Sta spopolando sui social Ciao 2020, un esilarante spettacolo televisivo russo in cui si dice addio al 2020 in finto italiano. Il video, che potete vedere qui sotto, è il parto creativo di un noto conduttore televisivo, Ivan Urgant, che solitamente si occupa della trasmissione di Capodanno per il primo canale russo.
Per salutare nel modo giusto l'anno da poco terminato, Urgant inizia con un'introduzione dall'aria assolutamente seria, dove spiega che per vari motivi non se la sentiva di realizzare il solito programma, e quindi ha ottenuto il permesso di mandare in onda l'equivalente italiano. Solo che in realtà è una parodia, con i nomi dei vari partecipanti improbabilmente tradotti nella nostra lingua (lo stesso Urgant diventa per l'occasione Giovanni Urganti), e anche i testi delle canzoni, qualora non si tratti di cover di brani italiani esistenti, sono tradotti e recitati con fare maccheronico.
Un modo come un altro di esorcizzare un anno fuori dal comune, puntando sul ridere, come hanno già fatto altri nei giorni o addirittura nelle settimane scorse: il comico inglese John Oliver, per esempio, ha chiuso il finale di stagione del suo programma Last Week Tonight, andato in onda il 15 novembre, facendo saltare in aria una costruzione a forma di 2020; d'altro canto Charlie Brooker, autore di Black Mirror, ha realizzato un mockumentary intitolato Death to 2020, dove vari ospiti famosi, nei panni di giornalisti, storici e quant'altro, commentano i dodici mesi che hanno messo a dura prova l'intero pianeta. C'è anche chi ha ironizzato in maniera più sottile sul nuovo anno, come il comico svizzero Thomas Wiesel, che per l'emittente in lingua francese RTS ha realizzato un video in cui fa l'elenco delle quindici cose del 2020 di cui non sentiremo la mancanza, con la precisazione "Perché molte di queste cose non spariranno automaticamente nel 2021."