M.O.D.O.K., recensione: un grande cattivo Marvel in salsa comica e animata

Recensione dei primi episodi di M.O.D.O.K., serie animata Marvel dal tono demenziale e incentrata sull'omonimo villain.

RECENSIONE di 21/05/2021
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M.O.D.O.K. - un'immagine della serie

Scrivere la recensione di M.O.D.O.K., nuova serie Marvel che in Italia arriva nella sezione Star di Disney+ (a cadenza settimanale, mentre negli USA la prima stagione completa debutta in un unico blocco su Hulu), significa parlare del risultato finale di un curioso processo produttivo: il serial animato che parla dell'omonimo villain doveva infatti essere parte di un progetto più complesso, con quattro serie distinte (le altre tre dovevano essere su Tigra e Dazzler, Hit-Monkey e Howard il Papero) e poi un evento crossover chiamato The Offenders. Poi, nell'autunno del 2019, la Marvel Television ha chiuso i battenti e il controllo di tutto quanto è passato ai Marvel Studios, con la decisione di sospendere i piani più ambiziosi e di continuare solo con M.O.D.O.K. e Hit-Monkey (una scimmia che lavora come killer a pagamento). E a giudicare da ciò che abbiamo visto finora, almeno il primo di questi due titoli non delude le aspettative. N.B. La recensione si basa sulla visione in anteprima dei primi due episodi su dieci.

La dura vita da cattivo

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M.O.D.O.K. - una foto di scena

M.O.D.O.K. racconta le gesta dell'omonimo personaggio (voce del co-creatore dello show Patton Oswalt in originale), un noto villain Marvel che fa danni nei fumetti dal 1967: il suo vero nome è George Tarleton, e il suo aspetto caratteristico - la testa è sproporzionata rispetto al resto del corpo, motivo per cui non può muoversi senza un'apposita armatura - è il frutto di esperimenti di alterazione genetica per aumentare l'intelligenza. Nella versione animata è un antagonista frustrato, i cui ripetuti tentativi andati a vuoto di dominare il mondo lo hanno portato alla bancarotta, costringendolo a firmare un accordo con un'altra azienda per rimanere in attività. E quello non è l'unico problema, perché ogni giorno dopo aver staccato in ufficio M.O.D.O.K. (acronimo che significa Mobile Organism Designed Only for Killing) torna a casa e deve fare i conti con la moglie e i due figli adolescenti (un maschio dalle sembianze umane e una femmina che ha ereditato il look del padre). La situazione non è particolarmente positiva su nessuno dei due fronti, cosa che l'ego smisurato di George non può accettare.

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Robot Marvel

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M.O.D.O.K. - un'immagine della serie Marvel

Il look in stop motion si rifà a Robot Chicken (e non a caso Seth Green è tra i produttori esecutivi), e lo show ne riprende anche la carica dissacrante, avvalendosi del fatto di non doversi legare agli eventi del Marvel Cinematic Universe (dove M.O.D.O.K. doveva inizialmente apparire in Agents of S.H.I.E.L.D., prima che l'autorizzazione da parte dei piani alti della Casa delle Idee fosse revocata). Questi personaggi si muovono in un universo a sé, come si nota chiaramente già nel primo episodio con il cameo di un Iron Man vivo e vegeto, con la voce di Jon Hamm (tra le altre guest star negli episodi a venire ci saranno Bill Hader, Whoopi Goldberg e Nathan Fillion). Ed è un universo squisitamente caotico, con premesse episodiche da comedy e momenti di violenza che anche in forma di plastilina sono poco compatibili con il target abituale delle produzioni Marvel. È una serie il cui scopo principale è divertire in modo esagerato e omaggiare gli angoli più strambi dell'universo fumettistico, come si può evincere dalla scelta di trasformare il Super-Adattoide, un essere artificiale capace di replicare le abilità dei supereroi, nello zerbino personale di M.O.D.O.K. con ripetute gag sulla sua umiliazione.

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Fatto da appassionati, per appassionati

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M.O.D.O.K. - una scena della serie

Dietro lo humour scatenato si nota soprattutto la passione dei due creatori, Jordan Blum (il quale ha dato al mondo dello show la designazione Terra-1226, omaggio al compleanno di suo figlio) e Patton Oswalt. Quest'ultimo, che come abbiamo detto presta anche la voce a M.O.D.O.K. in originale, è un noto stand-up comedian e attore, famoso per le sue passioni a tema nerd (celeberrimo, per chi conosce Parks and Recreation, la versione lunga - reperibile in rete - di un monologo improvvisato su un crossover tra l'universo Marvel e quello di Star Wars), e il divertimento è palese nella sua prestazione vocale, dove all'ottima caratterizzazione del personaggio si aggiunge l'entusiasmo di chi sta vivendo il proprio sogno (già parzialmente esauditosi in live-action, dato che Oswalt è anche stato un agente dello S.H.I.E.L.D. sul piccolo schermo). Libero di dare sfogo alla propria immaginazione, lontano dai vincoli di un franchise ormai consolidato quale è il Marvel Cinematic Universe, è forse il portavoce ideale di come la Casa delle Idee possa diversificarsi a seconda delle necessità. E per chi voleva che WandaVision fosse una vera sitcom, qui siamo in una zona simile, senza risate del pubblico ma con una quantità spropositata di trovate comiche per tutti i gusti.

Conclusioni

Chiudiamo la recensione dei primi episodi di M.O.D.O.K., serie animata che mescola le avventure dell'universo Marvel con il tono e l'estetica dissacrante di Robot Chicken sottolineando come si tratti di un ottimo concentrato di gag, con una strepitosa performance vocale di Patton Oswalt.

Movieplayer.it

4.0/5

Voto medio

N/D

Perché ci piace

  • Patton Oswalt nei panni di M.O.D.O.K. è esilarante.
  • Le guest star sono spassosissime.
  • L'approccio dissacrante dà un sapore diverso rispetto ad altri adattamenti Marvel.

Cosa non va

  • L'estetica dello show non è per tutti i gusti.
  • Sconsigliato al pubblico più giovane.