A Knight of the Seven Kingdoms, George R.R. Martin commenta un 'disgustoso' momento: "Ero sorpreso"

L'autore della saga ha condiviso la sua reazione ai discussi primi minuti della nuova serie prequel del cult Il Trono di Spade.

Una foto di A Knight of the Seven Kingdoms

George R.R. Martin, creatore della saga alla base della nuova serie, ha commentato una scena molto discussa presente nei primi minuti di A Knight of the Seven Kingdoms, uno dei progetti prequel degli eventi raccontati in Il Trono di Spade.
Non proseguite, ovviamente, con la lettura, se non volete anticipazioni su quanto mostrato nella puntata.

La scena controversa presente nei primi minuti

Nei minuti iniziali di A Knight of the Seven Kingdoms (di cui potete leggere la nostra recensione), si vede un giovane cavaliere, Ser Duncan (Peter Claffey), mentre seppellisce il lord che era il suo mentore, ser Alan di Pennytree (Danny Webb).

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A Knight of the Seven Kingdoms. Peter Claffey e Dexter Sol Ansell insieme in una scena

Nonostante l'assenza di esperienza e la mancanza di fondi, il protagonista decide di partecipare a un torneo per cavalieri e il momento in cui compie la sua scelta è accompagnato dal tema musicale del cult Il trono di spade. Quando la musica inizia, tuttavia, viene rapidamente interrotta e viene mostrato Duncan mentre defeca.

La reazione dello scrittore della saga alla controversa scena

George R.R. Martin, intervistato da The Hollywood Reporter, ha commentato quel passaggio dello show ammettendo: "Sì, quella è stata un po' una sorpresa. Non voglio dire che i miei personaggi non defecano, ma normalmente non ne scrivo affatto".

Lo scrittore ha quindi aggiunto: "Quando ho visto il montaggio iniziale, ho scritto: 'Che cosa è questo? Da dove viene. Non so se abbiamo realmente bisogno delle feci'. Ma per qualche motivo piaceva allo showrunner".

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Ira Parker ha motivato quella scelta spiegando che non voleva in nessun modo mancare di rispetto allo show originale: "Nello script c'è scritto: 'Duncan sente il tema eroico nella sua testa', che non doveva per forza essere quello della serie in quel momento".

Lo showrunner della nuova serie ha proseguito: "Sentiva quella chiamata verso la grandezza che sentiamo tutti quando decidiamo che faremo qualcosa di realmente difficile che non abbiamo mai fatto prima: è un po' spaventoso e ti senti: 'Okay, sarò quella persona. Lo farò!'. Prende in mano la spada. Ci sta pensando".

La situazione cambia rapidamente: "Ma poi si rende conto della realtà del farlo, di quanto sia difficile, di come sia spaventoso, e quello gli fa tremare le viscere. Perché non è ancora un eroe, capite? E tutto quello che stiamo cercando di dire è che Dunk non lo è ancora, è solo un ragazzo nervoso con uno stomaco irritabile, proprio come me. E per quanto voglia realmente fare qualcosa di grandioso, non appena deve andare e farlo, diventa più complicato. Ed è quello che racconta l'intera stagione".