Brit Marling: "Harvey Weinstein mi chiese di fare una doccia con lui"

L'attrice ha condiviso la sua esperienza con il produttore e la sua opinione sulla situazione che gli ha permesso di molestare così tante donne.

Brit Marling, protagonista di Another Heart

Brit Marling ha aggiunto la propria testimonianza a quella di molte altre donne che si sono fatte avanti per denunciare le molestie subite da parte di Harvey Weinstein.
L'attrice, in un articolo scritto per The Atlantic, spiega di aver deciso di essere impegnata non solo davanti alla macchina da presa per una ragione ben precisa: i ruoli femminili sono spesso scritti in modo degradante, come accaduto nel caso di due progetti per cui doveva fare un'audizione, in cui avrebbe avuto dei ruoli descritti nel copione come "la ragazza in bikini 2" e "la bionda n. 4".
Brit ha spiegato: "Se fare un'audizione si trattava principalmente di ottenere l'approvazione maschile e le storie erano dei racconti che non mi trovavano d'accordo dal punto di vista politico e morale, allora l'unico modo per muovermi a Hollywood era diventare una narratrice. Una cosa facile da dirsi ma davvero difficile a farsi".

Brit Marling nel film Another Heart

Nel 2014, dopo aver scritto e interpretato Sound of My Voice e Another Earth, la Marling ha ricevuto un invito a incontrare Harvey Weinstein: "Sono andata all'incontro pensando che forse tutta la mia vita stava per cambiare in meglio. E' stato chiesto anche a me di incontrarlo nel bar di un hotel. Anche io ho incontrato lì una giovane assistente che mi ha detto che il meeting era stato spostato nella sua suite perché era un uomo davvero impegnato. Anche io ero in allarme ma mi ero calmata perché c'era un'altra donna della mia età accanto a me. Anche io ho provato terrore quando quella ragazza se ne è andata e improvvisamente mi sono ritrovata sola con lui. Anche a me è stato chiesto se volessi un massaggio, dello champagne e delle fragole. Anche io ero seduta su quella sedia, paralizzata dalla paura crescente quando ha suggerito di fare una doccia insieme. Cosa avrei potuto fare? Come non offendere quest'uomo che poteva annientarmi e distruggermi? Era chiaro che c'era solo una direzione in cui voleva che questo incontro andasse e che si trattava di un rapporto sessuale o qualche tipo di scambio erotico. Sono riuscita a raccogliere le forze - un mucchio di nervi, mani tremanti, voce persa in gola - e a lasciare la stanza".

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Brit ha poi proseguito: "Più tardi mi sono seduta da sola nella mia stanza di albergo e ho pianto. L'ho fatto perché ero salita sull'ascensore anche se sapevo che era pericoloso. Ho pianto perché gli avevo lasciato toccare le mie spalle. Ho pianto perché in altri momenti della mia vita, in altre circostanze, non ero riuscita ad andarmene".
La Marling ha quindi voluto sottolineare che Weinstein, per molte donne, rappresentava anche la minaccia di non essere più in grado in futuro di sostenersi economicamente se un uomo così influente avesse deciso di intervenire per impedire loro di avere una carriera. Secondo l'attrice molte delle vittime si sono ritrovate in una situazione in cui non avevano il potere di reagire perché hanno pensato che la loro intera esistenza fosse a rischio, non solo il loro percorso come attrici.

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