Dietro ogni leggenda si nasconde una fragilità che raramente emerge: nel caso di Hayao Miyazaki, simbolo assoluto dell'animazione giapponese, questa dimensione affiora oggi attraverso le parole di chi lo conosce meglio, offrendo uno sguardo più intimo su un autore instancabile.
Tra energia creativa e momenti di stallo
A 85 anni, Hayao Miyazaki continua a muoversi dentro il suo universo creativo con una determinazione che sfida il tempo, ma non senza crepe. A raccontarlo è Toshio Suzuki, presidente di Studio Ghibli e storico collaboratore, che durante una recente conferenza ha condiviso un ritratto meno mitizzato del regista. "Hayao Miyazaki ha compiuto 85 anni a gennaio e pensavo potesse iniziare a rallentare, ma non è affatto così: è incredibilmente energico", ha spiegato, sottolineando una vitalità che sorprende anche chi gli è accanto da decenni.
Eppure, questa energia non è costante. Suzuki descrive un andamento quasi ciclico, fatto di slanci e improvvisi vuoti: "Ha una forte consapevolezza di essere ancora attivo e lavora duramente. Ma dipende dai giorni. Quando non si sente bene, perde chiaramente la motivazione e può dire cose come: 'Non ho più voglia di fare film'". Parole che restituiscono un'immagine lontana dall'icona granitica, più vicina a un artista che continua a confrontarsi con i propri limiti.
A rafforzare questa visione interviene anche Goro Miyazaki, figlio del regista, che con una nota quasi ironica aggiunge: "I suoi esami del sangue sono migliori dei miei". Un dettaglio che racconta, in modo leggero, la contraddizione di fondo: un uomo ancora fisicamente in forma, ma attraversato da oscillazioni emotive che incidono sul processo creativo. Nonostante tutto, Miyazaki non si è mai davvero fermato. Anche quando ha annunciato il ritiro, lo ha fatto più come pausa che come punto finale, tornando puntualmente a lavorare su nuovi progetti.
Nuovi progetti e il legame indissolubile con Ghibli
La prova più recente di questa instancabilità è il nuovo progetto presentato il 17 marzo 2026: la "Panorama Box", una collezione di illustrazioni inedite legate ai film più iconici del regista. L'opera sarà esposta dal prossimo 8 luglio al Ghibli Grand Warehouse, all'interno del parco tematico ufficiale dello studio a Nagakute, in Giappone. Un lavoro che non nasce come semplice operazione celebrativa, ma come estensione naturale del suo immaginario visivo.
Parallelamente, resta avvolto nel mistero il nuovo film su cui Miyazaki sta lavorando. Dopo il successo di "Il ragazzo e l'airone" nel 2023 - inizialmente presentato come opera conclusiva - il regista ha infatti confermato di non aver abbandonato il cinema. Suzuki ha chiarito che, nonostante l'assenza di annunci ufficiali, Miyazaki non ha mai smesso di lavorare in questi anni.
In questo contesto, il suo approccio appare quasi controcorrente rispetto a un'industria sempre più orientata alla velocità e alla serialità. Miyazaki continua a muoversi con tempi propri, seguendo un ritmo che non risponde alle logiche del mercato ma a una necessità interna, quasi artigianale. Anche nei giorni in cui la motivazione vacilla, il ritorno al lavoro sembra inevitabile, come se la creazione fosse meno una scelta e più una condizione esistenziale.
Il risultato è un equilibrio fragile ma autentico: da un lato la fatica, dall'altro un impulso creativo che resiste. E proprio in questa tensione si intravede forse il segreto della sua longevità artistica, fatta non solo di capolavori, ma di una continua, ostinata volontà di continuare a immaginare.