Cannes 2020 non sembra destinato ad andare in scena a causa dell'emergenza internazionale e il direttore Thierry Fremaux ha spiegato, in un'intervista rilasciata a Variety, il modo in cui stanno confrontandosi con gli studios, i registi e i produttori per mantenere comunque il proprio ruolo chiave nella promozione del cinema internazionale.
Fremaux ha spiegato: "Come abbiamo detto non ci sarà un festival virtuale perché non avrebbe alcun senso considerando la natura del Festival di Cannes. E non ci saranno nemmeno un festival più breve o una versione con meno sezioni. Se si svolgerà il Festival di Cannes sarà nel pieno possesso della propria immagine e risorse. Se si svolgerà, vorrà dire che la vita ha vinto. Quello che è certo è che non si svolgerà in estate. Da lunedì sera sappiamo che è impossibile che si svolga a luglio. Oggi è impossibile fare programmi a breve termine: i festival autunnali potrebbero essere tutti cancellati, o potremmo avere una situazione maggiormente positiva con l'arrivo dell'estate, dandoci così la possibilità di considerare i prossimi mesi da una prospettiva più fresca".
Il direttore dell'evento cinematografico ha ribadito: "Quello che tutti devono capire è che se lottiamo non è per il festival in sé, ma per sostenere il rilancio economico dell'intero settore su scala mondiale: per i film, gli artisti, i professionisti, le sale e il loro pubblico".
Fremaux ha quindi proseguito spiegando: "Ci sono dei film meravigliosi che ci stanno venendo proposti da tutto il mondo. Dobbiamo e vogliamo dare loro attenzione in modo che possano raggiungere il proprio pubblico quando sarà il momento del loro arrivo nelle sale in autunno".
Parlando della situazione con gli artisti ha poi aggiunto: "Il processo è lo stesso da sempre: i registi fanno film, vogliono che siano visti, vogliano che li richiami per dare loro qualche feedback. Attualmente gli artisti e i produttori mi hanno mostrato normalmente i loro film. Li continueremo a vedere fino all'inizio di giugno se ce ne sarà bisogno. Ma come ogni anno i filmmaker propongono i propri film a più festival in contemporanea. Il dialogo è semplicemente un po' diverso a causa della crisi. L'incertezza regna ovunque. Cannes rappresenta per molte persone una specie di casa comune".