Light of My Life, la recensione: Tra padre e figlia

La recensione di Light of My Life, film distopico di Casey Affleck presentato a Berlino 2019, che racconta di un padre e una figlia in fuga.

RECENSIONE di 21/11/2019
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Light of My Life: Casey Affleck, Anna Pniowsky in una scena

Casey Affleck torna dietro la macchina da presa per un film che lo vede protagonista da diversi punti di vista, sia perché interpreta in prima persona il personaggio principale della storia, sia perché è autore dello script oltre che della regia. in questa nostra recensione di Light of My Life parleremo della seconda pellicola da lui diretta dopo Io sono qui. Un film piccolo ma potente, intenso e in qualche modo attuale per lo sguardo con cui osserva e racconta la sua giovane co-protagonista; un lavoro che spicca nel programma della sezione Panorama dell'edizione 2019 del Festival di Berlino e che sa raccontare il futuro ma con un occhio al passato e una messa in scena intima ed essenziale.

Conferma del talento di un personaggio problematico come Casey Affleck, dopo l'Oscar vinto due anni fa per Manchester by the Sea, ma anche della sua capacità di guidare una giovane attrice come Anna Pniowsky, il film arriva nel nostro paese grazie a Notorious Pictures.

L'umanità sull'orlo del collasso nella trama di Light of My Life

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Light of My Life: Casey Affleck, Anna Pniowsky sul set del film

Il primo impatto con la storia di Light of My Life ha un sapore intimo, concentrato com'è sulle due figure protagonista che giacciono in una tenda nel mezzo di una foresta. Ma non si tratta di un'avventuroso campeggio o una scampagnata in famiglia, siamo piuttosto in un mondo post-epidemia e il padre, che racconta amorevolmente una storia a sua figlia Rag, sta facendo di tutto per tenerla al sicuro. Ma non è affatto facile, perché quello in cui si muovono, nascondono e scappano è un mondo selvaggio e violento, popolato da un'umanità malata e sull'orlo del collasso, e anche il riparo, come quello che trovano presso tre uomini, può essere solo momentaneo o illusorio.

La forza del non detto

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Light of My Life: Anna Pniowsky in una scena

L'epidemia che ha messo in ginocchio il mondo è solo evocata da Affleck, che fa del non detto lo strumento narrativo principale di Light of My Life: dando vita al padre protagonista, preferisce dar voce alle storie che il suo personaggio racconta alla figlia, piuttosto che ai presupposti e dettagli di un'ambientazione suggestiva quanto pericolosa, che viene tratteggiata attraverso accenni, piccoli dettagli e immagini che suggeriscono piuttosto che descrivere. Non ci sono donne nel film di Affleck, vittime dell'epidemia che ha sconvolto il mondo, ma la loro assenza è forte, intensa e potente, capace di parlare al, e del, mondo in cui viviamo, oltre a essere un'eco dei problemi passati, e forse del senso di colpa, dell'Affleck autore, stuzzicato in tal proposito nella conferenza di Light of My Life a Berlino.

Un padre e una figlia, due personaggi in fuga

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Light of My Life: Anna Pniowsky durante una scena del film

C'è infatti l'ombra della recente ondata femminista nella Rag della brava Anna Pniowsky, unica donna tra i personaggi di Light of My Life e per questo la sua presenza è ancora più preponderante: la giovane attrice si dimostra sicura e forte, misurata eppure intensa, ben guidata da Casey Affleck che ne è il perfetto contraltare. L'uomo rappresenta infatti un'umanità ferita, insicura, malata e fragile. Non è un caso che il regista scelga di metterli spesso in campo insieme, perché l'uno non avrebbe senso senza l'altra, ed è il loro forte rapporto, l'alchimia che li lega, a rappresentare il cuore del film e della storia.

Un aspetto che in qualche modo evoca i presupposti di un'altra grande storia degli ultimi anni, vissuta in un mezzo diverso come quello dei videogiochi, The Last of Us. Le figure di contorno hanno poco valore, non aggiungono molto a una storia che è costruita sulle due figure centrali e che il regista dirige con ritmo rarefatto e un senso della messa in scena essenziale ma di grande impatto: non sono poche le sequenze che colpiscono per concezione e costruzione in un film che si muove con sicurezza tra dramma familiare, racconto di formazione e storia di cruda sopravvivenza.

Conclusioni

Concludiamo la recensione di Light of My Life consapevoli che il ritmo del nuovo film di Casey Affleck può renderlo inadatto a qualunque tipologia di spettatore, ma ugualmente convinti del valore di un'opera che si avvale di una messa in scena essenziale quanto potente che valorizza il lavoro degli interpreti. È evidente la capacità di Affleck di lavorare per sottrazione, di raccontare una storia e un mondo senza eccedere in dettagli, conquistando l'attenzione e il cuore del suo pubblico.

Movieplayer.it

3.5/5

Voto medio

3.3/5

Perché ci piace

  • Una messa in scena essenziale ma potente che cattura il pubblico.
  • La bravura dei due protagonisti e l’intesa che riescono a mostrare su schermo.
  • La capacità di raccontare senza spiegare tutto e lavorando sul non detto.

Cosa non va

  • Il ritmo rarefatto potrebbe non incontrare il gusto di ogni spettatore.