Dopo una lunga attesa, Dorohedoro è pronto a tornare con la Stagione 2: debutto mondiale fissato al 1° aprile 2026. La serie perderà l'esclusiva Netflix, aprendo a una nuova distribuzione streaming e segnando un cambio di strategia significativo.
Il ritorno di Dorohedoro: fine dell'esclusiva
La conferma è arrivata direttamente da Toho Animation Studio: la Stagione 2 di Dorohedoro debutterà in tutto il mondo il 1° aprile 2026. Un annuncio atteso a lungo dai fan, considerando che la prima stagione risale al gennaio 2020, quando la serie fece il suo debutto internazionale su Netflix con 12 episodi, diventando rapidamente un cult per estetica, tono e identità narrativa.
La produzione resterà nelle mani di MAPPA, studio che negli ultimi anni ha ridefinito l'immaginario dell'animazione giapponese contemporanea con titoli come Jujutsu Kaisen e Chainsaw Man. Una continuità importante, perché Dorohedoro è un progetto visivamente e stilisticamente complesso, che vive di contrasti: grottesco e quotidiano, violenza e ironia, disperazione e affetto.
La novità più significativa, però, non riguarda solo la data. Dorohedoro non sarà più un'esclusiva Netflix. Toho ha infatti annunciato che la prima stagione verrà resa disponibile su altre piattaforme streaming a partire dall'8 marzo 2026, segnando di fatto la fine dell'accordo di esclusività. Un dettaglio tutt'altro che marginale, soprattutto in un momento in cui il mercato dello streaming anime è sempre più competitivo.
Dal punto di vista narrativo, la serie resta fedele all'opera originale di Q Hayashida. Ambientata in una città post-apocalittica conosciuta solo come Hole, la storia segue Caiman, un uomo con la testa di rettile e senza memoria, e Nikaido, cuoca abile quanto enigmatica. "In una città così squallida da essere conosciuta solo come "Hole", un clan di stregoni rapisce persone comuni per usarle come cavie di atroci esperimenti di magia nera", recita la descrizione ufficiale. Da lì prende forma uno scontro tra mondi, alimentato da vendetta, identità spezzate e una violenza che non rinuncia mai a una vena surreale.
Netflix, MAPPA e una strategia che cambia volto
La perdita dell'esclusiva Dorohedoro appare ancora più curiosa se letta alla luce dell'accordo recente tra Netflix e MAPPA, che garantisce alla piattaforma diritti esclusivi sulle future produzioni originali dello studio, oltre a un coinvolgimento diretto in marketing e produzione. Un paradosso apparente, che racconta però una realtà più articolata: i titoli precedenti non rientrano automaticamente in queste intese, e Dorohedoro sembra aver imboccato una strada diversa.
Questo spostamento arriva in un momento delicato per Netflix sul fronte anime. L'offerta inverno 2026 appare meno incisiva rispetto a quella di concorrenti come Crunchyroll, che attualmente trasmette nuove stagioni di Jujutsu Kaisen, Oshi no Ko e Frieren. A questo si aggiunge il cambio di formato di One Piece, che ha abbandonato la cadenza settimanale a favore di un rilascio stagionale.
Netflix mantiene comunque alcune carte forti, come i diritti di Le bizzarre avventure di Jojo e la distribuzione di Frieren in alcune regioni asiatiche, ma l'uscita di scena esclusiva di Dorohedoro è un segnale chiaro: la guerra dello streaming anime non si combatte più solo sui grandi nomi, ma anche sulla gestione a lungo termine dei cult.
Per Dorohedoro, questa nuova fase potrebbe rivelarsi un vantaggio. Una distribuzione più ampia significa nuovi spettatori, un pubblico meno vincolato a una sola piattaforma e la possibilità di riscoprire una serie che, fin dal suo esordio, ha fatto della marginalità e dell'anomalia la propria forza. Sei anni dopo, l'incantesimo è pronto a ripartire. E questa volta, non resterà chiuso in un solo mondo.