Separazioni, la recensione: Barbora Bobulova e Adriano Giannini in un dramma familiare intimista e rigoroso

Ecco com'è il dramma familiare di Stefano Chiantini, interpretato da Barbora Bobulova e Adriano Giannini, presentato al Torino Film Festival.

Adriano Giannini in una scena di Separazioni

Una famiglia apparentemente unita alle prese col dramma della perdita. Questa è in sintesi la trama del nuovo film di Stefano Chiantini, una pellicola intima, delicata, fatta di sguardi, silenzi ed equilibri infranti. L'unione familiare viene messa alla prova da un incidente tanto improvviso quando inaspettato e, come sottolinea la nostra recensione di Separazioni, a chi rimane resta l'onere di trovare la maniera per andare avanti.

Separazioni Barbora Bobulova Adriano Giannini Funivia
Adriano Giannini e Barbora Bobulova in montagna

Regista "umanista", Chiantini ha raccontato tante piccole storie quotidiane al cinema o sul web, grazie al successo della serie Una mamma imperfetta, realizzata in sinergia con Ivan Cotroneo. In Separazioni c'è un'altra madre, altrettanto imperfetta, ma al tempo stesso piegata dal dolore. Per interpretare personaggi calati in contesto tanto delicato, il regista è andato sul sicuro affidandosi al talento e alla sensibilità di Barbora Bobulova e Adriano Giannini che interpretano Mara e Pietro, affiatata coppia borghese con due figli adolescenti, Laura (Ludovica Rubino) e Agostino (Giordano Fochetti). La loro esistenza sembra scorrere serena finché un giorno Laura non rimane vittima di un incidente in montagna.

Quando la location diventa protagonista

Separazioni si apre proprio con le immagini maestose del Gran Sasso e dei monti limitrofi, usati come location, fotografati in un elegante bianco e nero, frutto del lavoro del direttore della fotografia Paolo Carnera. Seguono scene di vita all'aperto e di momenti dinamici in cui la famiglia intera si dedica all'arrampicata, mostrando come il rapporto con la montagna, per Mara e Pietro, rappresenti una vera e propria cultura da tramandare ai figli. E sarà proprio il luogo che più amano a tradirli. Ma ciò che interessa davvero a Stefano Chiantini è indagare reazioni e comportamenti di un normale nucleo familiare di fronte a una tragedia. Laura e il fidanzato scompaiono durante un'escursione. Mentre scattano le ricerche, inizia una lunga ed estenuante attesa fatta di preoccupazione, speranza, incertezza e dolore. Tutto un ventaglio di emozioni e sentimenti contrastanti che solo due interpreti di grande esperienza e sensibilità potevano restituire.

Si può sopravvivere al dolore?

Separazioni Madonna
Ma Madonna sulla cina del monte

Il campo in cui si muove Stefano Chiantini è quello della quotidianità. Il regista, che ha ammesso di essersi ispirato a un vero incidente di montagna occorso ad alcuni abitanti del suo paese d'origine, resta il più vicino possibile ai personaggi, seguendoli a distanza ravvicinata con la telecamera, rubando attimi di normalità nell'attesa spasmodica e indagando il loro dolore. Un dolore discreto e composto, lontano da tanti drammi made in Italy che optano per una sofferenza urlata ed esteriorizzata. Per rendere i personaggi ancora più vicini a noi il regista ne mette in luce le imperfezioni, ma tutto è suggerito, appena accennato, per non distrarre l'attenzione dal focus che è la scomparsa di Laura.

Separazioni Barbora Bobulova
Barbora Bobulova dietro a un vetro

Quello messo in scena è il dolore di due genitori che, attraverso l'attenta indagine di Chiantini, dopo lo shock iniziale reagiscono in modo quasi opposto alla perdita. Più razionale e pratico, Pietro si aggrappa a ciò che gli resta, il figlio Agostino, mentre Mara non sembra pronta a lasciar andare la figlia e continua a salire testardamente su quella montagna che appare benigna, ma può trasformarsi in feroce assassina esigendo il suo obolo in sacrifici umani. Sobria e solida la performance di Adriano Giannini, ma ad attirare l'attenzione è soprattutto la madre dolente di cui Barbora Bobulova incarna le variazioni di uno stato d'animo in subbuglio grazie a una performance eccellente.

Una regia misurata

Separazioni Madonna Funivia
La Madonna trasporata in alta montagna sulla seggiovia

Semplice e diretta, la narrazione di Stefano Chiantini mira alla sottrazione per concentrarsi sull'essenziale, scavando nella psiche di personaggi messi in una condizione di estrema sofferenza. Questo non riguarda solo i protagonisti. La stessa attenzione, seppur con minor tempo a disposizione, viene riservata anche a figure di contorno come la madre del fidanzato di Laura (Vanessa Compagnucci) o la guida alpina amica di famiglia interpretata da Sergio Albelli. La sceneggiatura, lucida e precisa, si concentra sugli eventi chiave concedendo inoltre spazio a piccoli momenti significanti che ci aiutano a entrare in sintonia con i personaggi, ma a tratti si concede qualche sprazzo onirico che amplia il respiro del racconto senza mai snaturarlo.

Conclusioni

Interpretato da Adriano Giannini e Barbora Bobulova, il nuovo film di Stefano Chiantini è un dramma familiare che indaga sulle reazioni dei personaggi di fronte a una perdita, come rivela la nostra recensione di Separazioni. Semplice e diretta, la narrazione mira alla sottrazione per concentrarsi sull'essenziale, scavando nella psiche di personaggi messi in una condizione di estrema sofferenza con pudore ed efficacia.

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
3.0/5

Perché ci piace

  • Le interpretazioni dei personaggi, in primis Barbora Bobulova, intense e misurate.
  • La narrazione del dolore è rispettosa e sobria, mai urlata.
  • La centralità delle location montuose, natura benigna e feroce al tempo stesso.
  • L'uso di piccoli dettagli significanti per raccontare la psiche dei personaggi.

Cosa non va

  • Tanti silenzi alimentano la curiosità su alcune dinamiche di cui avremmo voluto sapere di più.
  • L'ambiguità intorno al personaggio del fidanzato di Laura.