Melania è un film del 2026 diretto da Brett Ratner con Melania Trump e Donald Trump. Durata: 104 min. Distribuito in Italia da Eagle Pictures. Paese di produzione: USA.
Il documentario firmato da Brett Ratner è dedicato a una delle figure più riservate e curiose della scena politica americana, ovvero alla First Lady, la signora Trump. In particolare l'attenzione viene puntata su un periodo cruciale, ovvero sui venti giorni che precedono l’Inaugurazione Presidenziale del 2025, raccontati per la prima volta attraverso lo sguardo diretto della stessa Melania Trump.
Si tratta di un viaggio intimo e riservato dentro il mondo della First Lady per esplorarne il lato più umano e privato. Vediamo Melania impegnata a occuparsi del complesso ritorno alla Casa Bianca e dei preparativi per l’insediamento, affrontare le complessità della transizione presidenziale e accompagnare la sua famiglia nel ritorno nella Capitale. Attraverso materiali esclusivi, il documentario svela riunioni decisive, conversazioni private di Melania con il figlio Barron, i preparativi per la cerimonia e ambienti mai mostrati prima, restituendo il ritratto di una donna pronta a ricoprire nuovamente uno dei ruoli più potenti e simbolici del pianeta, in equilibrio tra dovere istituzionale e dimensione personale.
Diretto da Brett Ratner, Melania è un documentario concepito per offrire uno sguardo "senza precedenti" sulla vita di Melania Trump, focalizzandosi in particolare sui venti giorni precedenti l'Inaugurazione Presidenziale del 2025. una sorta di cronaca intima che cerca di smontare l'immagine di "First Lady distaccata". La produzione di Melania è uno dei capitoli più controversi della storia recente di Hollywood e il "caso Ratner" è diventato un vero e proprio scontro culturale e politico.
Melania segna il ritorno alla regia di Brett Ratner dopo oltre dieci anni di assenza (il suo ultimo film era stato Hercules nel 2014). La sua carriera si era interrotta bruscamente nel 2017 a seguito di numerose accuse di molestie sessuali nell'ambito del movimento #MeToo. Ratner è noto per aver dominato la scena action-comedy con il franchise di Rush Hour e X-Men - Conflitto finale. Il suo ritorno dietro la macchina da presa non è stato accolto come un semplice rientro, ma come una sfida aperta alle dinamiche del post-#MeToo.
Diverse testate, tra cui The Hollywood Reporter e Variety, hanno riportato che la scelta di Ratner non è stata casuale. Donald Trump ha attinto alla sua cerchia di fedelissimi per garantire alla moglie Melania (che figura anche come produttrice esecutiva) un ritratto cinematografico che fosse allo stesso tempo "eroico" e visivamente impeccabile. Per Ratner, questo incarico ha rappresentato l'unica vera scialuppa di salvataggio dopo che, nel 2017, la Warner Bros. aveva interrotto ogni rapporto con lui a seguito delle accuse di molestie (tra cui quelle di Olivia Munn e Elliot Page). In una breve intervista promozionale, Melania ha dichiarato: "La verità è spesso sussurrata, mai gridata. Questo film è il mio modo di parlare direttamente al popolo, senza filtri". Donald Trump ha descritto il documentario con due parole: "Simply amazing" (semplicemente fantastico), elogiando il lavoro di Ratner nel catturare la dignità della moglie.
Sul documentario l'industria cinematografica si è spaccata. Molti produttori e attivisti hanno visto nel film un tentativo di "artwashing": usare un progetto di alto profilo politico per ripulire l'immagine di un regista considerato persona non grata. Ratner, dal canto suo, ha mantenuto un profilo basso durante la produzione, lasciando che fosse la qualità tecnica del film a parlare per lui. Nonostante le controversie, infatti, Ratner ha riunito una troupe di altissimo livello tecnico. Alla fotografia un trio d'eccezione composto da Barry Peterson, Jeff Cronenweth (noto per la collaborazione con David Fincher) e il leggendario Dante Spinotti (già collaboratore di Ratner in Red Dragon e Hercules). Le musiche sono state composte da Tony Neiman, mentre il montaggio è di Alex Márquez. Il progetto ha avuto un costo di circa 40 milioni di dollari, una cifra molto elevata per un documentario, giustificata dall'accesso esclusivo e dalla qualità tecnica.
Proprio mentre la macchina promozionale di Amazon MGM Studios scaldava i motori per l'uscita di gennaio 2026, una fuga di documenti legati al caso Jeffrey Epstein ha scosso nuovamente la posizione del regista. È emerso uno scatto fotografico, risalente agli anni d'oro dei party di Epstein, che ritrae Ratner a torso nudo insieme a Jean-Luc Brunel, agente di modelle francese accusato di aver "rifornito" il giro di Epstein di giovani donne, suicidatosi in carcere nel 2022.
Sui social media, in particolare su X e TikTok, è esploso l'hashtag #BoycottMelaniaFilm. Molte associazioni per la protezione delle vittime di abusi hanno chiesto ad Amazon di rimuovere il film dalla piattaforma, definendo "insultante" che un documentario sulla First Lady fosse diretto da un uomo con tali ombre. Nonostante le pressioni, Amazon MGM Studios ha deciso di proseguire con la distribuzione, sia per l’ingente investimento, sia perché il documentario copre i giorni dell'Inaugurazione 2025 e cancellarlo sarebbe stato interpretato come un atto di ostilità politica verso la nuova amministrazione Trump.
Secondo le ultime stime, lo studio di Jeff Bezos non avrebbe badato a spese per promuovere il documentario sulla first lady, ma il risultato al box-office potrebbe essere disastroso
Il nuovo film Amazon racconta i venti giorni che precedono l'Inaugurazione Presidenziale del 2025, raccontati per la prima volta attraverso lo sguardo diretto della First Lady
È stato diffuso il primo trailer di Melania, documentario dedicato a Melania Trump. Il film ripercorre i giorni che precedono l'insediamento alla Casa Bianca, intrecciando immagini pubbliche e momenti più intimi, con un'uscita nelle sale fissata al 30 gennaio 2026.