Luca Parmitano al Comicon 2026: da Apollo 13 all'universo di Caparezza

Abbiamo intervistato Luca Parmitano, Astronauta e autore del libro "Camminare tra le stelle", per parlare di film e serie che raccontano in modo accurato i voli spaziali.

Una foto di Luca Parmitano

Lo spazio è quel luogo affascinante e allo stesso tempo terrificante per il quale non possiamo far altro che provare un'irresistibile fascinazione; una meraviglia spontanea e inarrestabile per qualcosa che è irraggiungibile ai più, ma che per qualcuno, per un breve periodo, può anche diventare casa. Gli astronauti, infatti, si spingono più in là di chiunque altro, cullati dal vuoto cosmico per sondare l'infinito, per portare avanti la ricerca scientifica e, in qualche modo, stimolare la nostra immaginazione.

Al Comicon di Napoli abbiamo avuto modo di scambiare qualche parola con chi il cosmo lo conosce bene: Luca Parmitano, primo astronauta italiano a diventare comandante della Stazione Spaziale Internazionale e autore del libro "Camminare tra le stelle". Ai nostri microfoni e durante l'evento ha raccontato non solo la sua esperienza, ma anche la rappresentazione dei viaggi spaziali nell'arte e nei media.

La fantascienza vista con gli occhi di un astronauta

Quello che noi possiamo solo immaginare, Parmitano lo ha vissuto, e quindi gli abbiamo chiesto quali film o serie si avvicinino di più all'esperienza reale di un astronauta: "Uno dei film che per primi ha colto davvero l'essenza del volo spaziale umano è Apollo 13. È un film che ormai può sembrare vecchio, ma è un capolavoro perché la narrativa è quasi documentaristica, sebbene ci siano delle scene un po' romanzate. Esiste una serie che si intitola in inglese From the Earth to the Moon ("Dalla Terra alla Luna"), credo abbia 10 puntate, e ognuna di queste ha la qualità di Apollo 13. Di fatto, il protagonista di Apollo 13, Tom Hanks, è anche il narratore e uno dei produttori, ed è stata una di quelle opere che veramente mi ha ispirato. Prima ancora che capissi quale fosse l'esperienza spaziale, ho sempre pensato che la qualità di quel film e di quella serie fosse davvero elevata."

Ma nemmeno chi è stato nello spazio per davvero rimane immune dal fascino della fantascienza: "Ovviamente poi possiamo appassionarci alla fantascienza, a quella che oggi è assolutamente fantasia, ma domani, chissà, potrebbe diventare realtà. Tra i tanti film ne cito uno che veramente mi ha colpito ed è Interstellar, in cui la qualità della cornice scientifica è elevatissima. Kip Thorne, questo famoso astrofisico, ha collaborato per mettere i paletti scientifici all'interno dei quali costruire una storia, che poi è la storia dell'amore infinito tra un padre e una figlia. Ma l'aspetto scientifico è molto, molto profondo ed è un film che secondo me va guardato anche da quel punto di vista."

Divulgare lo spazio: un flusso senza confini

Luca Parmitano Libro
Luca Parmitano: la copertina del suo libro

Parmitano ha poi preso parte a diversi panel, uno dei quali insieme a Caparezza per il suo album e fumetto Orbit Orbit (del quale vi avevamo parlato in un articolo dedicato). Occasioni preziose durante le quali si cerca di rendere semplici concetti super complessi.

Essendo lui in qualche modo anche un divulgatore scientifico, abbiamo quindi chiesto a Luca Parmitano quale sia il modo più corretto, oggi, di veicolare questo tipo di contenuti: "Non so se ci sia un modo più corretto, un modo sbagliato, un modo giusto. Credo che ci sia lo spazio da raccontare, e la nostra limitazione umana è quella di prendere la scienza e di dividerla in tante caselle. Qui mettiamo la biologia, qui mettiamo la fisica, qui mettiamo la matematica... o qui mettiamo il racconto. Secondo me questa è una nostra limitazione per semplificare e mettere tutto dentro caselle. In realtà la vita, l'universo è un flusso continuo, senza soluzione di continuità, e si può raccontare lo spazio, la scienza, passando per la fantasia, per il racconto personale, per l'esperienza, o per i numeri, per l'aspetto puramente tecnico, la tecnologia e così via."

L'astronauta ha poi concluso dicendo: "Uno dei modi che piace a me di raccontare è utilizzare tutto lo spettro delle mie capacità, della mia esperienza, per offrire a un pubblico il più variegato possibile quello che ognuno può prendere: dallo studente universitario di ingegneria che magari vuole sentire l'aspetto più tecnico, più legato alla scienza e ai numeri, allo studente di giurisprudenza che è interessato alla space law (legge spaziale), passando per la pura fantasia del bambino che deve essere ispirato a cercare il proprio futuro con l'orizzonte più ampio possibile."