Venezia 2020: le dichiarazioni di Pierfrancesco Favino, Chloé Zhao e degli altri vincitori

Le dichiarazioni finali di giurati e vincitori a Venezia 2020: da Pierfrancesco Favino, aggiudicatosi la Coppa Volpi, a Chloé Zhao vincitrice del Leone d'Oro con Nomadland.

INTERVISTA di 13/09/2020
Nomadland 2
Nomadland: Francis mcDormand in una scena del film

Venezia 2020 si conclude con le dichiarazioni dei vincitori e della giuria. Un'edizione particolare, quella di quest'anno, che in partenza ha dovuto affrontare molte difficoltà e che per questo è stata ancora più speciale. Il palmarès di questa mostra è ricco e sorprendente: il Leone d'Oro se lo aggiudica Nomadland, di Chloé Zhao e con una strepitosa Frances McDormand, la Coppa Volpi va invece al nostro Pierfrancesco Favino per Padrenostro e a Vanessa Kirby per Pieces of a Woman (ma che era al Lido anche con un altro film, The World to Come). Il Leone d'Argento per la regia è stato dato a Kiyoshi Kurosawa per il suo Wife of a Spy e il Gran Premio della Giuria a Nuevo Order, il film distopico del regista messicano Michel Franco.

Durante la premiazione e subito prima dell'incontro stampa, Roberto Ciccutto, Presidente della Biennale di Venezia, ha commentato: "Mi chiedono in molti se siamo orgogliosi di essere stati i primi a portare a termine un evento di questo tipo dopo l'inizio dell'emergenza sanitaria, posso dire che siamo orgogliosi di essere riusciti a realizzare questa 77 Mostra del Cinema di Venezia in sicurezza, e non posso che ringraziare il direttore Alberto Barbera di aver messo insieme un programma così ricco."

Venezia 77: le preferenze della redazione di Movieplayer.it

I giurati sul premio a Pierfrancesco Favino e agli altri vincitori

Padrenostro 3
Padrenostro: un primo piano di Pierfrancesco Favino

A parlare per prima durante l'incontro con la stampa è stata la presidente di giuria Cate Blanchett, che ci racconta come sia stato difficile non poter premiare tutti gli ottimi film del Concorso di quest'anno: "È stata una decisione amichevole la nostra, abbiamo discusso e ogni voce è stata ascoltata". L'attrice ha spiegato poi quanto sia stato complicato non dare un premio importante a nessuno dei film italiani presenti: "È stato molto difficile per noi giudicare, i film italiani ci hanno colpito moltissimo, avremmo voluto molti più premi da poter assegnare." Cate Blanchett si è soffermata anche sulle circostanze speciali in cui questo Festival è stato organizzato: "Il festival è stato pianificato e pensato benissimo. Sì, ci siamo dovuti adattare alla situazione, ma una buona discussione è una buona discussione con o senza la mascherina."

Venezia 2020: la nostra guida ai 15 film più attesi della 77a Mostra del Cinema

Spy No Tsuma Wife Of A Spy 4
Wife Of A Spy: un'immagine del film
Pieces Of A Woman Shia Labeouf And Vanessa Kirby 1 768X415
Una scena di Pieces of a Woman

Il nostro Pierfrancesco Favino si è aggiudicato la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile, e tutti i giurati hanno espresso ammirazione per il suo personaggio in Padrenostro: "È stata un'interpretazione straordinaria, lui era l'anima del film. C'erano tante altre ottime performance ed è stato molto difficile fare una scelta" ha sottolineato sempre Cate Blanchett. La coppa Volpi per l'interpretazione femminile è andata invece a Vanessa Kirby, presente al festival con ben due ruoli di grandissimo impatto: "Vanessa è straordinaria in entrambi i ruoli, anche in questo caso è stato difficile scegliere perché le interpretazioni memorabili erano molte. Nel caso di film come Le sorelle Macaluso, che è una storia corale, sarebbe stato difficile estrapolare una sola ottima performance," ha spiegato la Blanchett, "alla fine abbiamo scelto Vanessa in Pieces of a Woman perché è un film assolutamente incentrato sulla sua protagonista. Sono convinta che per lei questo ruolo sia una svolta che le definirà la carriera."

Notturno 4
Notturno: il regista Gianfranco Rosi sul set

Inutile negare un po' di dispiacere per il nulla di fatto di Notturno, il documentario di Gianfranco Rosi girato in Medio Oriente. Cate Blanchett però ha sottolineato quanto lei e gli altri giurati abbiano apprezzato il suo lavoro: "Abbiamo ammirato tantissimo il suo metodo di lavoro e le sue capacità di regista, avremmo voluto creare un premio in più solo per lui." Joanna Hogg ha aggiunto che lei e tutti i membri della giuria hanno trovato il film di Rosi veramente speciale: "Fare quel tipo di cinema è di per sé un atto veramente coraggioso, questa è la cosa difficile di dare dei premi, bisogna scartare qualcuno. Il fatto che non lo abbiamo premiato però non ha nulla a che vedere con la qualità del film."

Notturno, la recensione: nel cuore di tenebra di Gianfranco Rosi

Parlano i vincitori

Pieces Of A Woman
Pieces of a Woman: Vanessa Kirby in una scena del film

Vanessa Kirby ha commentato la Colpa Volpi appena conquistata: "Questo premio è davvero un onore incredibile per me, soprattutto per questo ruolo che ha moltissimo del mio cuore" ha detto l'attrice, "in questo periodo ritrovarsi insieme per una manifestazione come questa è un miracolo, è incredibile essere qui quest'anno ed essere riusciti a fare tutto nella maniera più sicura possibile. La mia speranza è che questo film, Pieces of a Woman, incoraggi la conversazione e il supporto nei confronti delle famiglie colpite da tragedie di questo tipo, ci aiuterà a capire che non siamo mai soli, che insieme possiamo guarire."

New Order Nuevo Orden 3
New Order: una foto del film

Anche Michel Franco, che si è aggiudicato il Gran Premio della Giuria, ci ha parlato dell'importanza che il suo film potrebbe avere per il futuro: "Spero che non arriveremo mai alla realtà che ho rappresentato in Nuevo Order, il senso di fare questo film per me è stato però spingere il pubblico a pensare a che cosa stiamo facendo di sbagliato e quindi correggerlo. Abbiamo bisogno di più empatia, dobbiamo prenderci cura dei più deboli."

New Order, la recensione: quando la distopia è così vicina da far paura

Padrenostro 7
Padrenostro: Pierfrancesco Favino durante una scena del film

Pierfrancesco Favino, che viene bombardato di domande dalla stampa, invece ha raccontato: "Penso che questa Mostra sia un grande segno per il futuro, essere qui significa essere parte di questa energia, sottolineare l'importanza del cinema, confermare quanto sia ancora possibile condividere questa magia. Io mi sento il rappresentate di tutti quelli che hanno partecipato a questo film, sopratutto i bambini che sono stati bravissimi, è un'emozione grandissima per me, questo premio è un punto d'arrivo che non avevo mai osato nemmeno sognare," ci spiega l'attore, "Quando lavoro cerco di recitare sempre in ruoli in cui credo, progetti che mi piacerebbe vedere come spettatore. Cerco di capire chi sono le persone che vanno al cinema, credo che sia giusto fare film destinati a loro e quindi di temi che possano riguardarli, scelgo così, scelgo i progetti quando mi risuona qualcosa dentro. Il mio tentativo quando recito è quello di sparire, come attore non voglio ingombrare, voglio che le persone non vedano me ma il personaggio. Spero di essere sempre onesto nel rapporto con il pubblico, perché il pubblico sono io."

Padrenostro, la recensione: figli e padri come rose e spine

Nomadland 3
Nomadland: Chloé Zhao sul set del film

L'incontro con giuria e vincitori si è chiuso con l'intervento di Chloé Zhao, in collegamento streaming dagli Stati Uniti. "Il mio film racconta un'America piena di diversità. Sono contenta che Nomadland sia stato premiato perché questo porterà molta attenzione sulle comunità di nomadi di cui ho parlato nel film, spero che le persone che fanno parte di questi gruppi ricevano più sorrisi in futuro." La regista ha commentato poi il fatto di essere la prima donna dopo ben dieci anni, l'ultima era stata Sofia Coppola con Somewhere, a ricevere il prestigioso premio alla kermesse veneziana: "Ho incredibili aspettative per il futuro e per le donne come me che fanno questo mestiere. È importante trovare spazio per raccontare diverse prospettive della realtà e delle cose, dobbiamo aprirci a nuovi tipi di storytelling."

Nomadland, la recensione: perdere la casa, ritrovare natura e umanità