Kevin Spacey: la causa per aggressione sessuale sarà nulla se l'accusatore non svelerà la sua identità

Un giudice di New York ha dato dieci giorni di tempo a uno degli accusatori di Kevin Spacey per rinunciare all'anonimato, pena l'annullamento della causa di aggressione sessuale ai suoi danni da parte del divo.

NOTIZIA di 04/05/2021

Kevin Spacey deve affrontare una causa per aggressione sessuale con richiesta di 40 milioni di danni, ma tutto decadrà se il suo accusatore, che ha chiesto di restare anonimo, non accetterà di rivelare la propria identità.

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Un giudice federale di New York ha negato il permesso a un accusatore anonimo che ha citato Kevin Spacey per danni affermando di aver subito un'aggressione sessuale da parte del divo. La persona identificata al momento con lo pseudonimo "C.D.", che ha fatto richiesta per 40 milioni di dollari di danni, ha dieci giorni di tempo per presentare la denuncia col suo vero nome o la causa decadrà. Gli avvocati del misterioso accusatore hanno già informato il tribunale che il loro cliente è "emotivamente incapace procedere con l'azione e interromperà le sue affermazioni." Il che vorrebbe dire che Kevin Spacey potrebbe vedere un'altra causa legale contro di lui finire in un nulla di fatto.

Un fattore apparentemente decisivo nella posizione del giudice di New York Lewis A. Kaplan sulla questione è il fatto che C.D. avrebbe rilasciato dichiarazioni ad alcuni membri dei media e a Anthony Rapp, uno dei principali accusatori di Spacey, in cui svela di aver subito abusi sessuali da parte del divo nei primi anni '80 quando la presunta vittima, che ora ha più di 50 anni, era minorenne.

"Le prove suggeriscono che C.D. consapevolmente e ripetutamente abbia corso il rischio che qualcuno di questi individui in qualsiasi momento rivelasse la sua vera identità in un modo che avrebbe portato quell'identità all'attenzione del pubblico, in particolare data la celebrità di Spacey", ha scritto il giudice Kaplan in un memorandum di 20 pagine.

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Durante il procedimento, iniziato lo scorso autunno presso il tribunale dello Stato di New York e trasferito al tribunale federale nel novembre 2020, C.D. e i suoi rappresentanti legali hanno affermato che rendere pubblica la sua identità provocherebbe una "riattivazione" del disturbo da stress post-traumatico sofferto a seguito dell'assalto sessuale di Kevin Spacey. Ma analizzando il numero di individui con cui C.D. ha parlato direttamente della presunta questione, la presunta vittima non avrebbe subito alcuna recrudescenza del suo disturbo da stress post-traumatico, il che ha portato il giudice Kaplan a dubitare delle motivazioni per cui l'accusatore voglia mantenere l'anonimato.

"Man mano che la copertura mediatica delle accuse contro Kevin Spacey aumenta, cosa ancor più probabile man mano che si avvicina il processo, è solo buon senso affermare che il rischio di divulgazione aumenterebbe. Ha mosso gravi accuse e, di conseguenza, ha messo in discussione la sua credibilità", ha aggiunto il giudice, riferendosi al desiderio di anonimato di C.D. e al pregiudizio potenziale contro Kevin Spacey.