La Grazia, Toni Servillo nella nostra intervista: “Il film ci spinge a restare umani”

Toni Servillo, Anna Ferzetti e Milvia Marigliano ci hanno parlato dei temi e della visione politica dietro al film di Paolo Sorrentino. In sala dopo aver aperto la Mostra del Cinema di Venezia.

Toni Servillo sul set de La Grazia

E finalmente ci siamo. Finalmente anche il grande pubblico potrà apprezzare il nuovo lavoro di Paolo Sorrentino che avevamo amato come apertura di Venezia e che aveva già raggiunto una fetta di spettatori con le matinée organizzate da PiperFilm nel periodo natalizio. Abbiamo avuto modo di approfondire La Grazia anche con i suoi interpreti: Toni Servilo che porta su schermo il Presidente della Repubblica Mariano De Santis, Anna Ferzetti che interpreta sua figlia Dorotea e Milvia Marigliano che ci regala quel personaggio meraviglioso che è Coco Valori.

Ma non eravamo i soli ad aver apprezzato il film alla Mostra di Venezia, perché La Grazia è stato premiato dalla giuria dell'evento con una Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile. Un premio giusto e meritato, quello di Servillo, per una delle migliori prove dell'attore.

Un film sui dubbi

La Grazia Photo Credits Andrea Pirello Toni Servillo Foto
Il Presidente Mariano De Santis di Toni Servillo

Tanti i temi de La Grazia, ma un punto essenziale è l'essere un film sui dubbi, sui dilemmi, in cui si parte dalla ricerca ossessiva della verità per abbracciare la bellezza del dubbio. Che rapporto hanno gli interpreti con questa incertezza? "Se il dubbio significa affrontare una questione da più punti di vista per cercare di avvicinarsi a una soluzione" ci ha detto Toni Servillo, "se il dubbio significa affrontare un problema da più punti di vista, credo che tutti nella nostra vita ci siamo trovati a coltivarlo. Forse è importante non superare un certo limite, non farsi erodere dai dubbi senza prendere mai una decisione, che è proprio invece quello che fa questo Presidente, prendendo alla fine della vicenda una decisione coraggiosa."

La Grazia Photo Credits Andrea Pirello Anna Ferzetti
Anna Ferzetti in una scena de La Grazia

"Io personalmente nella vita sono piena di dubbi e credo che sia anche necessario" ha spiegato invece Anna Ferzetti, "mi aiutano ad andare avanti, mi hanno aiutato nella vita. Dorotea forse ne ha apparentemente meno all'inizio, di dubbi. Crede molto in quello che fa, però durante il film di dubbi ne arrivano anche per lei in qualche modo, dubbi suoi personali di vita." Un abbracciare l'incertezza che condivide anche Milvia Marigliano: "Anch'io sono piena di dubbi e in questo film mi viene da dire che Coco mette ancora più dubbi all'amico Presidente."

La Grazia, la recensione: Paolo Sorrentino e i dilemmi di un Presidente La Grazia, la recensione: Paolo Sorrentino e i dilemmi di un Presidente

La Grazia e l'eleganza come antidoto per la volgarità del mondo

Se nel film si parla de la grazia, tra gli altri significati, come di una sorta di eleganza nell'affrontare il mondo e la politica, questo spunto è in netto contrasto con la "volgarità senza freni" che ci circonda secondo Paolo Sorrentino. Questo racconta il film? Un'idea di mondo, e di politica, che purtroppo non è più presente? "Il film racconta esattamente il contrario della politica intesa come spettacolo" ci ha detto Toni Servillo "come palcoscenico su cui far esplodere la propria personalità, ai limiti del narcisismo. Racconta la politica non come la presa del potere: Quest'uomo si sente un inquilino del Quirinale e antepone alla politica come spettacolo una sobrietà, una competenza intellettuale, e suggerisce al pubblico che lui è un politico che interpreta la sua professione come servizio, come sacrificio di sé, come rinunce."

Lo conferma Anna Ferzetti, che vede ne "la grazia un atteggiamento di vita che ti permetta di accogliere, di ascoltare, qualcosa che forse si è un po' persa. Bisognerebbe recuperare un po' una grazia nelle cose che facciamo, nelle cose che pensiamo e anche in come agiamo." Si è persa, come conferma Milvia Marigliano, "così come l'eleganza, intesa come eleganza dell'anima."

Paolo Sorrentino e i dialoghi come musica

Se Milvia Marigliano ci ha parlato dei testi di Paolo Sorrentino come dotati di una musicalità innata a cui gli interpreti devono solo dar corpo, ci viene spontaneo chiederci che strumenti potrebbero rappresentare i loro personaggi nell'ideale orchestra de La Grazia: "Coco Valori secondo me è un basso continuo, quei clavicembali che tengono il ritmo nelle composizioni di Bach" ha scherzato Servillo, che ha invece identificato nel suo De Santis un timbro grave, come un fagotto, laddove la Dorotea della Ferzetti potrebbe essere una viola. Però, ci avverte la Marigliano, "anche i silenzi sono musica" e bisogna saper dosare tutto nelle proprie composizioni e nelle proprie sceneggiature, perché Sorrentino non è solo "uno straordinario creatore d'immagini" sottolinea Toni Servillo, ma anche "un dialoghista formidabile e questo crea per un attore un campo aperto su cui potersi muovere molto entusiasmante."

La Grazia   Toni Servillo E Anna Ferzetti
Toni Servillo e Anna Ferzetti in una scena del film di Sorrentino

E cosa vorrebbero che rimanesse nel pubblico dopo la visione della composizione de La Grazia? "Se il film riuscisse a suggerire in questa epoca così disumana di restare umani come il presidente De Santis, questo sarebbe già un piccolo importante risultato." Eccolo, è questo il punto essenziale che Toni Servillo individua: "Restare umani."