The Falcon and The Winter Soldier, la recensione dell'episodio finale: il cambiamento è ineluttabile

La recensione dell'episodio finale di The Falcon and The Winter Soldier: com'è l'ultima puntata della miniserie targata Marvel Studios ora disponibile su Disney+.

RECENSIONE di 23/04/2021
The Falcon And The Winter Soldier Anthony Mackie Sebastian Stan
The Falcon And The Winter Soldier: Anthony Mackie e Sebastian Stan in una scena

Siamo arrivati alla fine, che però è anche un nuovo inizio. Non dovremmo più meravigliarci nel vedere come operano i Marvel Studios, nel modo in cui sanno raccontare una storia riuscendo a unire un mondo chiuso in se stesso (quello della serie) inserito perfettamente in un universo più grande (l'intero progetto Marvel Cinematic Universe). Se state leggendo questa nostra recensione dell'episodio finale di The Falcon and The Winter Soldier prima ancora di aver visto la puntata potete proseguire tranquillamente la lettura, perché, come sempre, non ci saranno spoiler sugli eventi di questi ultimi quasi perfetti 50 minuti finali.

La resa dei conti

The Falcon And The Winter Soldier Sebastian Stan
The Falcon And The Winter Soldier: un'immagine di Sebastian Stan in motocicletta

Abbiamo già avuto modo di descrivere questa serie dedicata a Sam Wilson e Bucky Barnes, la seconda della Fase Quattro del MCU e disponibile in esclusiva su Disney+, come l'opposto di WandaVision. Se lì le vicende ambientate a Westview portavano lo spettatore in un mondo con regole uniche, in una serie coraggiosa e inusuale per quello che i Marvel Studios avevano costruito fino a quel momento, The Falcon and the Winter Soldier è sin da subito apparsa come un lieto ritorno alle atmosfere più canoniche e rassicuranti. Non che sia mancato il coraggio durante il corso di queste sei lunghe puntate: a livello tematico si è dimostrata una serie altamente politica, più adulta e matura rispetto alla media anche nella messa in scena, con un paio di sequenze davvero violente e shockanti che non hanno lasciato indifferenti (la conclusione del quarto episodio rimarrà un momento memorabile). Ma se WandaVision, proprio nell'ultimo episodio, sembrava rientrare all'interno dei confini più rassicuranti, la serie creata da Malcolm Spellman decide di alzare lo sguardo e proseguire fieramente lungo l'unica direzione possibile. In questo episodio finale, in cui verrà messa scena la scontata, ma appagante e coinvolgente resa dei conti tra i nostri protagonisti e il gruppo capitanato da Karli Morgenthau, si porta a compimento il percorso dei personaggi dando spazio all'azione, ai movimenti, all'agire. O, potremmo dirlo meglio, al reagire: se l'episodio precedente si svolgeva in una dimensione più intima e psicologica, dove il dialogo e la riflessione, la presa di coscienza e la scelta ponderata erano gli elementi chiave, qui si mette in scena le conseguenze di quelle decisioni. "Non si torna indietro" verrà pronunciato da un personaggio: una dichiarazione che vale per ciò che avviene tra i personaggi e per la serie stessa.

The Falcon and The Winter Soldier, la recensione del quarto episodio: pronti a rimanere shockati?

Azione e inventiva

The Falcon And The Winter Soldier Anthony Mackie Sebastian Stan 2
The Falcon And The Winter Soldier: Anthony Mackie e Sebastian Stan in una scena

Un episodio pregno di azione, combattimenti, corse contro il tempo e duelli finali. La vera forza di questa sesta puntata sta proprio nella creatività, soprattutto visiva, con cui si racconta la fase conclusiva della vicenda. Se gli scontri fisici richiamano l'approccio "realistico" iniziato dai fratelli Russo con Captain America: The Winter Soldier, il vero punto di forza è nelle idee della messa in scena. Una delle critiche che vengono mosse più spesso all'operazione editoriale dei Marvel Studios è quella di dar vita a prodotti quasi del tutto simili tra loro, con una fotografia poco cinematografica e sempre uguale a sé stessa. Questo sesto episodio sembra proprio procedere nella direzione opposta: non solo per il taglio maturo di alcune sequenze, ma anche per la scelta di prediligere una tavolozza notturna, con pochi colori che catalizzano l'attenzione, quasi sempre inseriti negli elementi scenici. Siamo più dalle parti di una scelta cromatica delle serie Marvel uscite a loro tempo su Netflix che al classico prodotto targato Marvel Studios. Come se non fosse sufficiente, la regia e la scrittura trovano, nel breve tempo di mezz'ora, espedienti sempre diversi per costruire una sequenza memorabile dopo l'altra, tra momenti di tensione, fumogeni che avvolgono i personaggi nelle nebbie, adrenaliniche sequenze in volo che ancora una volta sembrano troppo grandi per essere racchiuse in un piccolo schermo televisivo e, soprattutto, tanto ritmo. È davvero impossibile distogliere gli occhi dallo schermo per guardare l'orologio, anche grazie a qualche colpo di scena ben inserito che lascia aperte interessanti porte per il futuro della saga.

The Falcon and The Winter Soldier, la recensione del quinto episodio: pausa di riflessione

L'emozione del cambiamento

The Falcon And The Winter Soldier Anthony Mackie
The Falcon And The Winter Soldier: Anthony Mackie davanti allo scudo di Captain America

Non c'è solo azione, in questo sesto episodio, ma anche parecchia emozione. Dovendo concludere i percorsi e le (nuove) costruzioni degli eroi protagonisti, The Falcon and The Winter Soldier si ritaglia un quarto d'ora finale di alto impatto emotivo, a partire da un discorso importante pronunciato da Sam Wilson. Perché se c'è un grande merito per questa serie è stato quello di definire le varie zone di grigio esistenti tra il bianco e il nero. Non ci sono perfetti antagonisti, macchiette da fumetto che esigono il male assoluto, e non ci sono nemmeno eroi perfetti che sanno esattamente come comportarsi nel migliore dei modi. Anzi, la serie fa uno sforzo enorme (e particolarmente riuscito, dato l'eccezionale durata che un film non avrebbe avuto) nell'insegnare allo spettatore la presenza di diversi punti di vista. È una serie sul comprendere gli altri, sull'accettare il diverso e soprattutto sull'abbracciare il cambiamento come parte ineluttabile (per usare una parola cara a un personaggio noto nell'universo Marvel) della vita. Se è vero che i simboli sono immutabili, non lo sono le persone che ne donano significato. È l'uomo dietro alla maschera e i valori che porta con sé che donano il contenuto, perché altrimenti, se non indossata, una maschera è solo un accessorio vuoto. I vari riferimenti, sparsi nel corso della puntata, all'universo dei fumetti, con l'ingresso di alcuni nuovi personaggi, sono giusto un'extra piacevole per una serie che, al netto di qualche superficialità di scrittura, si è dimostrata l'ennesimo centro per i Marvel Studios. Il cambiamento ci viene spiegato, lo accettiamo, siamo pronti a meravigliarci di nuovo.

Conclusioni

A conclusione della nostra recensione dell’ultimo episodio di The Falcon and The Winter Soldier non possiamo che rimanere completamente soddisfatti dalla conclusione di questa miniserie adulta, matura e politica. È un episodio denso di azione che coinvolge e porta a compimento i percorsi di tutti i personaggi, lasciando aperte le porte di sviluppi interessanti che verranno raccontati nei vari tasselli futuri del Marvel Cinematic Universe. Ma è proprio nelle tematiche affrontate che la serie crea un vero e proprio capolavoro con sequenze emotive che parlano direttamente allo spettatore, raccontando l’importanza del cambiamento. I simboli sono importanti, ma sono le persone che danno valore a quegli stessi simboli. Un’ottima regia piena di inventiva, qualche colpo di scena e vari riferimenti per i fan sono il surplus che rendono questo episodio uno dei migliori della serie.

Movieplayer.it

4.5/5

Voto medio

4.2/5

Perché ci piace

  • L’ottima regia, piena di inventiva, nel mettere in scena una resa dei conti.
  • È un episodio pieno d’azione che coinvolge dall’inizio alla fine.
  • Le tematiche della serie qui arrivano alla necessaria conclusione chiudendo il percorso dei protagonisti nel migliore dei modi.
  • Non mancano le emozioni, soprattutto nella parte finale.

Cosa non va

  • Le porte aperte in attesa di sviluppi futuri potrebbero far storcere il naso a qualche spettatore che si sarebbe aspettato una chiusura più definitiva.