Petit Paysan - Un eroe singolare: un'opera prima convincente e tragicamente realistica

Il mondo degli allevatori diventa uno spunto per parlare di problemi personali e sociali grazie all'ottima prova di Hubert Charuel in veste di regista e sceneggiatore.

L'esperienza personale di Hubert Charuel, figlio di una coppia di allevatori, è servita a delineare in modo coinvolgente ed emozionante la storia di Petit Paysan - Un eroe singolare, opera prima in grado di conquistare ben tre prestigiosi premi César, gli Oscar del cinema francese.
La storia di un trentenne che dedica tutta la sua vita alle proprie mucche e deve affrontare un problema che potrebbe stravolgere per sempre la sua situazione permette, grazie all'attenta regia di Charuel, autore anche della sceneggiatura insieme a Claude Le Pape, di proporre un racconto che sfrutta una situazione sociale per approfondire i problemi e i dilemmi di un uomo alle prese con un nemico invisibile.

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Un dramma personale e professionale

Petit Paysan - Un eroe singolare: Swann Arlaud in un'immagine tratta dal film
Petit Paysan - Un eroe singolare: Swann Arlaud in un'immagine tratta dal film

Pierre (Swann Arlaud) è un trentacinquenne che ha rilevato l'attività dei genitori e si occupa ora dell'allevamento di mucche di proprietà della sua famiglia, ottenendo dei risultati incredibilmente positivi. Sua sorella Pascale (Sara Giraudeau) è una veterinaria, sua madre cerca di fargli iniziare una relazione con la giovane panettiera del paese, i suoi amici cercano di coinvolgerlo in attività "normali" che non prevedano l'occuparsi della mandria, e un suo anziano vicino chiede il suo aiuto in varie occasioni. La quotidianità di Pierre, nonostante queste "distrazioni", ruota completamente intorno alle sue mucche e la notizia che in Francia si stanno verificando alcuni casi di una febbre emorragica, che ha messo in ginocchio alcuni allevatori dopo l'abbattimento delle loro mandrie, suscita in lui un'ansia crescente. Quando una delle sue mucche sembra mostrare i sintomi della malattia, il trentenne vede i suoi timori diventare sempre più concreti e, nonostante le rassicurazioni della sorella, le sue paure peggiori si avverano. Pierre, per evitare di perdere tutte le sue mucche, decide quindi di nascondere la situazione, mentendo su quanto accaduto all'animale. Pascale acconsente a coprire la situazione in attesa di verificare la salute della ventina di mucche apparentemente sane, mentre il fratello sente il peso della situazione e inizia a perdere il controllo nel tentativo di trovare una soluzione al problema che potrebbe distruggere tutto ciò che ha costruito con tanti sacrifici.

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Un protagonista ben delineato da Arlaud

Petit Paysan - Un eroe singolare: Swann Arlaud e Sara Giraudeau in una scena del film
Petit Paysan - Un eroe singolare: Swann Arlaud e Sara Giraudeau in una scena del film

La regia dell'esordiente Charuel, a tratti quasi in stile documentario, è particolarmente attenta nel rappresentare l'impegno e la solitudine che contraddistinguono lo stile di vita del protagonista, consapevole, come rivela in una delle scene, del fatto che il suo allevamento sia tutta la sua vita, come dimostra anche la sequenza onirica con cui si apre il lungometraggio. Arlaud ha trovato la giusta chiave di lettura a un personaggio solo apparentemente poco complesso, svelandone progressivamente le debolezze e le insicurezze, mantenendo una tranquillità illusoria fino al momento in cui reagisce male durante un incontro con la sua famiglia, dando spazio alle proprie frustrazioni. L'esecuzione delle sue amate mucche, in particolare della prima che aveva da poco partorito, sono dei momenti duri dal punto di vista emotivo e visivo e l'attore sottolinea le insicurezze del personaggio attribuendo delle sottili sfumature che permettono agli spettatori di capire il suo attaccamento nei confronti degli animali che cura ogni giorno e il conflitto presente nella sua mente.
Gli altri membri del cast mantengono un buon livello dal punto di vista della recitazione, pur avendo uno spazio in scena maggiormente limitato e delle sequenze che richiedono un impegno, emotivo e fisico, minore.

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Una sceneggiatura senza colpi di scena, ma efficace

Petit Paysan - Un eroe singolare: Swann Arlaud in un'immagine del film
Petit Paysan - Un eroe singolare: Swann Arlaud in un'immagine del film

La struttura narrativa, molto lineare e ben focalizzata su Pierre, espande comunque la narrazione inserendo nella trama qualche elemento che rende possibile comprendere i cambiamenti in atto nel mondo dell'allevamento, grazie alle spiegazioni di chi utilizza la tecnologia per mantenere il controllo sulla propria attività mettendo però in secondo piano il rapporto con la natura, e il racconto, quasi in parallelo grazie ai video di YouTube e non solo, di chi ha già vissuto in prima persona l'esperienza del protagonista. Petit Paysan riesce in questo modo a raccontare con bravura la storia di un lavoro che invade ogni angolo della vita personale e di un'ossessione, quella di provare a trovare una possibile salvezza per sé e per le proprie mucche, che porta un uomo semplice a tranquillo a scontrarsi con la razionalità e la legge. Il legame tra Pierre e i suoi animali ricorda inoltre come gli esseri viventi vengano spesso trattati come oggetti sacrificabili, non ponendosi troppi dubbi di fronte alla possibilità di uccidere un'intera mandria o affidandoli a dispositivi tecnologici, creando così un contrasto tra il microcosmo in cui vive questo tenace allevatore in grado da percepire la sofferenza e i problemi delle sue mucche, elemento enfatizzato da alcune inquadrature che portano in primo piano i dettagli dei corpi e dello sguardo degli animali, costruendo un interessante parallelo tra l'ansia in crescendo di Pierre e il dolore fisico della sua mandria.

Petit Paysan - Un eroe singolare: Swann Arlaud e Sara Giraudeau in un momento del film
Petit Paysan - Un eroe singolare: Swann Arlaud e Sara Giraudeau in un momento del film

La sceneggiatura non lascia molte porte aperte alla speranza o a eventuali colpi di scena, ma è in grado di costruire la tensione psicologica ed emotiva necessaria a mantenere alta l'attenzione dello spettatore, trasportato in una realtà poco conosciuta contraddistinta da delle ripercussioni sull'intera società e, nonostante la sua singolarità, alle prese con dilemmi personali e professionali universali.
La fotografia firmata da Sébastien Goepfert appare ben studiata a livello cromatico per raccontare le differenze tra i vari metodi di allevamento, dal più "caloroso" al maggiormente "asettico", e sottolinea i passaggi drammatici e violenti con la doverosa enfasi visiva, sfruttando i chiaroscuri e alcune sequenze in notturna che, tra luci al neon e stalle poco illuminate, danno quasi vita a un'atmosfera da thriller.
Il montaggio contribuisce a ottenere questa commistione di generi in modo brillante, trovando un equilibrio tra i tanti momenti di solitudine e di riflessione di Pierre e le sue interazioni con il mondo "esterno", fino a un finale efficace e significativo.

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Conclusione

Petit Paysan - Un eroe singolare: Swann Arlaud in una scena del film
Petit Paysan - Un eroe singolare: Swann Arlaud in una scena del film

Petit Paysan - Un eroe singolare riesce, con il suo realismo, a rappresentare in modo convincente una professione alle prese con cambiamenti e problemi spesso ignorati dall'opinione pubblica, proponendo un ritratto umano e sociale ben costruito e delineato. L'evoluzione della storia, progressivamente sempre più drammatica, non propone svolte narrative inaspettate, preferendo invece mantenere un alto grado di realismo che permette di addentrarsi nella mente e nella vita di un uomo come tanti altri, e proprio per questo in cui è facile immedesimarsi, che lotta per salvare quello che ama. Charuel firma un'opera prima coinvolgente, nonostante la sua trama sulla carta poco affascinante, sfruttando una tematica che conosce bene per spingere alla riflessione sulle scelte individuali e sulle difficoltà nel trovare l'equilibrio tra vita privata e professionale.

Movieplayer.it

4.0/5