano legati ai suoi interessi nel settore farmaceutico. La querelle è finita in tribunale e il giudice ha ordinato il sequestro dei servizi su Burioni firmati da Alessandro Politi che sono stati oscurati anche sul sito del programma di Italia Uno.
Sul portale de Le Iene si legge la piccata risposta degli autori al sequestro giudicato una misura inattesa e troppo invasiva: "Tutti sanno che Burioni è Ordinario di Virologia presso l'Università Vita e Salute del San Raffaele, qualifica con cui si è sempre presentato in televisione. Pochi sanno che è anche consulente della casa farmaceutica Pomona (e Fides Pharma), che produce e/o commercializza prodotti biotecnologici e/o farmaceutici (come risulta dal loro oggetto sociale), tra cui diversi brevetti di anticorpi monoclonali", scrive il programma d'informazione sul suo sito rispondendo a Burioni che nella sua pagina Facebook aveva annunciato il provvedimento del Tribunale scrivendo "le bugie hanno le gambe corte".
Il professor Burioni ha scritto inoltre "Le Iene hanno raccontato su di me grottesche bugie su miei inesistenti interessi nel campo di anticorpi monoclonali anti-COVID-19, generando nei miei confronti un clima di intenso odio pubblico. Il loro metodo è stato quello di diffamarmi prima, senza neanche ascoltare la mia versione; e poi insistere pubblicamente pretendendo un confronto".
A queste affermazioni del virologo Le iene hanno replicato scrivendo sul sito le quattro domande a cui il professore si rifiuta di rispondere: "Che tipo di rapporto ha con la società Pomona srl? E con Fides Pharma? Perché durante i suoi interventi in Rai non ha mai detto che lei è consulente scientifico di due case farmaceutiche e che brevetta da anni anticorpi monoclonali? Perché ha definito il plasma iperimmune una cura costosa e rischiosa, quando pubblicazioni scientifiche e ospedali di eccellenza la avallano e la praticano con ottimi risultati? Per partecipare a "Che tempo che fa" è stato pagato? Se così fosse, questo non alimenterebbe un ulteriore conflitto di interessi?.