L'isola dei ricordi, Dave Franco: "A 14 anni lavoravo in videoteca, la mia vera scuola di cinema!"

Dave Franco, Jenny Slate e Manny Jacinto voci originali per L'isola dei ricordi, tra doppiaggio dei personaggi e i ricordi d'infanzia che hanno cambiato le loro vite.

Un'immagine de L'isola dei ricordi

Il 1999 è considerato da tanti uno degli anni migliori nella storia del cinema contemporaneo. Per Dave Franco, tuttavia, è stata una vera e propria scuola di vita e di recitazione, grazie a un lavoro "illegale" a soli 14 anni tra gli scaffali di una piccola videoteca.

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Le protagoniste del film Dreamworks Animation

È di questo inaspettato aneddoto che si arricchisce la nostra intervista al cast vocale de L'isola dei ricordi, alle voci originali dei fantastici e pittoreschi comprimari che accompagnano il viaggio delle due protagoniste del film. Ai nostri microfoni Dave Franco, per l'appunto, Jenny Slate e Manny Jacinto, che ci hanno raccontato le divertenti sfide affrontate per trovare la giusta voce ai loro eccentrici personaggi (rispettivamente Raww, Batiba e Bungi), svelandoci come i ricordi del passato, tra nonne amorevoli, vecchi McDonald's e viaggi nelle Filippine, abbiano plasmato non solo il film, ma le loro stesse carriere.

Trovare la voce per Raww, Batiba e Bungi: il lavoro del cast

Colpiti proprio dal gruppo di personaggi che fanno da cornice all'amicizia delle due protagoniste de L'isola dei ricordi, chiediamo a Dave Franco, Jenny Slate e Manny Jacinto che lavoro hanno fatto per inquadrare le personalità di Raww, Batiba e Bungi in quanto a toni e accenti. "Non ho usato una voce diversa per il personaggio" ci ha detto Dave Franco, "si trattava più che altro di trasmettere un'atmosfera e assecondare l'idea che questo ragazzo, quando lo incontri all'inizio, stia un po' in posa: finge di essere molto più sicuro di sé di quanto non sia in realtà, mentre nel profondo vuole solo un amico. È l'unico 'cane-lupo' sull'isola e le persone non lo capiscono. Quindi pensa di aver finalmente trovato una vera connessione con queste due ragazze e cerca di tenersela stretta con tutte le sue forze, ma in realtà è solo un ragazzo sensibile, fragile e solo."


Anche per Jenny Slate non c'è stata la ricerca di qualcosa di lontano da sé: "Penso che anche la voce di Batiba sia abbastanza simile al mio modo naturale di parlare" ha infatti spiegato, "ma c'è stata molta sperimentazione durante la registrazione: abbiamo cercato di farla sussurrare un po' di più, e la cosa ha funzionato davvero bene. Non è abituata ad avere conversazioni reali con le persone molto spesso, quindi si trattava di capire cosa si provi dal suo punto di vista nel tentare di comunicare con gli altri." Diverso invece il discorso per Bungi e Manny Jacinto, a cui è stato chiesto un tipo di lavoro differente: "per Bungi non volevano affatto sentire la mia voce normale, quindi abbiamo preso un'altra strada! Abbiamo esplorato molte cose diverse e ho cercato di tirare fuori la voce più profonda, bassa e 'sciocca' che potessi fare! Ed è quella che abbiamo scelto. Per fortuna Jan e Januel hanno amato giocarci su e io mi sono sentito a mio agio nel farlo: è così che è nata la voce."

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I ricordi che segnano una vita: la scuola di cinema del 1999 di Dave Franco

Nel film si dice che i ricordi ci rendono ciò che siamo, allora è naturale chiedere al cast se ci sia qualcosa nella loro vita che li rende quello che sono ora. "La prima cosa che mi viene in mente è il mio primissimo lavoro in una piccola videoteca" ha ricordato Dave Franco, "avevo 14 anni ed era illegale per me lavorare a quell'età, quindi mi pagavano permettendomi di portare a casa tutti i film che volevo. Si dà il caso che fosse il 1999, anno che oggi è considerato uno dei migliori della storia del cinema. Portavo a casa film come The Matrix, Fight Club, Essere John Malkovich, American Pie, American Beauty... Se cerchi la lista dei film del 1999, ci sono almeno 30 titoli fondamentali. Quella è stata la mia scuola di cinema, ed è per questo che oggi faccio questo lavoro."


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La scena de L'isola dei ricordi

Un ricordo intenso, ma non è da meno Jenny Slate, che ricorda: "Per me la risposta più sincera riguarda i pomeriggi trascorsi con le mie nonne. Quelle relazioni sono state fondamentali per farmi capire cosa si prova a essere completamente amati e accettati. Entrambe le mie nonne amavano la mia grande energia e mi dicevano: 'Un giorno potrai fare l'attrice, se lo vorrai'. Quindi, in un certo senso, ciò che mi ha spinta a inseguire questo sogno si basa proprio su quel legame profondo e rassicurante con le mie nonne." Una risposta toccante che spinge Franco a sfidare Jacinto a batterla, ma lui non si tira indietro: "Il mio primo lavoro è stato da McDonald's, pagato meno del salario minimo... e mi pagavano anche in cibo!" ha raccontato ridendo, "a parte gli scherzi, i ricordi a cui ho attinto sono più recenti: due anni fa sono riuscito finalmente a portare la mia famiglia e quella di mia moglie nelle Filippine. Siamo stati in un posto che somigliava molto a Nakali. Rivedere quei paesaggi sullo schermo e rivivere i ricordi delle visite a Palawan ed El Nido è stato qualcosa di davvero speciale."

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