Will Gluck c'è riuscito. Di nuovo, e nonostante tutto. Dopo lo sfavillante Tutti tranne te del 2023, ecco One Night Only, declinazione contemporanea di quelle commedie che hanno reso unici i 90s. In qualche modo, Gluck eredita l'aura di Nora Ephron e Garry Marshall applicando i toni della rom-com in quello che è il nostro, assurdo mondo. Molto più difficile e spaventoso di quello che abbiamo vissuto nemmeno trent'anni fa.
Così, partendo dalla sceneggiatura di Travis Braun, Gluck coglie una certa ansia da prestazione fotografando una realtà sentimentalmente distopica per rivedere lo schema assurdo, inquietante e controverso della saga de La notte del giudizio - The Purge. Direte: che c'entra un franchise horror e ultra brutale con una colorata rom-com tarata per intrattenere e accendere i sogni? Chiaro, qui c'è tutto un altro assunto: se in The Purge era legittimata la violenza per una notte all'anno, in One Night Only, ambientato in un futuro idealmente vicino, viene invece "permesso" il sesso tra single, ma solo dal tramonto fino all'alba, una volta ogni 365 giorni.
One Night Only: una New York dove non si può far sesso
Ecco, One Night Only ci porta in un'America che, tramite un discusso Decreto, ha fatto voto di castità, almeno fino al matrimonio. Il governo ha di fatto messo le mani sulle relazioni, giudicando illegale ogni rapporto sessuale al di fuori delle fedi nuziali. Per dare libero sfogo, una notte appena è pensata per i single che, nemmeno a dirlo, l'aspettano tutto l'anno.
In una New York caricata a molla, ecco i protagonisti Owen e Allie (Callum Turner e Monica Barbaro, splendidi). Lui è appena stato scaricato, lei cerca qualcos'altro che non sia un veloce rapporto usa-e-getta. Prima si incontrano, poi si scontrano (inseguendo l'ultimo preservativo di Manhattan) e, alla fine, si rincorrono. In mezzo, una sequela di personaggi, di deviazioni e di sottintese riflessioni su cosa voglia dire, in fondo, l'amore.
Uno spunto per una commedia specchio di tempi amari
Parlando di One Night Only non possiamo non partire dal testo e dal contesto, o in qualche modo dal pretesto che dovrebbe rendere il tutto più originale. Il punto nevralgico del film è, tuttavia, anche quello più fragile e precario. Nonostante al cinema sia obbligatorio sospendere l'incredulità, altrimenti non esisterebbe la narrativa, il concetto di base che accende lo script è estremamente complicato da mandar giù, nonché instabile rispetto alla concezione che vorrebbe un popolo - quello degli Stati Uniti d'America - assoggettato al volere puritano, dogmatico e ultra-conservatore di un Governo che, addirittura, si è infilato sotto le coperte dei cittadini.
E quindi sì, fatichiamo a pensare che il Paese non sia ancora stato messo a ferro e fuoco. Del resto, e cosa non banale, One Night Only è pervaso da una sfumatura d'amarezza che si lega al male moderno: l'individualismo. I single d'America, invece di disubbidire in massa, s'allenano e bramano l'unica notte di bollente sesso a loro concessa. Oltre l'assunto da pregevole rom-com, One Night Only assume i tratti (forse inconsapevolmente) di un'opera sociologica: viviamo in un'epoca pazza e snervante in cui, per sfinimento o disillusione, abbiamo accettato di sottostare a ogni regola imposta dalle autorità. Anche quelle che minano l'inviolabile libertà personale.
La grande alchimia tra Callum Turner e Monica Barbaro
Potrebbe esserci anche un ulteriore piano di lettura, tutt'altro che banale: mai come prima il sesso, oggi, è a portata di app, tanto che il desiderio stesso si è velocizzato e, forse, si è banalizzato. Oltre la repressione distopica, la riscoperta del desiderio potrebbe illuminare (meglio) il valore del sentimento. Opinabile, e terrificante se dietro questo valore c'è la spinta delle autorità. Naturale: senza questo spunto, che occupa una parte sostanziale (ma diremmo non centrale), non esisterebbe One Night Only. Così, mettendocela tutta, Will Gluck prova ad amalgamare il tutto senza che l'ingombro del contesto divori eccessivamente l'alchimia generale (e non è stata una sfida facile).
Un'alchimia sorretta dalla presenza scenica di Callum Turner e Monica Barbaro, in perfetto afflato, a metà tra sensualità e dolcezza. E il resto? Il resto è quello che si aspetta da una buona commedia: l'intonazione giusta (e la musica gioca un ruolo cruciale), diverse battute ben assestate e alcuni momenti particolarmente riusciti. Un corollario che Gluck sa gestire al meglio (senza però affondare), riuscendo a rendere coerente (se non può essere plausibile) una rom-com molto più complessa di quanto vorrebbe apparire.
Conclusioni
Che grande alchimia, quella tra Callum Turner e Monica Barbaro. Merito sicuramente di WIll Gluck, sempre più centrale quando si parla di commedia romantica, pone l'accento su un mondo dalle sfumature distopiche attraverso uno spunto originale. Originale e, forse ingombrante. Del resto, One Night Only si si interroga sul valore del desiderio e su quanto siamo diventati assuefatti alle regole più assurde, ammantando il divertimento da un accenno di amarezza.
Perché ci piace
- L'alchimia tra i protagonisti.
- Le vibrazioni di New York.
- Alcuni momenti ben assestati.
- Lo spunto...
Cosa non va
- ...Che però potrebbe diventare un limite.
- Uno spunto decisamente ingombrante, che può essere letto addirittura come "sbagliato".