Tavolo 19: Anna Kendrick è un'ospite problematica nell'incerto film di Blitz

La commedia diretta dal regista di Rocket Science non si allontana dagli stereotipi e da situazioni già viste, ma regala leggerezza, dolcezza e un po' di amarezza.

Tavolo n. 19: Anna Kendrick e Thomas Cocquerel in un momento del film
Tavolo n. 19: Anna Kendrick e Thomas Cocquerel in un momento del film

Sono passati dieci anni da quando Jeffrey Blitz ha diretto Anna Kendrick in Rocket Science, uno dei suoi primi apprezzati progetti cinematografici, e ora l'attrice ritorna a collaborare con lo sceneggiatore e regista che le ha affidato il difficile compito di dare forza a una commedia romantica, ma dal retrogusto un po' amaro. Tavolo 19, pur dando spazio alle storie e alle vite degli altri commensali relegati nel tavolo più periferico e ignorato durante un gioioso ricevimento di nozze, offre infatti i suoi momenti migliori nel mostrare l'evoluzione della storia di Eloise, ruolo affidato proprio alla star di Pitch Perfect, alle prese con insicurezze e scelte importanti che la vita le ha presentato inaspettatamente.
Sul grande schermo si assiste così alla nascita di un'amicizia inaspettata che permette di trovare il coraggio di compiere dei nuovi passi importanti nella propria vita, decidendo di lasciarsi alle spalle il passato e rivolgere lo sguardo con maggiore consapevolezza al futuro.

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Tavolo n. 19: Anna Kendrick e Tony Revolori in una scena del film
Tavolo n. 19: Anna Kendrick e Tony Revolori in una scena del film

Un gruppo di sconosciuti diventa una famiglia

La giovane Eloise si ritrova "esiliata" dopo la fine della sua storia d'amore con il fratello della sposa (Wyatt Russell), passando da damigella a presenza quasi sgradita nelle nozze che lei stessa ha contribuito a organizzare. Seduti accanto a lei ci sono la coppia in crisi composta da Bina e Jerry Kepp (Craig Robinson e Lisa Kudrow), l'ex tata Jo (June Squibb), il cugino Walter (Stephen Merchant) che cerca in ogni modo di nascondere il fatto di essere un carcerato dal legame leggermente "criminale" con la famiglia dei novelli marito e moglie, e un adolescente, Renzo (Tony Revolori), convinto dalla madre ad andare al matrimonio invece che al ballo della scuola, situazione in cui dovrebbe avere meno difficoltà nel socializzare con le coetanee e non solo.
Eloise, come dimostrano i primi minuti del film, sta vivendo una situazione emotiva molto complicata, tanto da cambiare idee più volte sulla sua eventuale partecipazione ai festeggiamenti, e la progressiva scoperta dei suoi segreti permette di far emergere anche dettagli privati della vita di chi le sta accanto, rivelando lati inaspettati, fragilità e solitudini.

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Un susseguirsi di eventi poco lineare e frammentato

Tavolo n. 19: June Squibb e Tony Revolori in una scena del film
Tavolo n. 19: June Squibb e Tony Revolori in una scena del film

La sceneggiatura sviluppata da una storia ideata da Jay e Mark Duplass sembra quasi riflettersi negli stessi difetti che contraddistinguono il personaggio della Kendrick, prendendo il via in modo incerto e inserendo nei primi trenta minuti elementi che non si incastrano alla perfezione tra di loro, apparendo in certi casi fin troppo eccentrici e innaturali. Superata la prima metà del film, con una certa lentezza, viene però trovato il ritmo giusto e una certa sicurezza che permette di costruire una seconda parte della storia più scorrevole e meno frammentaria. La rappresentazione della nascita di un'amicizia tra il gruppo di sconosciuti assegnati al tavolo n. 19 riesce in questo modo a offrire uno sguardo tagliente ai problemi sentimentali e umani che contraddistinguono varie fasi della vita: dagli adolescenti alla disperata ricerca del primo amore all'anziana che si rende malinconicamente conto di aver perso molte occasioni nella sua vita, passando per vari livelli di solitudine e paure interiori.

Tavolo n. 19: Lisa Kudrow in una scena del film
Tavolo n. 19: Lisa Kudrow in una scena del film

La scelta di ambientare questo incontro tra quasi disadattati all'interno di una cornice rappresentata in modo piuttosto realistico ha il merito di far passare in secondo piano l'iniziale scambio continuo di battute non particolarmente efficaci e l'avvio basato su facili e fin troppo ricorrenti stereotipi, tra ex nevrotiche, drammatici incidenti con la torta di nozze, un imbucato affascinante (Thomas Cocquerel) e imbarazzanti incontri tra parenti. Dal momento in cui Eloise e i suoi nuovi amici si allontanano dalla sala del ricevimento, il lungometraggio trova tuttavia una maggiore coesione e abbandona il facile umorismo a favore di una maggiore sensibilità che sfuma il cinismo lasciando in sospeso una certa dose di tristezza necessaria a mostrare i personaggi sotto una nuova luce. Purtroppo non è stato trovato sul finale il guizzo di originalità necessario a far realmente decollare il film, tuttavia il mix chiaramente ispirato alle commedie degli anni '80 risulta apprezzabile se si è alla ricerca di un po' di leggerezza e di intrecci un po' zuccherosi.

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Un ottimo cast non sfruttato al meglio

Tavolo n. 19: Stephen Merchant in una scena del film
Tavolo n. 19: Stephen Merchant in una scena del film

Jeffrey Blitz, dopo le tante esperienze nelle comedy televisive, appare a suo agio nel gestire l'atmosfera ma il montaggio poco attento spezza più volte il ritmo della narrazione e penalizza le performance del cast, limitandone la presa emotiva sul pubblico. Se Anna Kendrick è la colonna portante di Tavolo 19, June Squibb ne rappresenta un po' l'anima, mentre Lisa Kudrow e Craig Robinson appaiono un po' sottotono e ingabbiati nella parte dei coniugi di mezza età insoddisfatti, nonostante sia apprezzabile la volontà di mostrarne il talento anche in situazioni più drammatiche rispetto alla comicità che li ha resi famosi. Regala invece momenti quasi esilaranti Stephen Merchant con il suo Walter, dall'approccio innocente al mondo che lo circonda, portandolo a improvvisarsi cameriere e persino a proporsi come amante last minute. È inoltre un peccato che la performance di Margo Martindale (presente solo fuori scena con la parte della madre di Renzo) venga ovviamente persa con il doppiaggio italiano e dispiace il poco spazio concesso ad Andrew Daly, il protagonista della surreale e irresistibile serie Review diretta proprio da Blitz, qui limitato a un paio di battute legate agli infelici approcci dell'inesperto Renzo, il giovane nerd delineato in modo superficiale e statico.
Wyatt Russell, l'interprete dell'ex di Eloise, ha infine saputo creare un buon feeling con la Kendrick, elemento necessario per rendere credibili gli alti e bassi sentimentali.

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Conclusione

Tavolo n. 19: Anna Kendrick e Thomas Cocquerel in una scena del film
Tavolo n. 19: Anna Kendrick e Thomas Cocquerel in una scena del film

L'influenza del mondo delle sitcom fin troppo evidente e la difficoltà dall'allontanarsi da situazioni viste innumerevoli volte in tv e al cinema rappresentano il punto debole di Tavolo 19. Nemmeno una colonna sonora piacevole e il cast di livello riescono a nascondere i difetti di un progetto che unisce generi e citazioni del passato. Il film diretto da Blitz non entusiasma ma risulta piacevole nel suo avvicinarsi in modo piuttosto cinico agli spunti narrativi delle tradizionali commedie romantiche per poi compiere una netta svolta e rendere omaggio proprio a quelle situazioni e a quei canoni da cui inizialmente si era scelto di allontanarsi radicalmente. Una minore frammentarietà avrebbe sicuramente aiutato il lungometraggio a non apparire come un insieme di tanti elementi slegati tra loro troppo a lungo, ma il lavoro degli attori, in particolare di una Kendrick a suo agio nel ruolo della giovane impacciata e dalla vita complicata, è apprezzabile nel loro riuscire a mantenere un certo realismo.
Tavolo 19 non sa andare oltre molti stereotipi, tuttavia regala leggerezza e qualche risata, distinguendosi da molti progetti analoghi grazie a un lato malinconico presente in tutti i capitoli della storia degli emarginati al centro degli eventi.

Movieplayer.it

2.5/5