Twin Peaks 3: le 5 cose da sapere assolutamente sul fantastico cofanetto blu-ray

La serie di David Lynch è ritornata anche in homevideo, con i nuovi 18 episodi e una marea di extra in un bellissimo cofanetto targato Universal Pictures Home Entertainment Italia.

Scommessa azzardata? Revival inutile? O un ritorno vincente e affascinante? Visto il successo ottenuto, è questa terza ipotesi ad aver sicuramente prevalso e aver già donato alla nuova serie di Twin Peaks il marchio del cult. Dopo aver rivoluzionato 25 anni fa il panorama televisivo, Twin Peaks è dunque tornata. E David Lynch ha spiazzato tutti per temi, personaggi, incubi, nuovi mondi, visioni e quant'altro, tanto che in molti hanno faticato a ritrovarsi nella vecchia serie, per poi rimanere comunque travolti dalla stessa forza deflagrante delle immagini e degli enigmi. In ogni caso, un'immersione totale nel genio del regista, coadiuvato da una serie di facce ritrovate, a partire da quella di Kyle MacLachlan, chiamato a interpretare molte versioni diverse del suo personaggio.

Twin Peaks 3: Kyle MacLachlan nella Black Lodge

E dopo il successo ottenuto sul piccolo schermo, ora Twin Peaks - La serie evento prodotta da Showtime è arrivata in homevideo grazie a Universal Pictures Home Entertainment Italia, sia in DVD che in Blu-ray. Cofanetti contenenti oltre a tutti i 18 episodi scritti da David Lynch e Mark Frost, anche una quantità pazzesca di extra per soddisfare le curiosità dei fan della serie che riprende 25 anni dopo l'orribile omicidio di Laura Palmer, un mistero che sconvolse la cittadina del nord-ovest degli Stati Uniti. Andiamo dunque a esaminare nei dettagli l'edizione homevideo in blu-ray alta definizione, stupenda come la serie e densa di spunti proprio come ciascun episodio, elencando le 5 cose da sapere assolutamente.

1. Un digipack con la faccia di Kyle MacLachlan che si "spezza"

La cover di Twin Peaks 3

Cominciamo dal packaging e dal contenuto del cofanetto. Premettiamo che noi abbiamo potuto visionare l'edizione con la slipcover che avvolge una spessa amaray che al suo interno contiene gli otto dischi blu-ray distribuiti su quattro pareti interne. Ma in commercio c'è anche un'edizione che sul piano del packaging è certamente più sfiziosa per i collezionisti. In questo caso la scatola esterna in cartonato si apre nel mezzo rivelando la faccia di Kyle MacLachlan e le sue personalità: un'apertura davvero particolare con una dentatura seghettata che divide le due parti. Aprendo l'involucro in questo modo, si svela il digipack con gli otto blu ray, che si inseriscono nelle tasche dall'alto verso il basso. Dal punto di vista tecnico e dei contenuti, le due edizioni in alta definizione sono identiche. Nei primi 7 dischi, sono contenuti i diciotto episodi della serie evento più alcuni contenuti speciali disseminati nei dischi 1,2 e 7. Il disco 8 invece è interamente dedicato ai dieci documentari bonus che raccontano il dietro le quinte della serie focalizzando l'attenzione su David Lynch al lavoro.

Il package di Twin Peaks 3

2. Il video: trascinati negli incubi visionari di David Lynch

Twin Peaks: Kimmy Robertson eHarry Goaz in una foto della serie

Il video della nuova serie di Twin Peaks presenta un quadro nitido e pulito, anche se mai incisivo. Di sicuro la compattezza riesce mirabilmente a reggere a tutti gli incubi visivi e le scene visionarie di questi nuovi episodi, cosa estremamente difficile vista la particolarità del girato. Il dettaglio è sempre buono, a tratti ottimo come nei paesaggi naturali e negli ambienti interni accoglienti e, diciamo così, "normali". Qui particolari di alberi e legno, panoramiche delle città, trame di abbigliamento (spettacolare il maglione di Lucy Moran) e incarnati, mostrano densità e particolari anche minimi, con un'efficacia indiscutibile anche se con moderata profondità. Anche il croma è variegato e sa passare con disinvoltura dai sobri verdi e marroni dei paesaggi, alle esuberanti tonalità del casinò di Las Vegas, fino all'intenso rosso della Black Lodge, mentre il nero è profondo e solo in rare occasioni lievemente fangoso.

I segreti di Twin Peaks: Kyle MacLachlan e Naomi Watts in una scena

Ottime anche le scene in bianco e nero, che rivelano un'ampia gamma di grigi. Nelle scene da incubo più scure o particolari, magari quando intenzionalmente si ricorre a effetti o filtri per estremizzare l'immagine, c'è effettivamente una leggera flessione del quadro e una maggior morbidezza nel dettaglio, ma nulla è dovuto all'ottimo trasferimento, che riesce a replicare in modo perfetto tutte le inquietanti trovate di Lynch. In ogni caso, anche in questi frangenti più critici la visione resta di alto livello e banding e rumore video sono rari e restano sempre entro precisi limiti.

3. L'audio: buon dolby italiano, ma il lossless inglese ha una marcia in più

I segreti di Twin Peaks: David Lynch e Laura Dern in una scena

Per quanto concerne l'audio, c'è forse l'unica nota non eccezionale dell'edizione, ma solamente per quanto riguarda l'audio italiano. Sia ben chiaro, il dolby digital 5.1 italiano è una buona traccia, chiara, corposa, discreta anche per effetti surround nei momenti più inquietanti e dotata anche di una buona resa da parte dei bassi, ma il fatto è che la differenza con l'originale in Dolby True HD è piuttosto marcata. Quello che sulla traccia italiana è buono, ma resta quasi confinato in una tipica serie televisiva, in quella originale lossless diventa ottimo e sconfina nell'esperienza cinematografica vera e propria. Da notare che soprattutto i dialoghi spesso incomprensibili nella Red Room, che sono accompagnati infatti dai sottotitoli inglesi, in italiano invece si capiscono benissimo e ovviamente è una chiara scelta di doppiaggio. Per il resto i parlati hanno un timbro robusto, il senso di immersione e coinvolgimento nelle scene chiave o in quelle da incubo citate in precedenza, è notevole. Buona anche la resa della musica in occasione delle tante chiusure di episodi con performance di alcune band sul palco, ma anche l'ambienza tranquilla tra locali o esterni è sempre ben curata, anche se come detto nella traccia italiana è più timida e viaggia a una marcia più bassa.

I segreti di Twin Peaks: la testa di Kyle MacLachlan si deforma

4. Gli extra 1: di tutto e di più nei contributi disseminati tra i dischi

I segreti di Twin Peaks: un primo piano di Amanda Seyfried

E veniamo ai contenuti speciali, una sezione davvero pazzesca per qualità e quantità, gioiello indimenticabile di quest'edizione di Twin Peaks con addirittura 8 ore di materiale. Partiamo dagli extra presenti assieme agli episodi nei primi dischi, per la precisione l'1, il 2 e il 7. Nel disco 1 si comincia con le Serie Promo prodotte da David Lynch (6'): si tratta di 7 brevi spot per la stagione nelle quali appare lo stesso regista. Sullo stesso disco troviamo Twin Peaks: Il fenomeno, un contributo in tre parti (in tutto 15') denominate Creazione, La vita dopo la morte e Rinascita: in pratica un dietro le quinte di stampo promozionale in cui cast e troupe commentano l'eredità di Twin Peaks assieme a musicisti, artisti e personaggi famosi, dall'impatto della serie originale al progetto della nuova, dalle reazioni dei fan alle influenze della serie sulla tv. Passiamo al disco 2, dove troviamo il corposo Panel Twin Peaks al Comic Con di San Diego 2017, ovvero un'ora di interessanti discussioni (per la precisione 61' e mezzo), con domande e risposte, introdotta da Lynch e moderata da Damon Lindelof. Vi partecipano Don Murray, Matthew Lillard, Everett McGill, James Marshall, Kimmy Robertson, Dana Ashbrook, Tim Roth, Naomi Watts e Kyle MacLachlan.

I segreti di Twin Peaks: Nae Yuuki e Harry Goaz in una scena

Ed eccoci al disco 7, con Un sogno meraviglioso: una settimana a Twin Peaks (27'), documentario che racconta la vita sul set e il ritorno del cast nelle location originali dopo 25 anni, con accompagnamento di clip e interviste audio. Si prosegue poi con Richard Beymer Films: l'attore che interpreta Ben Horne è andato in giro per la produzione girando due curiosi documentari: Dietro il sipario rosso (29' e mezzo) illustra le riprese nella Red Room con Lynch e il cast al lavoro, mentre Ho bevuto del latte scaduto a Dehradun (28') offre altri momenti intimi durante la preparazione di alcune scene. Si prosegue con Loghi Rancho Rosa (2'), ovvero le diverse varianti dei loghi della casa di produzione, una lista del cast (4') e una galleria fotografica di dietro le quinte. Già così sarebbe parecchio, ma il bello deve ancora venire...

5. Gli extra 2. Dieci documentari di dietro le quinte

Twin Peaks: un poster dei nuovi episodi
Totale 9
Video 8.5
Audio italiano 8
Audio inglese 9
Extra 10

...infatti la straordinaria edizione blu-ray di Twin Peaks contiene un ottavo disco dedicato completamente agli extra. Anzi, quello che troviamo qui è quasi un unico grande making of denominato Impressioni: un viaggio dietro le quinte di Twin Peaks, una raccolta di 10 lungometraggi (da circa mezz'ora ciascuno, quindi in tutto altre 5 ore di materiale) diretti da Jason S., documentarista amico di Lynch, dove prevale lo stesso tono surreale della serie seguendo il regista nelle fasi della lavorazione della serie. Andiamo a vedere nell'ordine i dieci documentari: L'uomo dal ciuffo alto grigio (30') segue Lynch in alcune scene e in dialoghi con gli attori, mentre Dillo Martin (29') vede lo stesso regista impegnato durante le riprese oppure in telefonate e riunioni, preparando le scene di Las Vegas. In Due sfere blu (24') siamo nel Sud Dakota e nel Nuovo Messico, sempre con provini e preparativi, mentre Il numero del compimento (29') vede ancora Lynch nel lavoro dietro le quinte, coinvolto in ogni dettaglio della produzione. Si passa poi a Cattivo binocolo (28') che nella routine quotidiana delle riprese focalizza l'attenzione sul lavoro del regista per quanto concerne effetti visivi, script e personaggi.

Twin Peaks: Mädchen Amick e Peggy Lipton in una foto della serie

In Ci vediamo dall'altra parte, amico caro (30'), Lynch dirige se stesso mentre interpreta Gordon Cole, ma prepara anche il cast mentre si torna a Las Vegas e in South Dakota, mentre in Non far salire autostoppisti (27'), il regista costruisce una scena di sparatorie, gestisce il team in una notte fredda e lavora con un attore bambino. Si prosegue con Un dito insanguinato nella tua bocca (27'), dove ci si sposta nella Red Room e poi in altre scene specifiche sempre puntando sul lavoro di Lynch. In Il contabile polacco (28') si ritorna agli esterni notturni, con complicate scene con bambini, fuori da un motel o nel deserto, per chiudere poi con Una pentola d'olio bollente (38' e mezzo), dove riappare la Black Lodge e poi si passa alla lavorazione di alcune scene chiave.

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