Dopo l'esperienza seriale con Vita da Carlo, sentivamo un po' la mancanza del Carlo Verdone al timone di un film. E anche se il suo Scuola di seduzione non arriva al cinema ma in streaming, su Paramount+ dal 1 aprile, non cambia la sostanza di un ritorno a casa dopo un'esperienza diversa in cui ha dimostrato di trovarsi a proprio agio.
Si tratta di una duplice conferma: da una parte del fatto che ormai ci siamo abituati all'idea di strade e vite diverse per i film rispetto a quelli canonici della sala; in secondo luogo del legame dell'artista romano con la piattaforma di casa Paramount, di cui è diventato un simbolo. Un rapporto che continua con una commedia che si va a collocare sulla scia stilistica che ben conosciamo, con quel misto di leggerezza e malinconia che è propria dell'autore, che potrà soddisfare i suoi estimatori.
Benvenuti nella scuola di seduzione
Viviamo in un'epoca che ha tante difficoltà, una delle quali è nell'ambito delle relazioni sentimentali. Difficoltà che si concretizzano in modi diversi, tra chi non riesce a trovare l'amore, chi invece teme di perderlo e chi, ancora, rimpiange situazioni del passato che non riesce a ritrovare. Spinti, quindi, da esigenze diverse, i protagonisti di Scuola di seduzione si ritrovano a voler studiare come attrarre un potenziale partner, affidandosi agli insegnamenti più o meno sensati di Ortensia. Grazie alle prove pensate per loro da questa bizzarra love coach, riusciranno a superare le proprie fragilità, insicurezze e confusione per sopperire alla carenza che sentono di avere sul piano relazionale?
Sei personaggi in cerca di amore
Sei studenti, sei personaggi e relativi interpreti, su cui Carlo Verdone cuce ruoli e problemi di natura diversa, per poter affrontare approcci e difficoltà differenti dei giorni nostri. Sono loro il punto di forza di Scuola di seduzione, per la sintonia che riescono a mettere in campo, per quella sensazione di individualità che diventano sempre più un gruppo man mano che la storia del film procede. Questo è il merito di Carlo Verdone, di costruirsi attorno una classe affiatata con cui affrontare le sfide di un mondo che cambia e va a minare le sicurezze di tutti, che sia la creator interpretata da Beatrice Arnera, Adele, o l'ex musicista che lo stesso regista sceglie di interpretare in prima persona, Clemente.
Due generazioni distanti per età e personalità, due estremi tra i quali troviamo la dolcezza di Romano Reggiani, la logorroica Gaia di Euridice Axen, Bruno e Giuliana con il loro legame messo in campo da Lino Guanciale e Vittoria Puccini. Con menzione speciale per la loro guida, quella Karla Sofia Gascón che porta su schermo Ortensia e i suoi, a volte bizzarri, insegnamenti. Tante anime di una medesima difficoltà di relazionarsi con la società di oggi e la sua frenesia e rapidità di mutamento con cui non tutti hanno la forza, a volte anche la voglia, di fare i conti.
Una commedia agrodolce, vecchio stile
Forse è proprio per questa difficoltà di stare al passo che Carlo Verdone si rifugia in quello che sa fare meglio, costruendo una commedia che affronta con ironia queste tematiche relazionali, ma allo stesso tempo le ammanta di una malinconia che è propria dell'autore. In tal senso i suoi estimatori troveranno quello che da lui si aspettano e godranno questo viaggio nelle moderne idiosincrasie sentimentali. Saranno invece delusi quegli spettatori che cercano qualcosa di nuovo, di diverso, che sappia affrontare le sfide del moderno intrattenimento audiovisivo. Ma forse non è da un autore con la storia e la consolidata cifra stilistica che è giusto aspettarselo.
Conclusioni
Scuola di seduzione è una commedia che segui i canoni consolidati di Carlo Verdone, ovvero cerca di divertire senza rinunciare a quella vena malinconica che è propria dell'autore. Per il suo ritorno alla regia di un film, Verdone si affianca di interpreti di valore, da Lino Guanciale a Vittoria Puccini, Euridice Axen, Romano Reggiani e Beatrice Arnera, con menzione speciale per Karla Sofia Gascón che si rivela a suo agio nei panni dell'insegnante di seduzione. Deluderà chi cerca qualcosa di nuovo, ma gli estimatori di Verdone ritroveranno dinamiche che nel tempo hanno imparato ad apprezzare.
Perché ci piace
- La composizione del cast, gli studenti della scuola, che si rivelano affiatati e ben assortiti.
- Un paio di sequenze che funzionano più di altre.
- Dinamiche tra commedia e malinconia che gli appassionati di Verdone ritroveranno...
Cosa non va
- ... ma che deluderanno chi cerca qualcosa di nuovo.
- Alcuni passaggi sono meno fluidi e fanno calare il ritmo.