Virgin River 3, La recensione: una stagione ponte priva di autonomia

La recensione di Virgin River 3: su Netflix dal 9 luglio torna la serie tratta dai romanzi di Robyn Carr con una stagione che non rende giustizia al cliffhanger con cui era stata annunciata.

RECENSIONE di 09/07/2021
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Virgin River: una romantica immagine della terza stagione

La recensione di Virgin River 3 servirà ad analizzare per filo e per segno perché questa stagione della serie creata da Sue Tenney e tratta dai romanzi di Robyn Carr sia un ponte verso la stagione 4, solo un mezzo per non farci dimenticare i personaggi e passare il tempo in loro compagnia, in attesa che il futuro di tutti prenda veramente la sua strada. Avevamo lasciato la nostra protagonista Mel (Alexandra Breckenridge), appena ricongiuntasi con il suo Jack ( Martin Henderson), disperata nel vederlo a terra nel suo bar, colpito da un'arma da fuoco e riverso nel sangue. Con il dubbio sul destino e la vita di Jack la stagione 2 di Virgin River si era chiusa, in pieno cliffhanger vecchia maniera. Ma è proprio nel modo con cui la stagione 3 fin dall'inizio non sfrutta la tensione accumulata dalle aspettative dei fan ma va dritta a ritmi da post tragedia sfiorata che si capiscono le intenzioni di questa nuova tornata di 10 episodi, disponibili su Netflix dal 9 luglio. Virgin River 3, con calma, si prende tutto il tempo del mondo per dire poco e niente di nuovo, se non acuire delle criticità nei rapporti tra i personaggi e nei loro percorsi di vita che erano già lì, pronte ad esplodere.

Non sarà solo la storia di Mel e Jack a muoversi con un ritmo altalenante e a tratti ripetitivo ma ci si deve aspettare un'evoluzione lenta di ogni storia già ampiamente impostata nelle prime due stagioni, da quella tra Doc (Tim Matheson) e Hope, presente ufficialmente ma totalmente assente, a quella teen tra Ricky (Grayson Gurnsey) e Lizzie (Sarah Dugdale) fino ad arrivare a Preacher (Colin Lawrence) e il suo proteggere Paige, ancora latitante, ai limiti della legalità. Virgin River 3 si classifica come un buon passatempo da serate malinconiche in compagnia di vecchi amici le cui vite ti interessano. A favorire la visione c'è come sempre quel senso di famiglia, di casa, di intimità e sicurezza di una comunità unita dove le stesse facce su cui poter contare sono sempre una garanzia.

Condividere una storia d'amore

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Virgin River: un'immagine della stagione 3

Come anticipato ad inizio recensione, Mel e Jack a fine stagione 2 si erano finalmente arresi a questo grande amore tra loro, nonostante i gemelli di Jack in arrivo dall'ex compagna Charmaine e le remore di Mel a riguardo. Ripresosi dal tentato omicidio di cui non ricorda nulla, Jack è in ripresa e sta puntando tutto sulla sua storia con Mel e sul prepararsi contemporaneamente a diventare il miglior padre possibile per i figli in arrivo. Sul coraggio di Mel a condividere i suoi desideri per il futuro e l'altrettanto incapacità di Jack a lasciarsi andare del tutto e fidarsi della compagna, si concentra questa stagione, riservando agli ultimi fotogrammi ed un ennesimo cliffhanger, quasi da soap opera, una risoluzione-evoluzione finale che di fatto non arriva.

Mel non ha mai e a giusto dire, aggiungeremmo, superato del tutto la perdita della figlia neonata e il desiderio di maternità tornerà in un'ondata sempre più potente, accompagnato da ricordi dolorosi. Allo stesso tempo Jack si troverà a dover elaborare il trauma dell'incidente e gestire due new entry: la sorella che è tornata a Virgin River con qualcosa da nascondere e il nuovo interesse amoroso di Charmaine, fin troppo perfetto per non temerlo. I momenti di confronto tra Mel e Jack, gli inviti alla schiettezza ed alla condivisione così come la chimica tra loro sono sempre occasioni piacevoli in Virgin River ma sono solo preludio di qualcosa che arriverà, si spera, nella stagione 4.

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Una serie corale

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Virgin River: una foto di scena della terza stagione

Si concentra sempre di più sulla coralità Virgin River 3, dando spazio proprio a tutti, come a riconoscersi serie che parla, come da titolo, di una comunità invece che di una storia d'amore tra la bella infermiera e il suo barista in camicie di flanella. Spazio quindi ai dilemmi di Doc, sempre un po' corteggiato da Muriel (Teryl Rothery) e in attesa del ritorno di Hope (Annette O'Toole) da un viaggio di assistenza ad una zia, quando deve decidere se comunicare la sua malattia diagnosticata nella stagione 2 e prendere atto delle conseguenze. E molta attenzione anche sui post adolescenti Ricky e Lizzie, forse non proprio allineati sui desideri di futuro. E ancora Lilly (Lynda Boyd) con la storia della sua piccola avuta in tarda età che tanto ci aveva appassionato nella stagione 1, alle prese questa volta con nuove scelte dolorose da fare. L'ultima parola a Preacher sempre più sommerso dalla copertura della latitante Paige e preso dal suo nuovo ruolo di tutore-padre adottivo del figlio di Paige, Christopher. Pure in questa coralità, tutti sono nello stesso percorso al rallenty di Mel e Jack, nessun vero colpo di scena ma solo tanta preparazione.

Cattive compagnie

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Virgin River: una scena della terza stagione

Ad aggiungere un po' di pepe ad una stagione che come stiamo ampiamente dibattendo, conserva solo il piacere della familiarità con i suoi personaggi, la new entry Brie (Zibby Allen), sorella di Jack, brillante avvocato che si è presa una misteriosa pausa dal lavoro per stare, almeno all'apparenza, accanto al fratello che si sta riprendendo dopo l'incidente. Scopriremo presto che la sorellina di Jack sta cercando di lasciarsi alle spalle una storia d'amore finita male e sarà sempre lei a regalarci un flirt con il cattivo ragazzo della serie, che vi lasciamo immaginare ma non spoileriamo del tutto. Tra giacche di pelle e giri in moto, a Virgin River qualcuno osa un po' di più e prova, ogni tanto riuscendoci, ad alzare l'asticella del coinvolgimento emotivo dei fan.

Senza fuochi d'artificio

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Virgin River: un'immagine della terza stagione

Se il cliffhanger della seconda stagione ci aveva fatto sperare che la stagione 3 sarebbe stata risolutiva e avrebbe portato a compimento una serie di storyline da quella della storia d'amore tra Mel e Jack a quella crime riguardante il trafficante Calvin e il suo quasi sicuro coinvolgimento nel tentato omicidio di Jack, l'ennesimo e quasi unico colpo di scena di questa stagione lascia con l'amaro in bocca perché non possiamo che affidarci alla stagione 4 per capire definitivamente se Virgin River sia destinato a spegnersi come un fuoco lento che ha esaurito le cose da dire oppure a fare finalmente i fuochi d'artificio. Nel frattempo, consigliamo di assaporare il viaggio tra boschi, case confortevoli, piatti tipici, tazze di caffè bollente e odi alla vita di paese dove sono tutti una grande famiglia.

Conclusioni

A fine recensione della terza stagione di Virgin River, ribadiamo che pur passando del tempo piacevole in compagnia dei protagonisti della serie, diventati ormai come dei vecchi amici con cui intrattenerci e rilassarci, questi 10 episodi si prendono fin troppo tempo per sviluppare le storie dei personaggi. A causa di questo suo stato riflessivo e questa sua mancanza di autonomia narrativa, la stagione 3 può classificarsi più come un ponte per prepararci alla stagione 4, non riuscendo a dare giustizia al cliffhanger con cui era stata annunciata. La chimica tra i protagonisti principali Mel e Jack rimane intatta e contribuisce a rendere comunque la stagione 3 degna di essere vista e in più c’è attenzione alla coralità, alla comunità di Virgin River e i suoi familiari personaggi. Neanche la new entry Brie ,sorella di Jack, con le sue avventure, riesce del tutto a rianimare le cose ma il cliffhanger a chiusura dell’ultimo episodio lascia la speranza che questa stagione riflessiva, sia solo propedeutica a farci amare la successiva.

Movieplayer.it

3.0/5

Voto medio

2.4/5

Perché ci piace

  • La storia d’amore Tra Mel e Jack continua a coinvolgere.
  • Gli altri personaggi sono ormai diventati persone di famiglia.
  • Vogliamo sapere come andrà a finire.

Cosa non va

  • È una stagione priva di un suo ritmo autonomo.
  • I personaggi e le loro storie sembrano girare a vuoto.
  • Rimanda ad una prossima stagione la risoluzione dei conflitti dei suoi personaggi.