Eurovision: tra i primi 10 finalisti c'è Israele (con le proteste del pubblico)

La semifinale andata in onda ieri sera su Rai 2 ha decretato chi sono i primi 10 finalisti di Eurovision 2026, ovvero i Paesi che ritroveremo sul palco di Vienna sabato 16 maggio

Essyla è la cantante che rappresenta il Belgio, tra i finalisti

La prima semifinale di Eurovision Song Contest 2026 ha eletto i primi 10 finalisti, ovvero quei Paesi che accederanno alla finale di sabato 16 maggio insieme alle 'Big Four', le nazioni qualificate di diritto (Italia, Francia, Regno Unito e Germania), e all'Austria, in quanto Paese ospitante.

Ecco le 10 delegazioni che rivedremo sul palco della Wiener Stadthalle di Vienna sabato sera:

  • Grecia
  • Finlandia
  • Belgio
  • Svezia
  • Moldavia
  • Israele
  • Serbia
  • Croazia
  • Lituania
  • Polonia

Niente da fare purtroppo per San Marino, nonostante la buona performance di Senhit con Superstar, arricchita dalla presenza di Boy George, tra gli autori del pezzo.

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Le contestazioni del pubblico contro Israele

Era già accaduto un anno fa e la storia si è ripetuta ieri sera, quando, alle 22:00, Noam Bettan rappresentante di Israele, è salito sul palco con la sua Michelle e cinque ballerini. Nonostante i fischi non fossero udibili in TV, sui social hanno cominciato a girare subito dopo i video delle proteste in sala.
Si sente distintamente urlare più volte "Stop, stop the genocide", in riferimento alla situazione a Gaza.

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Contestazioni che hanno caratterizzato questa edizione di Eurovision fin dal principio. Nonostante la decisione dell'EBU di ammettere la delegazione dello stato mediorientale, sono stati ben cinque i Paesi che hanno deciso di non partecipare, in segno di protesta.

La prima a boicottare l'Eurovision Song Contest 2026 è stata la Spagna: un segnale forte arrivato da una nazione che faceva parte del gruppo delle "Big Five".
Si sono poi uniti Paesi Bassi, Irlanda, Islanda e Slovenia, auspicando una riflessione profonda da parte dell'EBU e di tutti i 35 Paesi partecipanti rispetto all'identità e ai valori fondandi della manifestazione.

Ricordiamo che, nonostante geograficamente sia uno stato asiatico, Israele può partecipare perchè, dal 1957, l'emittente televisiva israeliana Israel Broadcasting Authority è parte della European Broadcasting Union, la federazione delle radiotelevisioni pubbliche europee. La prima partecipazione israeliana all'Eurovision è datata 1973.