Passenger, recensione: jumpscare, demoni e tante scelte stupide (quanto basta? Forse no)

André Øvredal si rifugia nei jumpscare per generare terrore, partendo da uno spunto sicuramente suggestivo ma avvolto da una coltre di situazioni e battute involontariamente comiche.

Una scena di Passenger

Il norvegese André Øvredal, nonostante una prolificità forse eccessiva, sa maneggiare bene la materia horror. Basti pensare a Scary Stories to Tell in the Dark, uscito nel 2019: una sorta di antologia del terrore capace di mantenere salda la tensione. Lo stesso filo ben teso che sembra attraversare Passenger, scritto da Zachary Donohue e T.W. Burgess. Non c'è dubbio, infatti, che la tensione, lungo l'ora e mezza di durata, sia ben strutturata, partendo da uno spunto solido e, sulla carta, decisamente affascinante.

Passenger Scena Film
Una scena di Passenger

Passenger, in questo senso, non è qualcosa di sfumato e non guarda certo all'arthouse contemporaneo: Øvredal, per il suo film, si rifà agli horror di fine anni '90 con lo scopo di rendere in qualche modo tangibile la paura stessa, senza sfocature, pretesti o metafore. Ci riesce? Non del tutto.

Passenger, se il diavolo sale in macchina (anzi, in camper)

Protagonisti della storia sono Maddie, Tyler (Lou Llobell e Jacob Scipio) e il loro lucente caravan arancione. Maddie, a dire il vero, non è troppo convinta di mollare tutto e darsi alla vita on the road (come darle torto?), ma sembra accondiscendere all'entusiasmo fastidioso del compagno Tyler.

1276030 Passenger Lou Llobell Jacob Scipio
Lou Llobell e Jacob Scipio in scena

Ben presto, però, il viaggio prende una strada (letteralmente) drammatica: dopo aver assistito a uno strano incidente stradale, l'avventura di Maddie e Tyler si trasforma in un incubo. Un'entità demoniaca inizia a perseguitarli implacabilmente, seguendo ogni loro spostamento senza lasciare loro alcuna via di fuga.

Jumpscare e scelte stupide

Essenzialmente, Passenger è uno di quei film horror in cui si susseguono una sequela di scelte stupide, tanto da far gridare più volte: "Ma cosa diavolo state facendo?". Lo stesso diavolo che mette lo zampino nel percorso di Maddie e Tyler, protetti solo dalla fede in San Cristoforo, patrono dei viaggiatori e dei pellegrini. Vai a vedere che, nonostante il rischio di lasciarci la pelle, il diavolo viandante - una sorta di millenario stalker che si aggira per la strada verso l'Ovest - finirà per risolvere la crisi di coppia, sbilanciata dalla visione ombelicale e latentemente egoista dell'insopportabile entusiasmo di Tyler per una vita "senza acqua corrente", ossessionato dai raduni e da uno sciroccato camperista influencer. Di certo, non tifiamo per Tyler.

Mv5Bzjg2Zmnmyzitmmnmni00Yjcwlwe2Ntitngizmtrjnddiymvlxkeyxkfqcgc V1
Un momento horror del film

Scherzi a parte, il pretesto - così come la prima sequenza - funziona ma, alla lunga, alcune scelte e alcuni dialoghi sembrano virare sul comico, di quello involontario che ha segnato l'immaginario horror di trent'anni fa almeno. Dall'altra parte ci sono tuttavia diverse trovate interessanti che danno anima al film: una buona tensione, l'atmosfera e la messa in scena, il background del demonio e la proiezione casalinga - in mezzo al bosco, tanto per fare cose intelligenti - di Vacanze Romane, interrotta dall'arrivo del diabolico viandante. Certo, il senso dell'horror, asciugando il resto, finisce per essere contratto in un paio di jumpscare decisamente telefonati, senza avere l'audacia di reggere il peso dell'idea. Un po' troppo poco. Come dire: se Passenger dovrebbe segnare la riscoperta dell'horror estivo, duro e puro, 'aridatece' Jeepers Creepers.

Conclusioni

Passenger sembra rifarsi agli horror estivi di trent'anni fa, restando tuttavia incastrato in una dimensione che sfrutta i jumpscare come strumento di terrore. Peccato, perché lo spunto iniziale avrebbe meritato un maggior approfondimento e una maggior tridimensionalità. Anche se la tensione resta organica e costante, alcune derive virano sull'involontario comico.

Movieplayer.it
2.5/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • Lo spunto.
  • Diverse scene.

Cosa non va

  • A tratti involontariamente comico.
  • Jumpscare telefonati.