C'è ben poco da recensire in SpongeBob - Un'avventura da pirati, se non dire che il film, diretto dal veterano Derek Drymon, è cinema misurato sulle corde dell'intero nucleo famigliare. Un cinema che si lega a un protagonista molto longevo, nato nel 1997 e ideato da Stephen Hillenburg, che ne ha fatto il cuore (spugnoso) di una serie per bambini - ma non così bambini -, nonché capace di restare, tutt'ora, sulla cresta dell'onda (nel vero senso della parola).
Firmato da Pam Brady (che ha già firmato South Park - Il film) e Matt Lieberman, questa rilettura piratesca in versione animata funziona proprio per la sua scaltrissima scrittura, divenendo - di fatto - il miglior lungometraggio targato SpongeBob dai tempi (remoti) del primo film uscito nel 2004.
SpongeBob - Un'avventura da pirati: in fondo al mare con l'Olandese Volante
E pensare SpongeBob - Un'avventura da pirati era inizialmente destinato per l'uscita streaming. Su quale piattaforma? Ovviamente Netflix. Non solo, il protagonista doveva essere il mitico Mr. Krabs. Lo script, tuttavia, convinse così tanto i dirigenti della Paramount da spingerli a rivedere il progetto, affidato da una garanzia registica come Derek Drymon, già sceneggiatore di SpongeBob - Il film.
Semplicemente, al centro del racconto ci sono SpongeBob e Patrick che si ritrovano a bordo dell'Olandese Volante, in quanto il protagonista è spinto dalla voglia di dimostrare di essere un vero eroe. Tutto qui? Certo che no, ma lo spunto - nato dalla voglia di SpongeBob di diventare uno spadaccino come Mr. Krabs - dice già tutto di un film che, fin dal titolo, punta al senso più puro dell'avventura.
Divertimento, azione e un film perfetto per tutta la famiglia
In fondo, i 96 minuti di durata (in cui le risate non mancano), impreziositi dalla musica di John Debney - che si rifà ai grandi classici d'avventura degli anni Cinquanta, senza perdere brio e modernità -, sono tarati per sfidare ogni minima distrazione del pubblico. Piccoli e grandi sono catturati da un mix di azione, umorismo (oltre l'assolutezza delle gag) e buonissimi sentimenti amalgamati in una sceneggiatura, tra l'altro, esaltata dalla realizzazione tecnica: la produzione ha infatti accantonato il freddo 3D puntando invece ad un'estetica molto più tangibile e artigiana, nonché fedele allo spirito originale di SpongeBob che, di fatto, rifiuta il realismo per tracciare al meglio i confini dei classici cartoni animati (e la menzione in questo caso va ai numerosi dettagli, e al background che caratterizza le scene). Nemmeno a dirlo, un aspetto parte fondante del suo successo.
Se poi gli omaggi volontari e involontari alla saga de I Pirati dei Caraibi non mancano (era inevitabile, visto il contesto), SpongeBob in versione bucaniere - volutamente stravagante, come da tradizione - ricorda con freschezza quanto "il messaggio" non debba mai essere sovraesposto, ma anzi ben celato per evitare artificiosità e inconsistenza. Nel film di Drymon, che per esaltare il senso dell'avventura si punta ovviamente ad un ritmo scalmanato, tra battute e comicità slapstick (asciugando la coralità: molti personaggi si intravedono appena), il tema del coraggio (e della paura) viene affrontato in modo tutt'altro che banale, puntellando l'equazione con il giusto ingegno: per essere degli eroi non servono gesti eclatanti, bensì solo un grande cuore. E poi diciamolo, i pirati al cinema funzionano sempre.
Conclusioni
SpongeBob versione pirata? Il miglior adattamento dai tempi del primo film, uscito nel 2004. Divertimento, gag, azione, leggerezza e lo spirito d'avventura si miscelano ai canonici buoni sentimenti, ben inseriti in una sceneggiatura non banale e anzi esaltata dall'ottima realizzazione tecnica.
Perché ci piace
- L'animazione.
- La storia.
- Diverse gag.
Cosa non va
- Meno corale del solito.