Mondiali di Calcio 2026, un inaspettato e immeritato trionfo Rai

Ascolti alle stelle grazie ad uno sport che in chiaro continua ad ipnotizzare gli italiani, ma la Rai dovrebbe provare a svecchiarsi e ad evolvere, andando oltre il successo garantito da un Calcio che ha telespettatori a prescindere, chiunque vada in onda.

Mondiali di Calcio 2026 sulla Rai

Poco più di un mese fa c'era chi suonava le campane a morto, preannunciando l'indifferenza generale dell'italiano medio nei confronti dei Mondiali di Calcio 2026. Il terzo torneo consecutivo senza l'Italia.
Mamma Rai, che aveva acquistato 35 partite sulle 104 complessive in programma dall'11 giugno al 19 luglio 2026, era stata anticipatamente criticata per lo 'sperpero di denaro pubblico' ipotizzando chissà quale disastro, con DAZN competitor streaming grazie all'esclusiva messa in onda dell'intero mondiale giocato tra USA, Canada e Messico.

A poche ore dalla finalissima tra Argentina e Spagna, il servizio pubblico può brindare ad un successo probabilmente inatteso, per dimensioni Auditel, e onestamente immeritato, per qualità tecnica nei commenti pre e post gara. Discutibili opinionisti, storiche e inaffondabili conduttrici, gaffes di vario tipo e un'insostenibile sensazione di naftalina catodica.

L'incapacità Rai di svecchiarsi

La Domenica Sportiva: Paola Ferrari conduce la trasmissione
La Domenica Sportiva: Paola Ferrari conduce la trasmissione

Nell'ultimo mese e mezzo la Rai si è spesa in lungo e in largo per raccontare il Mondiale di Calcio 2026 agli italiani, con incursioni durante Uno Mattina, le rubriche Italia chiama America e Dribbling, il prime time condotto da Paola Ferrari e le Notti Mondiali con il bravo Alessandro Antinelli.

Appuntamenti polverosi, vecchi sin dagli ospiti chiamati a parlare di Calcio, con il 71enne Marco Tardelli e il 72enne Roberto Falcao ad analizzare superficialmente match e giocatori a entrambi il più delle volte sconosciuti, con l'ex campione brasiliano della Roma in evidente difficoltà linguistica, parlando un italiano non propriamente limpido.

Oggi 65enne, Paola Ferrari si è vantata in diretta di aver commentato il suo primo Mondiale di calcio su Rai1 nel lontano 1994, come se fosse normale ritrovarla ancora in prima serata ad un altro Mondiale statunitense dopo 32 anni di ininterrotta carriera. E la competente Simona Rolandi costretta a farle da spalla, seppur negli ultimi anni promossa a conduttrice di Dribblig e della Domenica Sportiva.

Lele Adani su Rai1 come se fosse TikTok

Lele Adani
Lele Adani durante il panel Topps al Comicon

C'è poi il capitolo 'telecronisti', mai come quest'anno sotto esame. Tiziana Alla è entrata nella storia della nostra televisione come prima telecronista donna ai Mondiali, con due partite commentate senza entusiasmare nessuno, con la miglior coppia in assoluto formata dal monolite Stefano Bizzotto e dal mai gratuito Andrea Stramaccioni.

Ha lasciato perplessi la scelta di affidarsi all'ex calciatore argentino German Denis come commentatore tecnico e ha diviso la platea social e generalista l'istrionismo di Lele Adani, passato ad urlare dalla Bobo Tv a Rai1. Al fianco di Alberto Rimedio, che fatica da sempre a trattenerlo anche quando i due commentano le partite della nazionale italiana, Adani ha dato forma e sostanza a telecronache sguaiate, in cui indossare gli abiti di Evita Peron intonando "Don't Cry for me Argentina" dal balconcino di Saxa Rubra.

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Ossessionato da Lionel Messi, l'ex calciatore di Fiorentina e Brescia ha dato forma a performance teatrali puntualmente diventate virali, e divisivi, perfetti sketch da rilanciare su TikTok. Monologhi mistici, lacrime e incomprensibili metafore hanno trasformato il prime time di Rai 1 nella peggior radio di Rosario, luogo che ha dato i natali al numero 10 della Seleccion.
Quando c'è Lele Adani in telecronaca è Lele Adani a prendersi la scena, pienamente consapevole del personaggio costruitosi addosso e a dispetto persino della partita, con mamma Rai evidentemente felice di suscitare interazioni e accesi dibattiti, costi quel che costi.

Sua maestà il Calcio

Checché ne dica Angelo Binaghi, Presidente della Federazione Italiana Tennis che sta vivendo la sua epoca d'oro grazie a Sinner, Musetti, Berrettini, Cobolli, Darderi, Sonego, Arnaldi e Paolini, il Calcio è ancora oggi lo sport più seguito, discusso e amato dagli italiani, tanto da fare numeri clamorosi persino con un Mondiale giocato spesso in orari complicati, tra le 22 di sera e le 3 del mattino, senza la nazionale azzurra in campo e al cospetto di una programmazione Rai che ha alimentato più critiche che elogi.

DAZN, con tutte le sue problematiche legate ad uno streaming ballerino e a dirette tardive tra una partita e l'altra, ha invece messo in campo una squadra di opinionisti e commentatori più giovane, fresca, sul pezzo, con evidenti conoscenze di calcio internazionale e analisi delle partite molto più approfondite. Andando quindi oltre quel chiacchiericcio da Bar dello Sport fastidiosamente tipico del servizio pubblico che nel 2026 non è più accettabile.
Eppure DAZN ha faticato a macinare chissà quali numeri, con il suo abbonamento mensile e i suoi reiterati problemi tecnici a zavorrarla, mentre la Rai ha sbancato l'Auditel.

Ascolti tv da coppa del Mondo

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Partiti con 4.871.000 di telespettatori per il match d'esordio tra Messico e SudAfrica, Rai1 è subito volato al 40% di share per Brasile-Marocco giocata a mezzanotte, con oltre due milioni e mezzo di italiani incollati alla tv, sfiorando i 6 milioni di telespettatori con Francia-Senegal, il 16 giugno scorso.

Il peggior risultato si è toccato il 27 giugno con Croazia-Ghana, giocata a mezzanotte e vista da 2 milioni di telespettatori, con Brasile-Norvegia del 5 luglio vista invece da oltre 6 milioni di telespettatori, seppur iniziata alle ore 22. Il giorno dopo boom Portogallo-Spagna con 7.779.000 spettatori, fino all'incredibile risultato di Argentina-Svizzera, che alle 3 di notte è stata vista da 571.000 nottambuli.

Temptation Island è il "Mondiale di calcio" di Canale 5, con ascolti da evento (ma costi ridotti) Temptation Island è il 'Mondiale di calcio' di Canale 5, con ascolti da evento (ma costi ridotti)

Le due semifinali giocate alle ore 21:00 hanno ribadito l'enorme successo del Mondiale Rai, con Francia-Spagna vista da oltre 9 milioni di telespettatori e share medio al 49%, Inghilterra-Argentina vista da 9 milioni e 447mila persone, con share al 52,3%.
Numeri da Festival di Sanremo.

Giampaolo Rossi, Amministratore Delegato Rai, ha annunciato trionfante una raccolta pubblicitaria in grado di oltrepassare i 50 milioni di euro.
Migliorando il risultato del Mondiale del Qatar 2022 nonostante un'offerta sensibilmente inferiore di partite trasmesse. 35 contro le 64 in esclusiva di quattro anni fa, giocate tra le alte cose in inverno e con orari più accessibili per l'Italia, con un numero di clienti che è passato dai 204 investitori del Qatar ai 237 di questa edizione organizzata da USA, Messico e Canada.

Di tutto e possibilmente di più, ma quando?

Merito di uno sport, il Calcio, ancora oggi seguitissimo, soprattutto se in chiaro e non a pagamento. Tanto da meritarsi un cambio generazionale tra i professionisti che parlano di pallone che in Rai fatica a maturare, tra conduttrici da tempo prossime alla pensione, ex calciatori over 70 di dubbia brillantezza ed eloquio e telecronisti che sembrano vivere in un reel social agognando un'unica cosa: la viralità.
A scapito dell'elleganza, della pacatezza, della sportività, della qualità.

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