The Book of Boba Fett, la recensione del terzo episodio: Star Wars si è prosciugato?

La recensione del terzo episodio di The Book of Boba Fett (1x03), la serie targata Star Wars disponibile su Disney+, ormai incapace di affascinare come un tempo: il giocattolo si è rotto?

RECENSIONE di 12/01/2022
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The Book of Boba Fett: Temuera Morrison in una scena

Vogliamo iniziare la nostra recensione del terzo episodio di The Book of Boba Fett con una delle rivelazioni legate al pianeta Tatooine, ambientazione principale di questa nuova miniserie di Star Wars disponbiile su Disney+: una volta cosparso di oceani, il pianeta ha visto le sue acque prosciugarsi poco a poco fino a diventare il gigantesco deserto che conosciamo. Questa curiosità viene ripetuta più volte nel corso di questo nuovo episodio, dalla durata parecchio breve (solo 38 minuti) e diretto nuovamente da Robert Rodriguez. Arrivati ai titoli di coda non possiamo fare a meno di pensare che anche lo stesso brand della Lucasfilm, una volta oceano straripante, stia iniziando a prosciugare le proprie acque, inaridendosi sempre di più. Perché questo terzo episodio, dal titolo Le strade di Mos Espa, conferma i difetti della serie, lasciando una spiacevole sensazione di amaro in bocca, più aspra del singolo episodio: il nostro giocattolo preferito si è forse rotto?

Continua l'attesa

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The Book of Boba Fett: una scena della serie

Siamo quasi arrivati a metà del percorso (tre puntate su sette) e The Book of Boba Fett sceglie di offrire un episodio di passaggio. La storyline ambientata nel passato, che vede Boba riconoscersi all'interno della tribù dei Tusken, occupa meno minutaggio del previsto così da lasciar spazio a un proseguimento dell'ancora fumosa storia del presente. In questa, Boba e la sua fidata Fennec dovranno prima aiutare un cittadino derubato da una gang di giovani ribelli e, infine, cercare di prevenire nuovi pericoli che mettono a repentaglio la vita del nostro ex-cacciatore di taglie. Sono due minacce che, però, non si amalgamano nel migliore dei modi all'interno dell'episodio, dando l'impressione di essere eventi senza alcuna importanza, se non presentare nuovi personaggi o provare a movimentare un po' una trama che, ancora una volta, risulta sin troppo statica. Arrivati al terzo episodio ancora non si ha ben chiaro cosa la serie voglia raccontare, quali parti sono in gioco, qual è - in definitiva - il cuore della serie. I personaggi rimbalzano da una parte all'altra, mossi da una trama che continua a girare intorno, ma senza centrare il bersaglio. Vorremmo poter dire di essere appassionati da ciò che ci viene raccontato, ma la realtà è che siamo ancora in attesa di essere catturati.

The Book of Boba Fett, la recensione del secondo episodio: famiglie e tribù

Tanto tempo fa...

Dokk Strassi
The Book of Boba Fett: Dokk Strassi

Avevamo già accennato nella nostra recensione del secondo episodio come The Book of Boba Fett sembrava riferirsi a un preciso target di pubblico, quello storico, affezionato a soli tre film su nove della saga principale e poco incline ai cambiamenti. Gli easter eggs, in questo terzo episodio, sono numerosi, tra scene citate dai vecchi film e la riproposizione di creature celebri, ma più che simpatiche aggiunte sembrano la base su cui forgiare la serie stessa, lasciando la sensazione di assistere a qualcosa di vuoto, forse sin troppo. Essere ancorati al passato, soprattutto in quest'epoca in cui le opere audiovisive dettano mode, eventi e catalizzano l'attenzione del grande pubblico, risulta controproducente. Ed è così che persino l'ingresso in scena di una banda di ragazzini, metà umani e metà droidi, getta The Book of Boba Fett in un ambito televisivo passato da vent'anni, ormai vetusto, ammuffito. Star Wars era pionieristico, sia dall'utilizzo degli effetti visivi (qui ancora una volta un po' al di sotto rispetto allo standard che le altre serie Disney+ hanno definito) che, soprattutto, dal montaggio. La velocità delle immagini, il senso di corsa, sia nel ritmo del racconto che nella sequenza di immagini, qui è andata totalmente perduta. Così un inseguimento tra le strade della città sembra avvenire al rallentatore (cos'è successo a Robert Rodriguez?), la storia procede a passo lento e il tutto sembra imbolsito. Non una serie per adulti mai cresciuti, eterni bambini in cerca di meraviglia, ma un racconto per chi è invecchiato e non è riuscito a stare al passo con quella velocità che rendeva Star Wars unico.

Una nuova speranza

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The Book of Boba Fett: Temuera Morrison nei panni di Boba Fett

Ci sono due soli a Tatooine e due sono gli elementi davvero a fuoco di questo episodio e che, in parte, lo salvano dall'essere un mezzo disastro. La colonna sonora di Joseph Shirley riesce ad enfatizzare a dovere le scene, donando loro profondità e un senso di narrazione epica che, dal punto di vista prettamente visivo, sembra mancare. Ed è proprio grazie alle musiche che l'episodio si riserva anche un paio di sequenze davvero ben riuscite che illuminano gli antri oscuri in cui la serie sembra essere prigioniera. In questi brevi momenti, densi di intensità, dove la morte e la scoperta fanno da padrone e dove basta pochissimo per raccontare molto, si respira di nuovo tutto quello che amiamo del brand e che vorremmo fosse più presente. Perché non è con l'aridità delle emozioni che si crea l'epica, non è rivangando nelle sabbie del tempo che si ritrova l'acqua. Adesso, abbiamo bisogno di sentirci dissetati.

Conclusioni

A conclusione della nostra recensione del terzo episodio di The Book of Boba Fett non possiamo che essere delusi da come la serie disponibile su Disney+ sembri più interessata a citare il passato che a raccontare una storia. Girando a vuoto e mancando una certa qualità di messa in scena, soprattutto nelle scene d’azione, molto al di sotto degli standard starwarsiani, la serie dedicata all’ex-cacciatore di taglie sembra appartenere a un passato televisivo che non può che soffocare il marchio. Non bastano un’ottima colonna sonora e un paio di sequenze azzeccate per salvare le sorti di un episodio di passaggio, che sembra tirare troppo la corda con la pazienza dello spettatore e che lascia uno straniante amaro in bocca, come se si fosse persa quella magia che rendeva la saga creata da George Lucas unica al mondo.

Movieplayer.it

2.5/5

Voto medio

4.2/5

Perché ci piace

  • L’ottima colonna sonora di Joseph Shirley dà valore alla messa in scena.
  • Un paio di sequenze ben riuscite, capaci di emozionare con poco e far rivivere quella magia che ci aspettiamo da Star Wars.

Cosa non va

  • L’episodio appare di passaggio, con una trama ancora poco sviluppata e che sembra girare a vuoto.
  • Troppo legata al passato, The Book of Boba Fett sembra mancare di una vera identità, risultando destinata a un pubblico lontano da quello contemporaneo.
  • Mancano le caratteristiche che hanno reso Star Wars unico, a partire da una buona azione sino al senso di meraviglia.