The Walking Dead 11, recensione del decimo episodio: il bene comune fa davvero bene?

La recensione del decimo episodio dell'undicesima stagione di The Walking Dead, dove inizia a ingranare la storyline conclusiva dello show.

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The Walking Dead 11: una scena del dell'episodio 10

Con la recensione di The Walking Dead 11x10, episodio che ha l'onore/onere di dare veramente il via all'ultima storyline della serie, destinata a chiudere i battenti quest'anno, cominciamo a farci un'idea più precisa di ciò che possiamo aspettarci dagli episodi che restano (ancora sei in questo secondo blocco di stagione, più gli otto del terzo). Nella fattispecie, il capitolo precedente finiva con un salto temporale di sei mesi, dove scoprivamo che Hilltop e il Commonwealth sono sul sentiero di guerra, con Maggie da una parte e Daryl dall'altra. Presumibilmente si ritornerà a quel momento nell'episodio conclusivo della seconda parte, mentre ora si fa un passo indietro, per spiegare come ci si arriverà, raccontando l'arco di tempo tra le due scene finali del nono episodio: questo capitolo, infatti, si svolge cinque mesi prima del cliffhanger della scorsa settimana.

Tutti insieme pacificamente (?)

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The Walking Dead: Un'immagine del decimo episodio della stagione 11

Che qualcosa sia cambiato lo si intuisce già nella prima sequenza, che precede i titoli di testa con insolito ottimismo: ci sono dei bambini inseguiti da un morto vivente, ma in realtà è parte di una casa stregata all'interno di un parco divertimenti. Ebbene sì, anche questo fa parte del Commonwealth, che ricrea il modo di vivere di prima (un concetto molto allettante anche per il pubblico, data la situazione globale da due anni a questa parte), dando a ognuno un vero lavoro, anche se continua l'attività di monitoraggio per tenere a bada gli zombie, con truppe che sembrano uscite da un film di Star Wars. Tutti sembrano felici di essere tornati a una vita più o meno normale, senza doversi costantemente preoccupare in un mondo spietato e ostile. Ma le acque sono destinate a non rimanere tranquille in eterno, e un'imminente cena di gala diventa l'occasione per ricordarci che non tutti gli abitanti del Commonwealth sposano la filosofia delle alte sfere della comunità...

The Walking Dead 11x05, recensione: in nome del bene comune

Suspense altalenante

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The Walking Dead 11: un'immagine tratta dal sesto episodio

Se nel precedente episodio di The Walking Dead si riscontrava una certa fretta nel presentare tutta la carne al fuoco per poi arrivare a quel flashforward che poneva le basi per la storyline che occuperà le prossime settimane di programmazione all'interno dello show, in questa sede è l'inverso. O meglio, c'è ancora tanta materia, ma a questo giro sa di brodo allungato perché, al netto del tono più ottimista che si riflette anche in una fotografia che evita le solite tonalità tendenti al grigio, è palese che la natura benevola del Commonwealth (nome che inevitabilmente rimanda a realtà colonialiste) sia una farsa. Che abbiano intenzioni non esattamente nobili lo avevamo capito nel precedente blocco di capitoli, tramite le loro interazioni non proprio pacifiche con Eugene e compagnia bella, e in caso ciò non fosse abbastanza chiaro (unitamente al fatto che le guardie sembrano delle brutte copie degli Stormtrooper), la cosa viene ribadita tramite la presenza dei leader della comunità, figure che sembrano uscite direttamente da universi come quello de La notte del giudizio, dove le classi benestanti ordiscono piani sinistri per eliminare i poveri. Non a caso, la colonna sonora di questo episodio include Eat the Rich, il cui titolo si fa ancora più pertinente nel contesto di una serie dove il cannibalismo è di casa.

La notte del giudizio per sempre e gli altri horror che hanno raccontato l'America di oggi

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The Walking Dead 11: Norman Reedus in una scena della seconda parte dell'ultima stagione

Pertanto, siccome il pubblico è diversi passi avanti rispetto ai personaggi, c'è uno straniamento parziale dovuto al dover riascoltare discorsi che avevamo già assimilato qualche mese fa, per permettere ai nostri eroi di (cominciare a) essere in pari con noi. E viene il sospetto che, malgrado gli elementi interessanti che cominciano a farsi strada, anche in base a ciò che sappiamo dei personaggi più longevi (per quale motivo Daryl, solitamente il primo a non fidarsi, nel flashforward della scorsa settimana è schierato con il Commonwealth?), l'abitudine di fare salti temporali abbia raggiunto un punto di non ritorno. Costretto a riempire buchi che si potevano evitare con una narrazione più lineare e semplice, lo show rischia ora di tornare a com'era alcuni anni fa, con ore di riempitivo tra un momento forte e l'altro. Propria ora che stava smettendo di trattare male i personaggi e gli spettatori, rimasti in numeri esigui rispetto ai record di un tempo.

Conclusioni

Chiudiamo la recensione di The Walking Dead 11x10, sottolineando come questo episodio ponga le basi per il conflitto finale in modo diretto ma anche un po' faticoso, a causa del divario tra le conoscenze dei personaggi e quelle del pubblico.

Movieplayer.it
3.0/5
Voto medio
2.8/5

Perché ci piace

  • La prima parte dell'episodio presenta nuovi scenari interessanti e divertenti.
  • La colonna sonora confine qualche simpatico spunto ironico.

Cosa non va

  • La seconda parte è prevedibile e allunga a dismisura un "mistero" che tale non è.