Ci diranno il contrario ma la verità è che nessuno, neppure Pier Silvio Berlusconi, poteva aspettarsi che il ritorno di Striscia la Notizia su Canale 5 avrebbe superato i due milioni spettatori. Figurarsi arrivare al 18.6% di share negli ascolti, con un totale di ben 2,8 milioni di spettatori per la prima volta in prima serata.
Ascolti oltre le aspettative, ma con molti interrogativi
L'indomani, dunque, è vittorioso per Antonio Ricci. In una fascia di prime time sempre più difficile da conquistare, lui è riuscito sostanzialmente a mantenere lo stesso pubblico che, fino a 7 mesi fa, registrava nella ben più popoloso 'access', quello in cui ora ogni sera si scontrano De Martino e Gerry Scotti, per capirci.
Per Striscia è stata un dimostrazione d'affetto, costruito sera dopo sera in 38 anni di messa in onda. Il punto però adesso è: considerata anche la percentuale di "curiosi" da prima volta, riuscirà a mantenere questi risultati anche nelle prossime 4 puntate? Perché quella di ieri sarà pure stata una vittoria, ma c'è veramente poco da festeggiare.
Un ritorno realizzato senza veri cambiamenti
Che il pubblico avrebbe rivisto Striscia su Canale 5 non era scontato. Escluso il ruolo di "aperitivo" della prima serata, sostituito da qualcosa che funziona evidentemente meglio, per il TG satirico sono stati mesi di calvario, con il suo ideatore pronto a tutto pur di dare nuova vita alla creatura più amata.
Chi la dura la vince, e alla fine Ricci è riuscito a spuntarla. Pur se Berlusconi non gli ha reso la vita facile: il ritorno è avvenuto nella serata più competitiva dell'inverno televisivo: il giovedì. Il solo aiuto è stato l'assenza di pausa pubblicitaria tra La ruota e l'inizio della puntata, e la presenza strombazzata della più amata dagli italiani: Maria De Filippi.
Per il resto, Striscia ha dovuto fare tutto da sola. In che modo? Sostanzialmente non cambiando assolutamente nulla, solo aggiungendo qualcosa qua e là per allungare il brodo per 2 ore e poco più: ha fatto la moltiplicazione delle veline, ha messo nell'angolino destro dello studio un'orchestra con i lustrini, ha confezionato qualche servizio in più e qualche video con l'AI.
Cosa non funziona più nel racconto di Striscia
A questo punto sarebbe stata anche una mossa facilmente furba lavorare sulla leva della nostalgia, e chi meglio di uno dei programmi italiani più longevi? Invece no, la carta che Striscia ha voluto giocarsi non è stata quella. Con estremo autocompiacimento (che potevamo assolutamente aspettarci), il TG satirico si è semplicemente lanciato nel 2026 nell'unico modo che evidentemente conosce: il suo.
E così via con la sigla tra Paperissima e Piloti, con gli applausi registrati, con le solite gag ormai ammuffite dei due conduttori storici - Enzo Iacchetti ed Ezio Greggio -. A dirci che siamo nel 2026 è il fatto che si parli di social, TikTok, sono i capelli grigi di Fiorello o l'imitazione dell'attuale Presidente della Repubblica. Ma è una contemporaneità che viene passata, come da 38 anni, sotto la lente di un paternalismo e di una comicità ormai fuori tempo massimo.
Se la collocazione in access prime time, e la conseguente durata ridotta, potevano giustificare i servizi brevi e superficiali, non ci sono scuse possibili nel momento in cui le ore a disposizione diventano quasi 3. Tra ospiti in imbarazzo - Alessandro Del Piero -, reportage dal valore assai discutibile - dieci minuti sui "nazisti" spagnoli delle case in azione? -, alla fine l'unico salvabile diventa l'attapirato Fiorello, che regala a Staffelli e a Striscia il solo show della serata.
Tra autocelebrazione e paura di cambiare, Striscia sceglie di non rischiare
Per dirla alla maniera delle maestrine: si poteva fare molto di più, ci si aspettava molto di più per un ritorno salutato in pompa magna in quella che sarebbe ancora la fascia oraria più importante per chi fa TV.
Striscia la notizia invece ha deciso di non rischiare, di rimanere ancorata a un passato che oggi giustifica solo in parte l'autocelebrazione. Si tratta di vanità, di pigrizia o di incapacità?
Domanda a cui forse risponderanno le puntate che ci attendono. Ma se questo è il punto di partenza, la risposta non sembra così lontana.