Hugh Jackman rilancia la storica rivalità ironica con Ryan Reynolds, scherzando sulla loro altezza in un post social che diventa anche un'auto-promozione velata del team SailGP BONDS Flying Roos. Tra battute, fan scatenati e sport, l'amicizia dei due continua a dar spettacolo.
Una gag che conquista i social
La miccia si accende con una foto in bianco e nero pubblicata da Hugh Jackman su X: lui e Ryan Reynolds fianco a fianco, entrambi con in mano un Nautical Almanac. L'immagine, apparentemente innocua, è in realtà un elegante doppio gioco: da un lato strizza l'occhio al loro team di catamarani, i BONDS Flying Roos SailGP Team, dall'altro riapre una delle dispute più longeve e inutilmente serie di Hollywood, quella sull'altezza.
La didascalia firmata Jackman è chirurgica: "Non è più alto. Ha solo i capelli più alti". Tradotto: nessuna resa, nessuna ammissione, solo una battuta studiata per incendiare i commenti. Internet, puntuale, ha risposto ricordando che entrambi risultano ufficialmente alti 1,88 metri. Ma la precisione millimetrica, in questo caso, è solo benzina sul fuoco.
I fan si sono riversati sotto il post come a una rimpatriata di vecchi amici. "È chiaramente più alto, Hugh", scrive qualcuno. "Sta in piedi su un elenco telefonico", rincara un altro. E ancora: "Dì a Ryan di posare la lacca", "Quindi conta l'altezza dei capelli, non quella reale", "Se lo ripeti venti volte allo specchio diventa vero". Il tono è quello del gioco condiviso, una complicità che funziona perché entrambi sanno esattamente come alimentarla senza mai scivolare nell'autocompiacimento.
Non è la prima volta che Jackman e Reynolds usano l'autoironia come linguaggio comune. Negli anni, le loro schermaglie sono diventate un format non dichiarato, un teatrino social che il pubblico riconosce e aspetta, come una sitcom senza copione.
Tra scherzi e sport: quando la promozione diventa spettacolo
Dietro la battuta sull'altezza, però, c'è anche una strategia più ampia. La foto con il Nautical Almanac non è casuale: è un riferimento diretto ai BONDS Flying Roos, il team australiano di SailGP di cui Jackman e Reynolds sono diventati co-proprietari. Un ingresso nel mondo della vela ad alta velocità che unisce branding, passione sportiva e una certa voglia di raccontarsi fuori dai soliti circuiti hollywoodiani.
L'annuncio ufficiale della loro co-proprietà era arrivato lo scorso anno, affiancandoli al pilota e CEO Tom Slingsby, tre volte campione SailGP Australia. In una dichiarazione congiunta, i due avevano già chiarito il tono dell'operazione: "Siamo incredibilmente entusiasti di salpare insieme in questa nuova avventura. Hugh porta con sé un profondo amore e orgoglio per il suo Paese, oltre a essere un grande appassionato di vela. Porterà anche il suo essere umano di supporto emotivo eccessivamente appiccicoso. Ci scusiamo in anticipo con l'Australia. Nessun commento sul fatto che stiamo scrivendo questo messaggio indossando BONDS. Nessun'altra domanda".
Una dichiarazione che sembra scritta più per far sorridere che per rassicurare gli investitori, ma che in realtà centra l'obiettivo: rendere il team riconoscibile, umano, divertente. Non a caso, i BONDS Flying Roos sono attesi al KPMG Sydney Sail Grand Prix, in programma dal 28 febbraio al 1° marzo, con addosso un'attenzione mediatica che va ben oltre la vela.
In questo contesto, la battuta sull'altezza non è solo una gag fine a se stessa, ma un modo per tenere accesi i riflettori, parlando il linguaggio che Jackman e Reynolds padroneggiano meglio: quello dell'ironia condivisa.