L'eroe dei due mondi, la recensione: su Prime Video un fantasy visionario e spettacolare

La recensione de L'eroe dei due mondi, film dove le vicende di un padre disperato e di un giovane scrittore si intersecano con quelle del mondo fantasy raccontato dal secondo nel suo romanzo in divenire.

L'eroe dei due mondi, la recensione: su Prime Video un fantasy visionario e spettacolare

Spesso il confine tra realtà e fantasia è sfruttato dal cinema per dar vita a storie accattivanti che possano giocare proprio sui parallelismi tra le due dimensioni. E con gli effetti speciali moderni, sempre più spettacolari nel dar vita a palcoscenici fantastici, le possibilità sono ipoteticamente infinite, con il solo limite l'immaginazione del regista.

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L'eroe dei due mondi: un'immagine del film

Come vi raccontiamo nella recensione de L'eroe dei due mondi - no, niente a che fare con la figura storica di Garibaldi pur a dispetto dell'infelice titolo italiano - in questo caso ci troviamo di fronte a una produzione battente bandiera cinese, un mercato che ormai da tempo cerca di competere con gli omologhi blockbuster a tema hollywoodiano, fondendo spesso l'appariscenza estetica con quel misticismo tipicamente autoctono che riesce in certe occasioni a dar vita a storie suggestive e del tutto peculiari, come in questo caso.

Niente è come sembra

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L'eroe dei due mondi: una scena del film

Guan Ning è da anni alla ricerca della figlia, rapita quando era ancora piccolissima da dei trafficanti di esseri umani. Mentre è sulle tracce di alcuni di loro, viene erroneamente arrestato dalla polizia che lo ritiene coinvolto e riesce a scappare soltanto grazie all'intervento di Tu Lingu, una giovane donna al servizio di una compagnia guidata da Li Mu, ricco uomo d'affari e inventore che è gravemente malato e prossimo alla morte. Il magnate ritiene che dietro la sua improvvisa malattia, che lo condurrà alla dipartita da lì a pochissimo, vi sia il romanzo scritto da un misterioso scrittore che appare online coperto da una maschera, Lu Kongwen. Quanto accade nel libro infatti si rispecchierebbe, metaforicamente, nella vita reale e le condizioni di salute del riccone dipenderebbero proprio dalle sorti del villain della suddetta storia. A Guan Ning viene proposto un accordo: se ucciderà l'autore, gli verrà rivelato dove si trova sua figlia, rintracciata tramite i contatti capillari che l'organizzazione ha in ogni angolo del Paese. Ma ben presto finzione e realtà finiscono per intrecciarsi in maniera impensabile...

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L'occhio vuole la sua parte

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L'eroe dei due mondi: uno dei cavalieri al servizio del villain

Creature marine che emergono dalle acque e draghi artificiali che volano nel cielo lanciando bombe infuocate, giganteschi mostri da affrontare come se si fosse in Shadow of the Colossus e possenti cavalieri in armature rosso vermiglio, demoni secolari che possiedono giovani guerrieri e scorci di un mondo fantasy che ripesca a piene mani dall'immaginario indigeno. Non vi è dubbio che L'eroe dei due mondi possegga un'anima visiva e visionaria di grande impatto, capace di risultare affascinante anche nelle sue derive potenzialmente più kitsch e in grado di catturare lo sguardo per tutte le due ore di visione. Ma anche la parte ambientata nel mondo reale ha carattere, grazie alle intelligenti similitudini che coesistono tra i due universi e la missione di questo padre disperato, alla ricerca della figlia scomparsa da tempo, si tinge di note melodrammatiche non indifferenti, così come la storia personale del giovane scrittore tormentato da un passato funesto.

Dalla carta allo schermo

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L'eroe dei due mondi: una foto del film

Certo la sceneggiatura - adattamento dell'omonimo romanzo di Shuang Xuetao - non è esente da difetti o forzature, con alcuni momenti dove eventi provvidenziali trainano la vicenda verso l'esposizione dei numerosi di colpi di scena, ma è una scelta necessaria e parzialmente perdonabile in favore di un intrattenimento a prova di grande pubblico che sa trovare le giuste vie di mezzo per intercettare un ampio numero di spettatori, anche chi poco avvezzo alle magiche follie del cinema orientale di genere. Con scene al rallentatore ad hoc ed effetti speciali efficaci, che riescono a dar vita a scenografie sì artificiose ma al contempo immaginifiche, il regista Lu Yang - che ricordiamo per il dittico wuxia Brotherhood of Blades - firma un'opera sfaccettata e assai gradevole da guardare, che gioca con l'epica per dar vita a un'esaltante odissea action (e non è un caso che il titolo anglofono sia proprio A writer's odyssey).

Conclusioni

Un padre in cerca della figlia scomparsa, un ricco e spietato magnate prossimo alla morte, un giovane scrittore in cerca del finale perfetto per il suo romanzo. Romanzo nel quale viene raccontata parallelamente una storia che si rispecchia nella realtà, e che segnerà inevitabilmente i destini dei protagonisti di entrambi i mondi, quello vero e quello di finzione. Come vi abbiamo raccontato nella recensione di L'eroe dei due mondi, questo kolossal cinese dal taglio fantastico, trasposizione di un romanzo di successo, è visivamente spettacolare e offre un'avventura ricca di azione e di epica a cavallo tra le due relative narrazioni, con le rispettive odissee che si intrecciano in maniera sempre più accattivante, anche al netto di alcune evidenti, forse inevitabili, forzature. Per due ore di intrattenimento, tra emozione e spettacolo.

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
4.5/5

Perché ci piace

  • Visivamente spettacolare e design ispirato.
  • Due ore che non pesano nell'interazione continua tra le due realtà.
  • La sceneggiatura è accattivante...

Cosa non va

  • ...ma non priva di forzature.
  • A tratti esagerato e involontariamente kitsch.