Asia Argento: "Me Too è diventato un prodotto hollywoodiano, finto e bigotto"

Asia Argento intervistata da 'Le Monde' ridimensiona il movimento Me Too e ringrazia l'Europa per aver capito che le accuse contro di lei dell'attore Jimmy Benet erano false.

NOTIZIA di 30/01/2020

Asia Argento torna a parlare del movimento Me Too con una consapevolezza diversa rispetto a qualche tempo fa: intervistata da un giornalista francese l'attrice non ha risparmiato frecciate al movimento, che era nato sull'onda delle accuse di violenza sessuale contro Harvey Weinstein e che oggi giudica "finto e bigotto"

L'attrice, che quest'anno è Presidente di Giuria del Festival du film fantastique a Gérardmer, è stata intervistata a Roma dal prestigioso quotidiano francese Le Monde e si è soffermata a lungo a parlare oltre che del movimento #metoo anche del biennio 2017-2018, particolarmente difficile, iniziato con le accuse a Weinstein e proseguito con le polemiche sul suo ruolo di vittima di aggressione, la morte del suo compagno Anthony Bourdain, le accuse di violenza sessuale da parte dell'attore Jimmy Bennett e la brusca rottura del suo rapporto di amicizia con l'attrice Rose McGowan.

Asia Argento con Anthony Bourdain
Asia Argento con Anthony Bourdain

Da movimento di denuncia degli abusi di potere, il movimento Me Too si è trasformato in un prodotto hollywoodiano, secondo Asia. "All'inizio si trattava di denunciare gravi abusi di potere - sottolinea l'attrice - ma con il tempo questa vena militante si è dilapidata. È diventato un prodotto hollywoodiano, qualcosa che istupidisce, un po' finto e bigotto. Un pass, un vestito da sera e basta. La Democrazia Cristiana in tutto il suo splendore".

Parole dure quelle della figlia del maestro dell'horror Dari Argento: Asia ha avuto un rapporto difficile con il movimento quando da vittima di molestie da parte del produttore Harvey Weinstein, fu trasformata in carnefice del giovane attore americano Jimmy Bennett, che l'accusò di averlo aggredito sessualmente in una camera d'albergo.

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Furono giorni difficili, quelli per Asia Argento sconfessata dal movimento ed attaccata in patria. Il giornalista francese le chiede se L'Italia sia per lei ancora una cattiva madre "Non penso più che l'Italia sia una cattiva madre - gli fa eco Asia - All'inizio del caso Weinstein, i media di destra mi avevano assalita in modo abbastanza disgustoso. Da allora, c'è stato un bel risveglio delle coscienze". Sul caso Bennett risponde decisa: "Per quanto riguarda le ingiustizie di cui sono stata vittima, gli europei sono stati più lungimiranti degli americani. In molti, qui hanno capito che l'attore che mi accusava di pedofilia, Jimmy Bennett, è stato sfruttato. Questo slancio di solidarietà mi ha commossa.