Keeper - L'eletta, recensione: Oz Perkins e la mascolinità tossica come orrore

Tatiana Maslany dà voce alle donne vittime di compagni manipolatori in un horror folk sovrannaturale che conferma il talento di Oz Perkins.

Tatiana Maslany e Rossif Sutherland in Keeper - L'eletta di Oz Perkins

Oz Perkins è in un momento d'oro. In appena due anni ha realizzato quattro film e uno è Longlegs, con Nicolas Cage, che l'ha messo nel radar del grande pubblico. Definito da molti l'horror migliore degli ultimi anni (sicuramente uno di quelli con la campagna marketing studiata meglio), ha regalato al regista un buon incasso e lo status di autore da seguire. Quando però Perkins ancora non sapeva che Longlegs sarebbe diventato un successo e un film cult, sullo slancio dell'ottimo clima creatosi su quel set ha deciso di fare, con la stessa crew, un passion project dal budget risicatissimo. Così è nato Keeper - L'eletta.

Keeper Tatiana Maslany
Tatiana Maslany in Keeper - L'eletta

È la storia di Liz, interpretata da Tatiana Maslany (che poi Perkins ha voluto anche in The Monkey), invitata dal compagno Malcolm (Rossif Sutherland, figlio di Donald), un dottore, nel suo chalet in mezzo ai boschi, per festeggiare il loro primo anno insieme. Qui però, nonostante la situazione su carta sia idilliaca, tutto prende una piega sinistra: prima si presenta un ospite inatteso, poi Malcolm insiste per far mangiare a Liz una torta al cioccolato lasciata dalla custode della casa, quando però a lei il cioccolato non piace. Infine la lascia sola, perché viene chiamato da una paziente per un'emergenza. Nonostante non ci sia nessuno in quella casa, Liz non è sola.

Una baita, pochissimi personaggi, un bosco: Keeper - L'eletta è un film con un budget veramente ridotto all'osso, ma può contare su un'idea forte e un'ottima protagonista. L'ansia che cattura presto Liz afferra anche lo spettatore: Perkins, pur con mezzi da film studentesco, sa bene come creare tensione e suspence. Galoppando verso un finale estremo, kitsch, delirante e inquietante, in cui l'horror diventa un modo per parlare di relazioni tossiche.

Keeper - L'eletta: l'horror che svela l'orrore quotidiano

Pochi registi hanno la fortuna di Perkins: in questi anni all'autore è stata infatti data libertà assoluta. Certo, Keeper - L'Eletta è stato realizzato con pochissimi soldi e tempo a disposizione, ma è proprio nelle limitazioni che emerge forte e cristallina la sua abilità. Nella prima parte riesce a rendere perfettamente l'idea di angoscia che prende la protagonista, quando comincia a sospettare che l'uomo che ha frequentato per un anno le nasconda qualcosa.

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Tatiana Maslany in Keeper - L'eletta

Grazie a una gestione perfetta degli spazi (le case che diventano una prigione, se non una bara, sono un tema ricorrente nella filmografia di Perkins), l'autore crea un senso di claustrofobia crescente, che rispecchia la manipolazione a cui è sottoposta suo malgrado Liz. Nonostante sia una persona intelligente e per nulla ingenua, è infatti caduta vittima di un uomo che non è totalmente onesto. Perkins dissemina il racconto di red flag, che però la protagonista si ostina a non vedere, o a evitare. Come purtroppo accade spesso nella vita di tante donne.

Superata una parte centrale fatta di visioni e allucinazioni che diventa un po' ripetitiva, il ritmo di film impenna nel terzo atto: delirio puro, in cui l'autore sperimenta con gli effetti speciali, realizzati dal fedele Edward J. Douglas (che ha lavorato anche a Longlegs e The Monkey), sorprendentemente buoni visto il budget limitato.

Un'ottima prova di Tatiana Maslany

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Tatiana Maslany in una scena di Keeper - L'eletta

Se gran parte del film si regge grazie alla capacità di Perkins di creare situazioni disturbanti, che trasformano luoghi, oggetti e gesti quotidiani in qualcosa di inquietante, l'altro pilastro di Keeper - L'eletta è Tatiana Maslany. Attrice per ora molto sottovalutata, è bravissima nel giocare con aspetti delicati come la sanità mentale e il disagio: laddove altri colleghi avrebbero potuto strafare e risultare ridicoli, lei è perfetta nel saper dosare i vari toni del film, che passano dal thriller psicologico a un horror sovrannaturale in cui il dolore della protagonista diventa quello di tutte le donne manipolate dai compagni. Se abbraccerete la sospensione dell'incredulità, passando sopra ai limiti di un film realizzato con pochissimi mezzi, Keeper - L'eletta vi scaverà dentro piano piano, facendovi mettere in discussione le vostre relazioni. E chissà che non possa fare aprire gli occhi a qualcuno.

Conclusioni

Con Keeper - L'eletta Oz Perkins si conferma uno degli autori horror (e non solo) più interessanti in circolazione. Nonostante il budget e il tempo limitato a disposizione, grazie anche a un'ottima prova di Tatiana Maslany, il regista trasforma un thriller psicologico in un horror sovrannaturale, in cui i veri mostri sono le relazioni tossiche. Da vedere abbracciando la sospensione dell'incredulità: il finale delirante è una sorpresa, che può respingere o convincere definitivamente lo spettatore del talento di Perkins.

Movieplayer.it
3.0/5
Voto medio
3.0/5

Perché ci piace

  • La totale libertà di Oz Perkins.
  • La prova di Tatiana Maslany.
  • Gli effetti speciali di Edward J. Douglas.
  • La costruzione della tensione.

Cosa non va

  • Il budget è molto limitato.
  • La parte centrale perde un po' di ritmo.
  • Il finale è di quelli da prendere o lasciare: noi prendiamo.