L'effetto farfalla, la recensione: le vie del poliziesco non sono infinite

La recensione de L'effetto farfalla, film che adatta il quinto romanzo dedicato alla Sezione Q con un cast tutto nuovo, alle prese con un caso difficile che vede coinvolti i poteri forti. Su Rai4 e RaiPlay.

L'effetto farfalla, la recensione: le vie del poliziesco non sono infinite

Il quattordicenne Marco, di origini zingare, vuole solo diventare cittadino danese e andare a scuola come qualsiasi suo coetaneo. Ma suo zio Zola governa il clan con la mano di ferro e lo vede come una potenziale scocciatura. Un giorno Marco si imbatte in un uomo morto e, rendendosi conto dell'entità degli atti criminali del parente, decide di scappare. Ma presto si comprende che oltre alla sua famiglia, qualcun altro vuole tenerlo zitto per sempre.

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L'effetto farfalla: una scena del film

Come vi raccontiamo nella recensione di L'effetto farfalla, nel frattempo il Commissario Carl Mørck è alle prese con una difficile situazione personale, ma decide di rientrare in servizio prima del previsto, riprendendo il suo lavoro alla Sezione Speciale Q. Le strade del poliziotto e quelle di Marco finiranno per incrociarsi inesorabilmente, svelando un caso di corruzione ai più alti livelli relativa a fondi di beneficenza mai arrivati a destinazione e a un giro di pedopornografia.

Un nuovo inizio

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L'effetto farfalla: una scena

I fan della fortunata serie di romanzi gialli dello scrittore danese Jussi Adler-Olsen avranno sicuramente avuto occasione di vedere in passato alcune delle trasposizioni autoctone realizzate per il grande schermo nel corso degli ultimi anni: quattro film realizzati tra il 2013 e il 2018 che rispecchiavano degnamente l'opera alla base, garantendo buone dinamiche di genere e personaggi tormentati al punto giusto. Come per tante operazioni più illustri, anche per il franchise è arrivato il tempo di un nuovo inizio, con un cambio completo del cast: una scelta che finisce per spiazzare il target di riferimento, che aveva cominciato ad apprezzare quei protagonisti ormai familiari. Qui va detto subito come i nuovi attori non posseggano il medesimo carisma, ma L'effetto farfalla soffre anche di altri problemi...

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A caccia del colpevole

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L'effetto farfalla: un'immagine del film

Quest'adattamento del quinto romanzo della saga vive su una sceneggiatura a dir poco farraginosa e su una maldestra caratterizzazione delle varie figure coinvolte, buone o cattive che siano, mai capaci di imprimersi con la giusta personalità in una storia che si trascina stancamente per inerzia nelle due - eccessive - ore di visione. Tempi morti e colpi di scena telefonati, che smorzano la tensione sul nascere e che non instillano la corretta curiosità nello spettatore. La trama non ha particolare guizzi come detto, soffrendo di una staticità imperante che si riflette anche nell'impalpabile regia di Martin Zandvliet, che pur in carriera vanta un solido dramma bellico come Land of Mine - Sotto la sabbia (2015), ma qui poco a suo agio con le atmosfere investigative e cupe di un racconto mai capace di sfruttare le sortite narrative del libro.

Chi vivrà vedrà

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L'effetto farfalla: il nuovo cast al completo

L'impressione è che rispetto ai ben più riusciti predecessori, lo stile guardi alla serialità televisiva, senza quel più ampio respiro dal taglio cinematografico che aveva permeato le precedenti avventure di Carl Mørck e del suo inseparabile collega Assad. Che qui sembrano una sorta di caricatura rispetto al loro recente passato live-action, per via di scelte narrative poco oculate quando non improbabili. Pensare che dietro questa scelta, a posteriori sbagliata, vi sia lo stesso autore delle opere letterarie - ovvero il già citato Jussi Adler-Olsen - fa sorridere: a suo dire le trasposizioni passate non avevano azzeccato il giusto mood e ha preteso una sorta di "reboot" affidando i diritti a un nuovo studio. Una scelta errata, come anche testimoniato dallo scarso responso critico e dalla delusione dei fan.

Conclusioni

Un ragazzino di origini zingare si trova invischiato in un complotto ai più alti livelli in quella Danimarca che vorrebbe diventasse il suo Paese; il Commissario Carl Mørck, alle prese con una profonda crisi personale, torna in servizio per indagare sul caso, svelando un gigantesco vaso di Pandora. Come vi abbiamo raccontato nella recensione de L'effetto farfalla, questo nuovo adattamento dei romanzi di Jussi Adler-Olsen incentrati sulla Sezione Q vede un cambio totale del cast, che però non riesce a infondere il medesimo carisma di chi l'ha preceduto a personaggi sulla carta così tormentati e ambigui. Complice una sceneggiatura a tratti inverosimile e una regia anonima, più affine al mondo seriale, il film si trascina per due ore senza effettivi guizzi di genere, deludendo fan e neofiti.

Movieplayer.it
2.0/5

Perché ci piace

  • Le atmosfere nordiche hanno sempre un loro fascino.

Cosa non va

  • Il nuovo cast non regge il confronto con chi l'ha preceduto.
  • Una sceneggiatura confusa e inverosimile, che non coglie le sfumature del romanzo alla base.
  • Registicamente incolore.