Scarlett Johansson è arrivata al New York Film Festival direttamente dal set di The Batman 2 e il jet lag non ha tardato a presentare il conto. L'attrice è volata da Londra a New York per partecipare alla première di Paper Tiger, il nuovo film di James Gray con Adam Driver e Miles Teller, ritrovando sul red carpet i colleghi con cui aveva condiviso le riprese. Il viaggio internazionale, però, le ha lasciato addosso ben poco sonno. Durante il Q&A dopo la proiezione alla Alice Tully Hall, Johansson ha ammesso di essere praticamente fuori fase.
Scarlett Johansson arriva da Londra con le allucinazioni
L'attrice sta girando a Londra The Batman 2, il nuovo capitolo della saga diretta da Matt Reeves con Robert Pattinson nei panni di Bruce Wayne. Johansson ha però dovuto incastrare gli impegni sul set con quelli della première di "Paper Tiger", affrontando un lungo volo internazionale per essere presente all'apertura della 64ª edizione del New York Film Festival.
Non è neppure la prima volta che gli impegni cinematografici le impediscono di partecipare a un festival dedicato a Paper Tiger. Il film aveva debuttato a Cannes lo scorso maggio, ma Johansson non era presente sulla Croisette perché in quel periodo stava girando un altro progetto: The Exorcist: Martyrs. Quella di New York è stata dunque, almeno in un contesto festivaliero, la prima occasione per Johansson di vedere il film sul grande schermo, che le è costato una pausa dal set di Reeves e "allucinazioni". "Sto avendo delle allucinazioni", ha detto la Johansson durante la sessione di domande e risposte post-proiezione all'Alice Tully Hall del Lincoln Center. Era appena scesa da un lungo volo internazionale da Londra, dove sta girando "The Batman: Part 2". "Sono le 5 del mattino, un orario perfetto per fare un'intervista sul palco".
Quando le è stato ricordato che aveva perso la première di Cannes, l'attrice ha reagito con ironia: "Non rigirate il coltello nella piaga!".
Paper Tiger, il thriller ambientato negli anni Ottanta
Diretto da James Gray, Paper Tiger è ambientato nel 1986 e segue due fratelli, Irwin e Gary Pearl, coinvolti in un ambizioso piano per fare soldi attraverso un progetto legato alla bonifica del Gowanus Canal. Quello che dovrebbe essere un affare potenzialmente redditizio prende però una direzione molto più pericolosa quando i due finiscono nel mirino della mafia russa. Scarlett Johansson interpreta Linda, la moglie del personaggio di Miles Teller.
Per Gray, il film rappresentava l'occasione per recuperare un'estetica cinematografica più classica e costruire un thriller con un'impronta volutamente rétro. "Volevo fare qualcosa di hitchcockiano", ha spiegato il regista. L'idea, ha raccontato, nasceva anche dalla sensazione di non trovare al cinema opere contemporanee capaci di muoversi esattamente in quel registro.
Uno degli aspetti che hanno colpito maggiormente il cast durante la lavorazione è stato il rapporto instaurato tra Gray, Johansson, Driver e Teller. Adam Driver ha parlato di una collaborazione particolarmente naturale, senza bisogno di costruire artificialmente la sintonia tra gli interpreti. "Non è servito alcun lavoro. C'è un'ammirazione reciproca tra noi quattro", ha raccontato l'attore. Secondo Driver, molto dipende dall'ambiente creato dal regista sul set: "La cultura di un set parte dall'alto verso il basso, e James crea un ambiente in cui tutti si sentono liberi. Ci siamo sentiti subito a nostro agio".
Gray ha confermato il clima particolarmente positivo della produzione, definendo il set con ironia "nauseantemente adorabile". "Li amo. Non sono al programma Today. Vi sto dicendo la verità", ha scherzato il regista.
Dennis Lim, direttore artistico del New York Film Festival, ha introdotto Gray definendolo "uno dei grandi registi americani viventi" e sottolineando la sua capacità di difendere una visione personale anche in un'industria sempre più difficile per il cinema d'autore.
La 64ª edizione del festival proseguirà fino al 12 ottobre e presenterà, tra gli altri titoli, Artificial di Luca Guadagnino, il documentario 14th di Ava DuVernay, Behemoth! di Tony Gilroy e Godzilla Minus Zero di Takashi Yamazaki.