Papà non mettermi in imbarazzo! la recensione: Jamie Foxx prova a far ridere in una sitcom familiare

La nostra recensione di Papà non mettermi in imbarazzo! la nuova comedy Netflix creata e interpretata da Jamie Foxx disponibile dal 14 aprile sulla piattaforma.

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Papà, non mettermi in imbarazzo! - Jamie Foxx e Kyla-Drew in una scena

La sitcom è un genere che sta morendo, vuoi perché fa parte di un'altra era (come WandaVision ci ha mostrato) vuoi perché non ha gli strumenti per raccontare e ridere adeguatamente del nostro presente. Per rimanere attuali nel 2021 bisogna trovare un modo che vada oltre il genere. Lo diciamo subito in questa recensione di Papà non mettermi in imbarazzo!: non è questo il caso della nuova serie comedy Netflix creata e interpretata da Jamie Foxx, disponibile dal 14 aprile sulla piattaforma.

UNA FAMIGLIA DI COLORE NEL 2021

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Papà, non mettermi in imbarazzo! - Jamie Foxx e Kyla-Drew

La storia è quella di Bryan Dixon, interpretato da un inedito Jamie Foxx che torna al mondo delle comedy dopo i 5 anni al The Jamie Foxx Show ai tempi della WB (da cui eredita lo showrunner Bentley Kyle Evans), anche creatore e produttore della serie insieme alla figlia Corinne. Imprenditore che ha ereditato l'azienda di cosmetici dalla defunta madre di Sasha (Kyla-Drew), che si ritrova in casa da scapolo e "avventuriero", Bryan dovrà trovare un modo per dare equilibrio e stabilità alla figlia adolescente ritrovata e bilanciarla con la propria vita sentimentale e professionale. Ad aiutarlo la sorella Chelsea (Porscha Coleman), la zia preferita di Sasha, e il padre (David Alan Grier), soprannominato Pops. Le premesse per un prodotto familiare dagli spunti narrativi comici ci sono tutte: lo scontro generazionale, il padre farfallino, il nonno alternativo, la zia eterna single. Tutto o quasi però risulta fuori luogo o fuori tempo in questa sitcom. Il voiceover introduttivo di Sasha è inutile e ridondante, così come lo spezzare la quarta parete da parte dei protagonisti parlando direttamente in camera col pubblico: non ci sono reali necessità narrative per farlo. È altrettanto imbarazzante vedere Jamie Foxx imitare Will Smith nell'interpretare più ruoli tramite parrucche e costumi, quando si sarebbero piuttosto potute sfruttare delle guest star che arricchissero il parterre black della serie e la narrazione stessa, il botta e risposta col cast principale. Invece si è preferito utilizzar questa tecnica oramai antiquata e figlia di una vecchia comicità che forse ha fatto il suo tempo.

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TEMATICHE IMPEGNATE

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Papà, non mettermi in imbarazzo! - Jamie Foxx in un'esilarante scena della serie

Si tenta di modernizzare lo stile vecchio da comedy multicamera girata con pubblico dal vivo introducendo argomenti e tematiche impegnate che facciano riflettere e discutere in famiglia anche fra gli spettatori che guardano, insieme a scenari e ambientazioni più dinamiche. Anche in questo caso il tentativo risulta riuscito solamente a metà: si trattano temi come la religione, la morte, il lutto, il sesso, la tecnologia e i social (fin dalla sigla) ma è tutto solamente accennato, non approfondito e non inserito in modo coeso nel quadro generale, inciampando in alcuni cliché - lampante è l'esempio del black lives matter nel finale, risolto in quattro e quattr'otto. Tutto risulta estemporaneo anche se è un argomento importante di cui parlare oggi, specialmente per una comedy che va su Netflix e ha la possibilità di raggiungere quindi un ampio bacino di pubblico.

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Papà, non mettermi in imbarazzo! - il cast in una foto di scena

Jamie Foxx fa il mattatore ma non riesce a bucare lo schermo e ad avere tutti i tempi comici giusti, lo stesso dicasi per gli altri compreso il buon David Alan Grier, che nel pilot fa una battuta che riassume il difetto principale della serie "Non è il 2019? Siamo nel 2021?". Interessante inoltre che venga nominata ad un certo punto addirittura la black comedy per eccellenza degli anni '10, ovvero Black-ish, da cui Papà non mettermi in imbarazzo! eredita il regista Ken Whittingham, ma non l'equilibrio fra comedy e attenzione all'attualità. Non ha la forza narrativa che aveva Giorno per giorno, che era riuscita nell'impresa per la comunità latina sempre su Netflix. Una menzione speciale va a Stacy (Heather Hemmen), l'assistente di Bryan dolce, affettuosa, comprensiva, che con poche parole riesce a far breccia nel cuore di Sasha, degli spettatori... e forse nel cuore oramai disilluso di Bryan. In fin dei conti siamo anche noi un po' in imbarazzo nel vedere questa comedy nel 2021.

Conclusioni

Chiudiamo questa recensione di Papà non mettermi in imbarazzo! convinti delle buone intenzioni di Jamie Foxx nel creare e interpretare questa sitcom, tentare di modernizzarla con il tema del black lives matter e così via, e con il rompere la quarta parete. Ma allo stesso tempo non possiamo dire ci sia riuscito in pieno, cadendo in vari cliché. Sprecata l’occasione di puntare su qualche prestigiosa guest star piuttosto che sul cast principale, deboluccio e che troppo si poggia sul mattatore mancato Foxx.

Movieplayer.it
2.5/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • Le tematiche impegnate inserite e affrontare tra una risata e l'altra.
  • Il tentare di svecchiare un genere...

Cosa non va

  • ... purtroppo però senza riuscirci in pieno, lasciano tutto troppo accennato e poco approfondito, inciampando anche in alcuni cliché.
  • Lo scegliere parrucche e costumi da parte di Jamie Foxx per far ridere, fuori tempo massimo.
  • Il voice over e il rompere la quarta parete, fuori luogo e senza una vera necessità narrativa.