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The Patient, la recensione: Steve Carell e Domnhall Gleeson per una (oscura) serie da binge watching

La recensione di The Patient: un thriller psicologico che indaga nei meandri umani di un killer e del suo analista. Impianto teatrale, grande sceneggiatura. Dieci puntate in streaming su Disney+.

The Patient, la recensione: Steve Carell e Domnhall Gleeson per una (oscura) serie da binge watching

Un faccia a faccia lungo dieci episodi, l'archetipo di una coscienza che si fa ascoltatrice, mentre sale - poco a poco - il ritmo teso di un thriller che, nella sua accezione, è quanto mai psicologico. Sotto, serpeggia una domanda: cosa saremmo disposti a fare pur di annientare i demoni che ci affliggono? Anche perché è chiaro: una volta superato lo zenit è praticamente impossibile tornare indietro. Da una parte, allora, il flusso di coscienza di un insano grido d'aiuto, dall'altra c'è lo sguardo basito di chi dovrebbe trovare una soluzione, di chi dovrebbe stilare una sorta di diagnosi. Paziente e dottore, un osmosi così intima da essere avvolta dal segreto professionale. Ma, a giudicare dallo show messo in piedi da Joel Fields e Joe Weisberg (lo stesso di The Americans), le parole non sono altro che la punta dell'iceberg. Sotto, nei meandri oscuri c'è custodita la verità, ineluttabile e sconvolgente.

The Patient Steve Carell
The Patient: Steve Carell in una scena

Da qui, e prendendo in prestito una messa in scena teatrale, inizia The Patient, serie tv targata FX on Hulu (in Italia in streaming su Disney+) che gioca proprio sulle apparenze, sulle parole, sulle storture umane che potremmo incrociare. Nessuno è davvero al sicuro, sembra dirci la serie. Né al sicuro dagli altri né al sicuro da sé stessi. I pensieri si fanno ingombranti, il peso dei rimorsi non lascia scampo. C'è una vulnerabilità di fondo che ci rende connessi gli uni agli altri, tanto da confondere e scambiare i ruoli. La vittima e il carnefice, un controcanto che sfrutta un'ottima sceneggiatura per diventare show da binge watching, agevolato dalla breve durata di ogni episodio (venti/venticinque minuti) e, soprattutto, dall'incredibile connessione tra i due attori protagonisti: Steve Carell e Domhnall Gleeson.

Faccia a faccia

La storyline di The Patient, infatti, può essere definita come una sorta di faccia a faccia: il terapeuta Alan Strauss (Steve Carell) viene rapito e tenuto prigioniero (con tanto di emblematica catena al piede) da Sam Fortner (Domhnall Gleeson), suo paziente nonché serial killer. La richiesta è diretta: Sam chiede aiuto ad Alan, vuole frenare i suoi istinti omicidi. L'unico modo per farsi davvero ascoltare è tenere segregato il suo analista. Un confronto diretto, inquietante, disperato. La tensione sale, la stanza in cui giostrano i due personaggi si fa sempre più piccolo e più stringente. Ad Alan serve una via d'uscita, e quella più diretta sembra essere proprio Sam. Proverà in tutti i modi a liberare la sua mente, ma l'uomo non pare voler collaborare fino in fondo.

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The Patient: Domhnall Gleeson insieme a Steve Carell in una scena della serie

Non solo, durante la prigionia Alan finirà per fare i conti con il proprio passato, schiacciato dai problemi che ha voluto reprimere: la morta di sua moglie Beth (Laura Niemi) e l'allontanamento di suo figlio Ezra (Andrew Leeds). I giorni, per lui, si faranno via via più lunghi, intanto che si immergere nella compulsione omicida di Sam. Un duello teso, un incubo da cui è impossibile svegliarsi. Con una certezza che inizia a invadere i pensieri di Alan: e se fosse lui la prossima vittima di Sam?

Un esercizio seriale

The Patient Steve Carell
The Patient: Steve Carell in una immagine tratta dalla serie

Come la mente umana, fatta di stanze segrete e passaggi nascosti, The Patient è una scatola cinese. All'interno della cornice principale (rappresentata dalla stanza in cui è imprigionato Alan) ce ne sono dentro altre cento, nonostante la sceneggiatura, pur dosata, tenda ad allungare più del dovuto. Una prigione, una confessione e una fuga, quella dell'analista, impossibile da compiere finché tutta la matassa non sarà districata. Per questo, ogni puntata della serie aggiunge piccoli ed essenziali tasselli (come la presenza di Candace, mamma di Sam, interpretata da Linda Emond), che renderanno la visione movimentata nonostante la staticità visiva - staticità ovviamente solo apparente.

The Patient Serie Tv Recensione
The Patient: Steve Carell e Domhnall Gleeson in una scena della serie

Oltre alle performance di Steve Carell e Domhnall Gleeson, che duettano costantemente sul filo del baratro, a rendere tutto più tridimensionale è la struttura asfissiante, da thriller umano (in particolar modo dopo un momento ben preciso che coincide con la backstory di Strauss) che risuona nella colonna sonora di Nathan Barr e Justin Burnett per poi riflettersi sui toni grigi e poi ambrati della fotografia. Le stesse sfumature che legano il tempo narrativo corrente (la serie si svolge quasi tutta "sul momento") ai flashback di Alan. In fondo nella vita del protagonista c'è qualcosa di nettamente irrisolto, che acuisce il terrore vissuto e lo mettono in relazione con lo scorrere inesorabile del tempo. Una percezione che lo metterà in contrasto con la figura più stereotipata del killer psicopatico, che potrebbe rappresentare una sorta di espediente narrativo. Da una parte c'è la vittima (e il dottore), dall'altra c'è il carnefice (e il paziente), un confine sottile e l'oscurità che ingoia gli ultimi barlumi di empatia. Più semplicemente The Patient, riuscito esercizio narrativo dal formato seriale.

Conclusioni

Non è facile addentrarsi nella mente di un serial killer senza risultare scontanti, così - come fosse un esercizio seriale - lo show offre un buon grado di introspezione unita all'intrattenimento da thriller psicologico. Come già scritto nella nostra recensione di The Patient, la serie è infatti adatta al binge watching, complice la breve durata degli episodi. Protagonisti due grandi Steve Carell e Domnhall Gleeson, alle prese con un super duetto attoriale.

Movieplayer.it
3.0/5
Voto medio
4.5/5

Perché ci piace

  • Steve Carell e Domnhall Gleeson.
  • L'impianto e l'impatto teatrale.
  • La musica.
  • Diversi colpi di scena.

Cosa non va

  • La figura del killer è decisamente sterotipata.
  • Le puntate durano poco, ma dieci sono forse troppe.