Jacob Elordi reagisce alla sua prima nomination agli Oscar: "Festeggio con mia mamma e il cane”

Con la sua prima nomination agli Oscar per Frankenstein, Jacob Elordi entra ufficialmente nella stagione dei premi che contano. L'attore racconta l'emozione, il legame profondo con il personaggio e i piani modestissimi per festeggiare.

Una scena con Jacob Elordi

La mattina delle nomination agli Oscar è un rito che può travolgere anche i più navigati, figuriamoci un ventottenne alla sua prima candidatura: Jacob Elordi l'ha vissuta nel modo più umano possibile, addormentato con un libro, svegliato dalla madre, e improvvisamente consapevole che la sua carriera ha appena cambiato passo.

Un risveglio da Oscar

Per chi segue Jacob Elordi, il 2026 sarà ricordato come l'anno della svolta. La sua interpretazione della Creatura nel Frankenstein di Guillermo del Toro ha conquistato l'Academy, e non era affatto scontato: il film ha ottenuto nove candidature complessive, riconoscendo non solo la regia e la scrittura di del Toro, ma anche i reparti tecnici che da sempre accompagnano la sua visione gotica e artigianale.

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Jacob Elordi in un'immagine

Elordi, intanto, non ha vissuto il rito social del refresh alle 14:30 italiane. "Stavo dormendo", racconta al The Hollywood Reporter, spiegando di essersi addormentato con un libro e di essere stato svegliato dal trambusto domestico: "Mia madre è qui con me, ho sentito il suo telefono squillare e poi i suoi passi che correvano su per le scale. Aveva tutta la mia squadra in diretta FaceTime. È stato molto, molto emozionante."

La nomination, però, non è soltanto una tacca nel curriculum: per l'attore è un tassello identitario. "Questo personaggio per me, e ciò che è sullo schermo, è tutto quello che ho sempre voluto dire come attore", confessa. L'intera performance è per lui un ritratto intimo: "È ogni briciola del sogno che avevo da quando avevo dodici anni. In un certo senso, la Creatura è la personificazione di un sogno." È un raro caso in cui un ruolo non viene vissuto come interpretazione, ma come manifestazione.

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Il riconoscimento si inserisce in un quadro già carico: Elordi tornerà presto sul set per Cime Tempestose al fianco di Margot Robbie, e shortly dopo sul set della terza stagione di Euphoria, dove il pubblico lo ha conosciuto come Nate Jacobs. Oggi ha 28 anni e liquida con leggerezza la questione anagrafica: "È vento nelle vele."

Del Toro, i colleghi e la celebrazione più modesta della stagione

Nuovo arrivato nella stagione dei premi, Elordi non nasconde la reverenza per i colleghi in cinquina: "Ogni attore è cresciuto guardando Sean Penn. È il livello di riferimento. Poi Stellan Skarsgård, Benicio del Toro... sono persone di cui ho letto perfino le biografie non ufficiali". Un modo elegante per dire che sente il peso - e la gioia - dell'inclusione.

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Frankenstein: Guillermo del Toro e Jacob col cast

E per quanto riguarda Guillermo del Toro, ignorato dalla categoria Miglior regia ma candidato per la sceneggiatura, Elordi è netto: "Il fatto che abbia adattato qualcosa di così personale per lui è un risultato incredibile. Tutte le nostre nomination sono sue. Nessuno di noi sarebbe qui senza Guillermo del Toro."

Il film, va ricordato, ha riunito alcuni collaboratori storici del regista, come Dan Laustsen alla fotografia e Kate Hawley ai costumi, confermando come l'ecosistema creativo di del Toro continui a essere riconosciuto dall'Academy.

La cosa più sorprendente, però, è che Elordi non esibisce alcuna patina da rockstar. Quando gli chiedono come ha intenzione di celebrare questo traguardo storico, risponde con una normalità disarmante: "Stare con mia mamma e il mio cane." Nessuna cena hollywoodiana, nessun party di mezzo, solo famiglia.

In un'industria che spesso impacchetta tutto nella narrazione del successo, c'è qualcosa di notevole in questa risposta: il modo migliore per festeggiare un sogno realizzato è restare ancorati a ciò che lo ha reso possibile.