Sanremo 2026 barcolla ma non molla. La seconda serata non riesce a mettere da parte la proverbiale noia che ormai attanaglia il pubblico ma affronta le quattro ore e più di diretta con un pizzico di vitalità in più.
Laura Pausini allenta il freno a mano, Carlo Conti si concede addirittura una stoccata in diretta all'ex direttore di RaiSport (ma ancora uomo RAI) Paolo Petrecca. Achille Lauro si concede sempre col contagocce, ma almeno questa volta sono le famose cinque di Chanel, le più preziose.
In mezzo, una maratona musicale meno serrata che aiuta il ritmo dello show.
Le nostre pagelle di Sanremo 2026 - seconda serata
La puntata del mercoledì è in effetti più vicina a quell'enorme festa popolare che conosciamo tutti con il nome di Sanremo, e il motivo è semplice: ci sono più elementi in gioco. C'è la musica ma c'è anche la comicità, c'è il momento dedicato alla riflessione e c'è quello della celebrazione. Manca però un tassello fondamentale: una trama che li tenga insieme.
La scaletta meno affollata - voto 6
Trenta canzoni sono troppe, soprattutto per una platea televisiva sempre più piccola e sempre meno "disciplinata" rispetto alla grammatica del piccolo schemo. Quando le esibizioni si riducono a 19 (comprese quelle dei 4 giovani) ne guadagna lo show, che a Sanremo non può essere sacrificato sull'altare del "prima la musica": quella è retorica.
Lillo: era impossibile trovare più spazio per lui? - voto 4
Gli ascolti della seconda serata non sono andati bene (nonostante in conferenza stampa si sia provato addirittura ad attaccarsi ai due punti in più di share rispetto alla prima), ma un dato importante c'è: i picchi d'ascolto della serata si sono registrati alle apparizioni di Lillo sul palco.
Il pubblico ha bisogno di ridere, e lo fa volentieri con una figura comica già familiare come Lillo (che partirà a breve con un programma su Rai 3). Ma allora sarebbe stato un peccato così grave dargli un po' di spazio in più sul palco?
Le canzoni che crescono al secondo ascolto - voto 7
30 brani mediocri non diventano improvvisamente dei capolavori solo perchè li ascoltiamo meglio. Senza dubbio, però, sera dopo sera diventano più orecchiabili. L'energia di Ditonellapiaga, l'eleganza di Levante, i richiami all'alternative rock di Chiello, le parole di Fulminacci.
Sanremo 2026 pare particolarmente avaro di qualità e hit radiofoniche, ma anche questa volta qualche brano ci sarà a farci compagnia fino ai mesi estivi. Il minimo sindacale che un Festival dovrebbe garantire è salvo.
Francesca Lollobrigida "mamma d'oro" - voto 0
Carlo Conti è più intelligente di così. Quando oggi in conferenza stampa gli è stata chiesta ragione di una definizione sminuente e sessista per Francesca Lollobrigida, due volte medaglia d'oro alle ultime Olimpiadi invernali, lui ha semplicemente fatto un'addizione. Mamma è mamma (del piccolo Tommaso), d'oro per via dei grandi risultati sportivi. Ma Carlo Conti è più intelligente di così, ed è questo che fa ancora più rabbia.
Il risultato è una bocciatura per lui. Che non solo cade nella polemica che aveva accompagnato "la Lollo" alle Olimpiadi, ma che ancora una volta non riesce ad andare oltre il ruolo (anche) di mamma che una donna, con stesso "grado" e dignità sul palco, ricopre.
Un anno fa era successo anche con Bianca Balti, "mamma e donna guerriera", e in quell'occasione a bacchettarlo ci aveva pensato Geppi Cucciari la sera successiva. Quest'anno chi lo farà?
Achille Lauro super ospite della seconda serata - voto 8
Per la sua settima volta sul palco dell'Ariston, era stato invitato come co-conduttore. Lauro però non è uno che sa fare da "contorno", e quindi anche ieri sera ha fatto quello che gli riesce meglio: prendersi la scena.
Prima nel duetto con Laura Pausini sulle note di 16 marzo, poi accompagnato dalla soprano Valentina Gargano, esibendosi con la sua Perdutamente, diventata la canzone simbolo delle giovani vite spezzate a Crans-Montana. Intenso. Il ragazzo ribelle (e irresistibile) di Rolls Royce è decisamente cresciuto.